Home Economia e finanza “PIANO STRUTTURALE DI BILANCIO” (PSB) UNA DATA DA NON DIMENTICARE

“PIANO STRUTTURALE DI BILANCIO” (PSB) UNA DATA DA NON DIMENTICARE

0

di Giulio Galetti

Non é una ricorrenza ma una data importante per l’Italia e per tutti i paesi della UE, alle prese con il più importante documento di finanza pubblica della storia.
Il “Piano Strutturale di Bilancio” (PSB) che si aggiunge ad altre sigle ai piú sconosciute come: PNRR – DEF – NADEF – LB – RS – DPB
perché é così importante e cruciale?
Questo piano non dovrà essere presentato ogni anno: una volta presentato rimarrà inalterato e inalterabile per 5 anni. Unica possibilità per modificarlo? Un cambio di governo.
Si avete capito bene…
Tra un mese (entro il 30 settembre) l’attuale maggioranza scriverà nel granito, senza possibilità di correzioni, come intende utilizzare la spesa pubblica e quali riforme strutturali verranno eseguite nei prossimi cinque anni per abbassare il Deficit cronico del nostro Paese, da sempre sul podio di quelli che in Europa incorrono nella PDE (Procedura per Disavanzo Eccessivo)
Oltre alle riforme strutturali ancora tutte da uscire compiutamente e dettagliatamente dal cilindro, il piano dovrà contenere un piccola correzione di bilancio da 11 o 12 miliardi di euro per ogni anno, per ciascuno dei prossimi 7 anni.
Mancano 23 giorni lavorativi per metter mano a un compito epocale (in fondo una nota per chi volesse approfondire)
Eppure l’informazione tutta si arrovella sulle frattaglie di un dibattito politico che ogni giorno crea distrazioni di massa pur di parlare d’altro.
Assistiamo solo a inutili interviste rilasciate da chi vorrebbe, per la propria categoria, miliardi ad libitum da pompare da un pozzo estinto o da chi si deve inventare la polemica quotidiana per dare in pasto alle agenzie un segnale della propria sopravvivenza.
Fitto, Cavallari, Giorgetti e Meloni non hanno profferito parola nel merito sul documento di economica piú importante (e vincolante) mai redatto e nessuno conosce quali saranno gli impegni esatti e precisi che ci accingiamo a sottoscrivere per i prossimi anni.
Come cittadino sono enormemente curioso di conoscere cosa diavolo ci sarà scritto ma pare che sia piú urgente ed interessante accapigliarsi sulle raccomandazioni di Arianna Meloni.
Io gradirei piuttosto conoscere urgentemente dalla sorella gli impegni che si accinge a sottoscrivere che riguardano direttamente la vita economica e sociale del paese in cui vivo
==== Nota testuale dall’UPB=====
(Ufficio Programmazione Bilancio)
Il debito dovrà diminuire in media annuale di 1 punto percentuale di PIL fin tanto che il rapporto rimane al di sopra del 90 per cento; infine, il consolidamento dovrà eventualmente proseguire oltre il percorso di aggiustamento fino a quando il disavanzo strutturale non sia inferiore all’1,5 per cento del PIL.
Nel caso lo Stato membro si trovi in PDE (ndr Procedura di Disavanzo eccessivo, ovvero il caso italiano per eccellenza) il consolidamento deve essere tale da migliorare il saldo complessivo strutturale di almeno mezzo punto percentuale all’anno.
Nel triennio di transizione 2025-27, è previsto che per i paesi in PDE “si tenga in considerazione” l’aumento della spesa per interessi in rapporto al PIL; quindi, l’aggiustamento richiesto di almeno mezzo punto percentuale di PIL si applica al saldo primario strutturale e non a quello complessivo.
Il percorso di rientro può estendersi da quattro a sette anni se il paese si impegna su un programma di riforme e investimenti che favoriscano la crescita potenziale e rafforzino le priorità della UE.
La spesa primaria netta diventa l’indicatore unico per il percorso di aggiustamento, escludendo dalla spesa complessiva la spesa per interessi, i trasferimenti ricevuti dalla UE per programmi europei, le spese di co-finanziamento nazionale sostenute per i progetti finanziati dalla UE, le spese legate alla componente ciclica dei sussidi di disoccupazione e l’impatto delle una tantum e delle altre misure temporanee.
Inoltre, l’indicatore è calcolato al netto dell’impatto delle misure discrezionali dal lato delle entrate.
Nell’ambito della riforma, le istituzioni di bilancio indipendenti (Independent Fiscal Institutions, IFIs) dei paesi dell’area dell’euro come l’UPB mantengono il medesimo ruolo di validazione delle previsioni macroeconomiche dei documenti programmatici e monitoraggio delle regole di bilancio nazionali; viene anche rafforzato il loro ruolo nel monitoraggio e analisi della finanza pubblica sia nella parte preventiva, in quanto ora lo Stato membro può chiedere all’IFI di fornire una valutazione ex post sul rispetto del sentiero di spesa primaria netta concordato con il Consiglio, sia nella parte correttiva, giacché lo Stato in procedura di disavanzo eccessivo può invitare l’IFI a presentare una relazione indipendente e non vincolante sull’adeguatezza delle misure correttive adottate rispetto alle raccomandazioni del Consiglio della UE.
 

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui