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Accordi di Isacco, Israele penetra in America Latina

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Accordi di Isacco, Israele penetra in America Latina

Se gli Accordi riuscissero a coinvolgere il Brasile, insieme ad Argentina, Cile, Uruguay e Paraguay, si potrebbe formare un nuovo asse politico-economico nel cono sud dell’America Latina, capace di competere con l’influenza cinese e iraniana

Mentre i media italiani sono concentrati a guardare il mondo dal buco della chiave della censura europea, nel mondo cambiano gli equilibri. È il caso degli Accordi di Isacco (Isaac Accords), firmati ad aprile 2026 da Benjamin Netanyahu e Javier Milei.

L’idea è emersa nel 2025, dopo che Milei ricevette il Genesis Prize (spesso chiamato “Nobel ebraico”) e in seguito ad annunci dell’ambasciatore argentino in Israele ed è supportata dalla stessa Genesis Prize Foundation, che ha creato l’organizzazione non-profit American Friends of Isaac Accords (AFOIA) a New York per implementarla.

Durante il lancio del 2026 sono stati firmati memoranda d’intesa su antiterrorismo, intelligenza artificiale e trasporto aereo. Un punto rilevante è l’annuncio di voli diretti storici tra Tel Aviv e Buenos Aires (operati da El Al, previsti a partire da novembre/dicembre 2026 circa).

L’iniziativa si inserisce nel rafforzamento bilaterale sotto Milei, che include anche il trasferimento dell’ambasciata argentina a Gerusalemme e posizioni più dure verso organizzazioni come Hamas e la Guardia Rivoluzionaria iraniana.

In sintesi, gli Accordi di Isacco rappresentano un tentativo di esportare un modello di partnership strategica pro-Israele in America Latina, enfatizzando valori condivisi e interessi pratici in sicurezza ed economia, a differenza degli Abraham Accords (Accordi di Abramo) che miravano principalmente alla normalizzazione con paesi arabi/musulmani.

L’iniziativa è relativamente recente (2025-2026) e in fase di sviluppo.

Struttura organizzativa e finanziamento

Per rendere operativa l’iniziativa, la Genesis Prize Foundation ha creato la American Friends of Isaac Accords (AFOIA), un’organizzazione non-profit 501(c)(3) con sede a New York (fondata nell’agosto 2025).

Finanziamento iniziale: 1 milione di dollari (il premio in denaro che Milei rifiutò e destinò all’iniziativa).

Responsabile operativo: l’ex ambasciatore USA in Costa Rica S. Fitzgerald “Fitz” Haney.

Attività: concede grants a organizzazioni pro-Israele e di cooperazione (es. ILAN per innovazione tecnologica, StandWithUs, Israel Allies Foundation, Rambam Health Care Campus, ecc.). Ha già erogato circa 500.000 dollari in progetti iniziali.

Obiettivo a lungo termine: creare una rete di relazioni tra governi, parlamenti, imprese, università e comunità che sopravviva ai cicli politici.

Gli accordi stabiliscono un quadro generale di cooperazione strategica e politica articolato nei seguenti punti:

1. Difesa, Intelligence e Sicurezza – Lotta al terrorismo e narcotraffico: Protocolli d’intesa per il contrasto congiunto al crimine organizzato e al terrorismo internazionale. Contrasto all’influenza iraniana: Azioni coordinate per limitare la presenza e le reti strategiche dell’Iran nell’emisfero occidentale e in America Latina. Cybersecurity e protezione: Condivisione di protocolli di sicurezza e cooperazione nell’ambito dell’intelligence e della difesa dei confini.

2. Innovazione e Tecnologia – Intelligenza Artificiale (IA): Memorandum per favorire il trasferimento tecnologico israeliano, lo sviluppo di infrastrutture di calcolo avanzato e la ricerca accademica e civile in Argentina. Agritech e gestione idrica: Integrazione delle tecnologie israeliane nei settori dell’agricoltura, dell’irrigazione, dell’energia e della gestione delle risorse idriche.

3. Relazioni Diplomatiche e Logistica – Spostamento dell’Ambasciata: L’impegno dell’Argentina a trasferire la propria sede diplomatica a Gerusalemme. Connessione aerea diretta: L’avvio di tratte aeree dirette non-stop tra Tel Aviv e Buenos Aires operati da El Al. Coordinamento internazionale: Sostegno e allineamento nelle votazioni e nelle sedi dell’ONU e dei forum multilaterali.

Paesi coinvolti e espansione

Core iniziale: Argentina con focus su Uruguay, Panama e Costa Rica (progetti in tecnologia, sicurezza, sviluppo economico). Altri Paesi hanno mostrato interesse o partecipato a eventi: Ecuador, Paraguay, Guatemala, Honduras, Cile, Colombia, Brasile (alcuni deputati), ecc…

A giugno 2026, parlamentari di 12 paesi latinoamericani (tra cui Brasile, Venezuela, Ecuador, Colombia, Cile, Costa Rica, Guatemala, Paraguay, Uruguay, Bolivia, Panama) hanno firmato a Buenos Aires una risoluzione di sostegno all’espansione degli accordi e al trasferimento di ambasciate a Gerusalemme.

Progetti concreti già avviati: training medici israeliani in Costa Rica (trauma e mass casualty), uffici di innovazione a Gerusalemme con Ecuador e Costa Rica, possibile fondo di investimento con la Banca Interamericana di Sviluppo (IDB) per agricoltura, acqua, energia e tecnologia.

Significato strategico

Gli accordi rappresentano una risposta diplomatica di Israele all’isolamento internazionale (soprattutto dopo il 7 ottobre 2023), costruendo un “blocco” occidentale di sostegno basato su valori condivisi e interessi pratici. Per l’Argentina di Milei è un tassello della svolta di politica estera pro-USA e pro-Israele (incluso il piano di spostare l’ambasciata a Gerusalemme).

Netanyahu ha scherzato durante la firma: “Abbiamo avuto Abramo, ora abbiamo Isacco. Quali saranno gli Accordi di Giacobbe?”.

In sintesi, non è solo un accordo bilaterale, ma un tentativo di creare un’architettura regionale di cooperazione pro-Israele in America Latina, con componenti di sicurezza dura, innovazione tecnologica e soft power culturale/economico.

È ancora in fase di consolidamento (meno di un anno dal lancio ufficiale), ma ha già generato progetti concreti e un network crescente.

L’asse strategico Argentina, Washington, Israele

Milei sta cercando di trasformare l’Argentina nel principale polo latinoamericano dell’asse Washington – Gerusalemme.

La dichiarazione ufficiale parla esplicitamente di libertà e democrazia; lotta al terrorismo; contrasto all’antisemitismo; lotta al narcotraffico; contrasto alla presenza iraniana nell’emisfero occidentale; cooperazione tecnologica; innovazione; commercio; apertura economica.

Netanyahu, al momento del lancio, è stato ancora più esplicito e ha presentato Argentina come il primo passo verso un’estensione del modello degli Accordi di Abramo all’America Latina.

La vera novità: dalla diplomazia alla rete

Gli Accordi di Isacco non puntano necessariamente a creare un’organizzazione sovranazionale. Piuttosto, sembrano voler costruire una rete di Stati e governi compatibili.

Sono una forma di geopolitica a rete.

Israele ha già rapporti economici, tecnologici e di sicurezza molto sviluppati con diversi Paesi latinoamericani.

Il caso del Cile è particolarmente interessante: nel 2026 Santiago e Gerusalemme stanno discutendo cooperazione in sicurezza, intelligence, cybersecurity, innovazione, IA, tecnologie minerarie, energie rinnovabili e gestione dell’acqua.

Quindi l’eventuale espansione degli Isacco potrebbe poggiare su infrastrutture di cooperazione già esistenti.

Israele porta: cybersecurity, intelligence, droni e sistemi di sicurezza, IA, agritech, water technology, difesa.

L’America Latina porta: agricoltura, energia, minerali critici, rame, litio, alimentazione, petrolio e gas, spazio geografico e mercati.

Il nodo strategico: l’Iran

Qui gli Isacco diventano geopoliticamente molto più significativi.

La dichiarazione ufficiale Argentina – Israele indica espressamente come obiettivo il contrasto ai tentativi iraniani di espandere reti terroristiche e presenza operativa nell’emisfero occidentale.

Questo significa che l’America Latina viene inserita dentro una lettura globale del confronto USA – Israele contro Iran, reti regionali, Hezbollah, infrastrutture criminali/transnazionali.

È una trasformazione importante perché porta il Medio Oriente dentro la geopolitica sudamericana.

L’accordo riguarda anche il narcotraffico

Gli Accordi di Isacco mettono sullo stesso piano: terrorismo, narcotraffico, antisemitismo, reti iraniane e rappresentano una convergenza fra sicurezza nazionale, intelligence, criminalità organizzata, terrorismo.

Ed è proprio un settore nel quale Israele dispone di tecnologie e competenze che possono essere vendute ai governi latinoamericani.

Per esempio: frontiere, sorveglianza, droni, intelligence, cybersecurity, controllo finanziario, contrasto alle reti criminali.

Questo può avere enorme interesse per Argentina, Paraguay, Uruguay, Ecuador, Costa Rica, Panama e altri Stati.

Le conseguenze per il Mercosur

La questione del Mercosur è una delle conseguenze geopolitiche più importante.

L’Argentina è contemporaneamente: Stati Uniti, Israele, Accordi di Isacco e Mercosur, Brasile, Paraguay, Uruguay. E il Mercosur ha già un accordo commerciale con Israele. Il Brasile, per esempio, continua a riconoscere formalmente il quadro commerciale Mercosur – Israele.

Perciò gli Isacco potrebbero creare una situazione particolare:

 

USA, Israele, Argentina

Qui che si apre una competizione per l’orientamento strategico del Sud America.

Il Brasile di Lula non è sulla stessa linea ideologica di Milei. Brasilia mantiene però rapporti economici e istituzionali con Israele e possiede già accordi con Israele e il Mercosur, ma potrebbe esserci una divisione interessante: Argentina con Washington, con Israele, con il mercato e con la liberalizzazione e il Brasile con BRICS, autonomia strategica, Cina, Russia, rapporti con Israele

Questa potrebbe diventare una delle grandi linee di frattura sudamericane, mentre il Cile potrebbe essere un ponte.

Il Cile è particolarmente interessante perché non necessariamente deve aderire formalmente agli Isacco per partecipare alla rete.

Santiago sta già riattivando con Israele: cybersecurity; sicurezza; intelligence; IA; innovazione; tecnologia mineraria; acqua; energie rinnovabili.

Il Cile potrebbe quindi diventare il secondo grande polo tecnologico della rete.

E questo avrebbe un significato economico enorme perché il Cile possiede risorse strategiche fondamentali, soprattutto rame e litio.

La possibile geografia degli Isacco

 

Mappa dei ruoli geopolitici

Già nel 2025 l’iniziativa cercava sostegno in Uruguay, Panama e Costa Rica, mentre venivano indicati come possibili interlocutori anche Brasile, Cile, Colombia ed El Salvador.

Cambiano gli equilibri dell’America Latina

La conseguenza più interessante potrebbe essere la nascita di tre grandi orientamenti.

A – Blocco filo-occidentale fatto da Argentina – Israele – USA, con possibili estensioni a:

Uruguay – Paraguay – Costa Rica – Panama – Cile

B – Blocco autonomista fatto da Brasile con: BRICS → Cina → Russia → India

ma senza necessariamente rompere con USA e Israele.

C – Blocco antiamericano / sinistra radicale. Possibili interlocutori: Venezuela – Cuba – Nicaragua

con relazioni più strette con Cina – Russia – Iran.

Una lettura strategica

Gli Accordi di Isacco possono essere considerati il tentativo di trasformare il successo del modello degli Accordi di Abramo da un progetto mediorientale in un modello di aggregazione geopolitica dell’emisfero occidentale.

Mentre l’Europa tende a costruire strutture istituzionali molto lente, gli Accordi di Isacco tentano di costruire una rete geopolitica flessibile, bilaterale e tecnologica, fondata su Stati che condividono determinati interessi.

Il vero test sarà però il Brasile. Se gli Accordi di Isacco riuscissero a coinvolgere almeno una parte del Brasile, insieme ad Argentina, Cile, Uruguay e Paraguay, la questione diventerebbe molto più grande: si potrebbe formare un nuovo asse politico-economico nel cono sud dell’America Latina, capace di competere con l’influenza cinese e iraniana senza necessariamente rompere i rapporti economici con Pechino.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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