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Al Senato passa la riforma elettorale

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riforma elettorale

Sono tornate le preferenze

L’Aula del Senato ha approvato la riforma della legge elettorale con 113 voti a favore, 71 contrari e 2 astenuti.

Il testo, arrivato dalla Camera, è stato modificato da Palazzo Madama e torna, dunque, in terza lettura a Montecitorio.

Casellati: ‘Non vedo uno scoglio alla Camera, sono ottimista che passerà’

“Non vedo uno scoglio, sono ottimista che passerà alla Camera, non mi pare ci siano dubbi in questo momento di qualche sovvertimento, non mi pare”.

Lo ha detto la ministra delle Riforme Elisabetta Casellati conversando con i cronisti che al Senato dopo il via libera alla riforma della legge elettorale le chiedevano del prossimo scoglio di Montecitorio.

C’è l’ipotesi della fiducia?

“Non lo so, facciamo un passo alla volta”.

“Allo stato non mi risulta”, ha poi detto Casellati replicando ai cronisti che le chiedevano se la questione firme sia chiusa o se il governo possa valutare un decreto per intervenire.

La Russa: ‘La legge elettorale è un grande passo avanti’

Per Ignazio La Russa, la legge elettorale appena approvata al Senato e diretta alla Camera per il via libera definitivo, “è un grande passo avanti”.

Il presidente del Senato l’ha detto al termine del voto parlando con i giornalisti a Palazzo Madama.

E sul premio di maggioranza, che scatterà per la coalizione che supererà il 42%, ha aggiunto: “Chi è sicuro oggi di avere il 42%? Nessuno può saperlo. Questo elemento non mi pare che sia emerso chiaramente. Senza parteggiare nè per gli uni nè per gli altri, io questa legge elettorale la vedo come la possibilità di competere per tutti. Questo penso che sia il miglior commento da parte mia. Visto i sondaggi, la legge non può garantire nessuno, o meglio, garantirà chi avrà un voto di più. Non capisco perchè una parte dice che questa legge non va bene”.

Infine, sulle modifiche fatte al testo, ha ricordato che “non è stato introdotto il ballottaggio per esempio” concludendo: “Alla fine questa legge dà la possibilità a tutti di competere”.

Tra le novità proposte e approvate in Senato dalla maggioranza con il no delle opposizioni, è stato introdotto all’articolo 1 il meccanismo delle tre preferenze e dei capilista bloccati.

Il premio di maggioranza, consiste in un numero predeterminato di seggi – 70 alla Camera e 35 al Senato – assegnato, in entrambe le Camere, alla lista o coalizione di liste vincitrice che abbia ottenuto almeno il 42 per cento dei voti in ciascuna della due Camere.

In assenza di tali presupposti – anche solo in una Camera – il premio non viene assegnato in nessuna delle due Camere e anche i seggi del premio vengono ripartiti in maniera proporzionale.

Ora la parola passa alla camera per il voto definitivo.

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  • Redazione

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