I Celti che si ribellano agli inglesi – Il principe Andrea sommerso dallo scandalo Epstein – Le rivelazioni di Charles Spencer che scuotono la Corona: “Carlo euforico per la morte di Diana”. Il disastro di una monarchia tedesca rinominata Windsor – L’abdicazione di Carlo III sarebbe ormai opportuna
Quando Charles Spencer seppe dalla voce di Carlo d’Inghilterra della morte di sua sorella Diana, l’allora erede al trono gli sembrò «euforico come se avesse vinto alla lotteria».
È una delle rivelazioni contenute nel libro di memorie del conte Spencer, che ha già spinto Buckingham Palace ad alcune smentite.
Secondo il fratello della principessa, quando Diana perse la vita nello schianto del 1997 nel tunnel dell’Alma, a Parigi, la reazione di Carlo fu quella di pensare a «come quell’evento lo avesse reso libero di sposare la donna che amava».
Questa nuova rivelazione dal libro ‘Il canto del cigno: Diana, mia sorella’, è stata accolte dal silenzio del Palazzo.
Appena giovedì, del resto, Buckingham Palace aveva contestato che nei giorni successivi all’incidente Carlo avesse detto a Spencer: che presto Diana “sarebbe stata dimenticata”, anche da loro.
Spencer racconta che la telefonata di Carlo lo raggiunse a Città del Capo, seguita da innumerevoli altre chiamate di cordoglio.
“Ma mentre gli altri erano sbigottiti e a stento capaci di esprimere le proprie condoglianze o di offrire aiuto, lui aveva un tono di euforia quasi ebbra: mi ricordò il vincitore di una lotteria – scrive il conte – Mi disse di aver informato William e Harry della morte della madre, quella stessa mattina, direttamente nelle loro stanze a Balmoral. Il tutto suonava stranamente distaccato e pragmatico, data l’enormità della tragedia. Ripensandoci oggi, sospetto che la prima reazione del principe sia stata quella di pensare a come l’evento lo rendesse libero di sposare la donna che amava, piuttosto che spingerlo a piangere la perdita di colei che non amava”.
Diana Spencer si rese conto che Carlo di Inghilterra non la amava quando si rifiutò di ballare con lei in occasione della festa per il ventunesimo compleanno del Principe Andrea al Castello di Windsor e decise di rompere il fidanzamento.
A rivelarlo è Charles Spencer, fratello della defunta principessa del Galles, che nel libro ‘Il canto del ciglio – Diana, mi sorella’ racconta una serie di episodi che hanno già spinto Buckingham Palace ad alcune smentite,
“Il Principe Carlo era tornato quel giorno da un viaggio ufficiale a New York e Diana non vedeva l’ora di riabbracciarlo e di trascorrere la festa al suo fianco” racconta il Conte.
“Lui, tuttavia, non le mostrò quasi alcun interesse. Lei, profondamente ferita, confusa e sempre più preoccupata, finì per ballare con altri, me compreso. Subito dopo quella serata di crescente sofferenza, Diana andò a trovare mio padre. Gli disse che non avrebbe potuto sposare un uomo che chiaramente non la amava”.
Spencer raccontò che suo padre, già scudiero reale, “inorridì” all’idea di “causare un profondo imbarazzo alla Famiglia reale”.
Un altro dettaglio rivelato da Charles Spencer riguarda la Regina Elisabetta II, che si sarebbe offerta di ripristinare il titolo reale di Diana nel giorno del suo funerale.
Diana aveva perso – tra le polemiche – il titolo di Altezza Reale al momento del divorzio da Carlo, una decisione che il fratello definisce “meschina e vendicativa” e che la lasciò “profondamente ferita”.
Fu Robert Fellowes, segretario privato della Regina nonché suo cognato, a informarlo dell’offerta della sovrana mentre si recavano alla sepoltura privata di Diana. Ha raccontato che, pur riconoscendo le “buone intenzioni” dietro quel gesto, decise di rifiutare il “premio di consolazione”.
Una crisi reputazionale della corona
La vicenda sta provocando una crisi reputazionale significativa per la monarchia britannica.
Il protagonista è Charles Spencer, fratello di Diana e IX conte Spencer, autore del memoir Swan Song: Diana, My Sister, in uscita il 22 settembre 2026.
Spencer racconta un durissimo scontro con Carlo sulla decisione di far camminare William e Harry dietro il feretro della madre. Il conte riteneva che fosse traumatico esporre due bambini a quella processione pubblica.
La famiglia reale, invece, sostenne la necessità della loro partecipazione. Harry avrebbe successivamente descritto quella marcia come un’esperienza profondamente dolorosa.
Non si tratta semplicemente di un nuovo libro su Diana. Spencer è: il fratello della principessa; membro dell’aristocrazia storica britannica; proprietario di Althorp, luogo della sepoltura di Diana; una persona interna all’ambiente aristocratico, ma esterna alla Casa Reale; qualcuno che parla di conversazioni private e di episodi vissuti direttamente.
Il suo racconto colpisce quindi la monarchia da una posizione particolare: non quella del giornalista scandalistico, ma quella del familiare aristocratico che rivendica una memoria alternativa dall’interno dell’élite britannica.
Il significato politico – simbolico
Il punto più destabilizzante è che Spencer sembra dire: la monarchia non avrebbe semplicemente gestito male la crisi Diana, ma avrebbe cercato di assorbirla, neutralizzarla e, infine, cancellarla dalla memoria.
Il Palazzo ha adottato una formula molto insolita: non una smentita dettagliata, ma un richiamo al fatto che il lutto può alterare giudizio, memoria e percezione degli eventi.
È una risposta prudente, ma proprio per questo lascia aperto il conflitto narrativo: Spencer insiste sulla precisione del ricordo, mentre la Corona ne contesta implicitamente l’affidabilità.
Il libro apre una frattura su tre livelli: familiare (il rapporto Carlo-Diana); dinastico (il ruolo della Corona nella gestione della morte e dei funerali); simbolico (il contrasto tra la monarchia come istituzione della continuità e la monarchia come famiglia attraversata da rivalità, freddezze e conflitti).
Il dato più rilevante è che Spencer non sta semplicemente riaprendo il caso Diana: sta contestando la memoria ufficiale con cui la monarchia ha cercato di chiudere quella vicenda.
Forse è ora che Carlo III abdichi e lasci al figlio di salvare quel che resta di un Regno Disunito.





