La proposta indecente di Elly sull’e
Capisco i malumori dei tanti per i quali la battaglia politica si riduce ad essere la guerra alla persona, nella cultura della trasformazione del confronto in scontro, dell’avversario in nemico.
Senza idee propositive: perché esse costringerebbero a rendere esplicite scelte di priorità delle cose da fare, la confessione dei tempi necessari per avere risultati.
Qualcosa che diraderebbe le nebbie delle posizioni finora assunte fondate su un pot-pourri di tutto e del suo contrario. Che consente di fare l’occhiolino a tutti e una critica utile alle pance.
Capisco tutto. Ma l’iniziativa di Schlein non mi sembra fuori luogo e neanche fuori tempo.
E la risposta di Meloni, che giudico forse un po’ più fredda del necessario (forse l’incredulità per qualcosa che non era immaginabile) mi fa sperare (ma sperare è una parola grossa e dunque meglio dire mi fa ritenere) che uno spazio si possa aprire.
Non vedo casuale che due donne, entrambe leader dei due maggiori partiti italiani, si “annusino”: mi è sembrato scandaloso il contrario fin qui realizzato.
A meno di incidenti, esse resteranno due punti di riferimento ineluttabili. E mi piace che il terreno di possibile dialogo – che assumerà le connotazioni di una sfida – sia il tema dell’energia.
Schlein presenta idee che non sono “rimedi”, come a me piace chiamare gli interventi a spot.
È il prodromo di un programma, mi domando? E se è così è doppiamente una buona notizia.
In ogni caso costringe il Governo – Meloni in primis – a presentare qualcosa che sappia altrettanto di programma. E su quello il confronto. Tra idee.
Il clima assolutamente polemico, più violento di quello che possa apparire, che circonda l’iniziativa dice che servirà un miracolo perché essa vada in porto.
Non succederà. Ma se dovesse succedere…





