Il movimento tecno-militare che l’Occidente conosce poco
Definirli semplicemente “ribelli yemeniti” oggi è riduttivo.
Gli Houthi, ufficialmente Ansar Allah, sono diventati un attore politico-militare ibrido capace di combinare struttura territoriale, apparati militari, droni, missili, intelligence e guerra dell’informazione.
Nascono nell’area zaydita del nord dello Yemen e il loro sviluppo è legato alla famiglia al-Houthi, ma nel tempo hanno inglobato reti tribali, ex militari, tecnici e strutture amministrative.
Dal controllo di Sana’a, iniziato nel 2014, il movimento ha compiuto un salto impressionante.
Il vero elemento da osservare è la trasformazione tecnologica.
Le fonti ONU documentano un arsenale che comprende missili balistici, missili da crociera, sistemi antinave, UAV da ricognizione e attacco, difesa aerea, radar costieri e mezzi navali senza equipaggio.
Una parte importante di queste capacità è collegata al sostegno iraniano in termini di componenti, know-how, addestramento e trasferimento tecnologico.
Ma considerarli semplicemente una longa manus di Teheran rischia di essere fuorviante: Ansar Allah possiede una propria struttura politica e operativa e persegue anche obiettivi locali.
Un drone relativamente economico può costringere una nave occidentale a usare radar sofisticati, guerra elettronica e intercettori da milioni di dollari.
Non occorre distruggere una portaerei: basta rendere insicura una rotta, è ciò che è accaduto nel Mar Rosso.
Gli Houthi hanno combinato droni, missili balistici antinave, missili da crociera, imbarcazioni esplosive e sorveglianza costiera, obbligando molte compagnie a deviare le rotte verso il Capo di Buona Speranza.
Inoltre, sono ottimi hacker, hanno conoscenze cibernetiche elevate e utilizzano IA addestrate ad hoc, la divisione cyber è di livello avanzato e il monitoraggio di internet, social, è paragonabile a quello degli apparati occidentali.
Da un punto di vista strategico-militare entra in gioco Bab el-Mandeb, uno dei grandi chokepoint mondiali: poche decine di chilometri separano il Mar Rosso dall’Oceano Indiano e da quella strettoia dipende una parte enorme dei traffici tra Asia ed Europa.
È questo che in Occidente tendiamo a sottovalutare, gli Houthi non rappresentano soltanto una guerriglia locale.
Sono il prodotto di una nuova epoca nella quale componentistica commerciale, trasferimento tecnologico, reverse engineering e reti internazionali consentono anche ad attori non statali di sviluppare capacità un tempo riservate alle grandi potenze.
Più che il passato tribale dello Yemen, rappresentano uno dei possibili prototipi delle guerre del futuro.





