I mercati danno il rialzo al 78%
Mercoledì la prima stretta dell’era Warsh: un quarto di punto dato al 78% sui mercati delle previsioni, mentre l’occupazione americana cala da tre mesi e l’inflazione resta al 3,7%.
L’America perde posti di lavoro da tre mesi e la sua banca centrale si prepara ad alzare i tassi. Mercoledì 16 settembre, alle 13 di New York (le 19 in Italia), il comitato di politica monetaria della Federal Reserve annuncerà la decisione: su Kalshi – la piattaforma di previsioni regolata dall’autorità americana dei derivati, dove sul contratto sono passati quasi 66 milioni di dollari – il rialzo di un quarto di punto è dato al 78%.
I tassi fermi valgono appena il 23%.
Sarebbe la prima stretta dell’era di Kevin Warsh, il presidente della FED scelto da Donald Trump e passato dall’audizione al Senato a metà luglio.
L’intervallo obiettivo è fermo al 3,50-3,75% dalla riunione di luglio, quando tre membri del comitato votarono contro la pausa chiedendo un aumento. Due mesi dopo, quella minoranza è diventata la linea della casa.
Il ribaltone porta la data del 28 agosto. A Jackson Hole, il simposio estivo dei banchieri centrali sulle montagne del Wyoming, Warsh ha detto che le tendenze di fondo dell’inflazione non sono «migliorate in modo significativo» e che la FED ha ancora «del lavoro da fare»; i dati estivi migliori del previsto, ha aggiunto parlando alla radio pubblica economica Marketplace e alla platea del simposio, non bastano finché la discesa verso l’obiettivo non sarà «chiara e abbastanza rapida».
Prima del discorso i mercati davano i tassi fermi al 70%. Poche ore dopo, riferisce CNBC, il mercato dei futures di Chicago prezzava il rialzo al 56%, salito al 66% il lunedì successivo – con circa una probabilità su due di un secondo ritocco a dicembre.





