
“L’Inghilterra non ha amici e nemici, ma solo interessi permanenti”.
Questa frase di Lord Palmerston ci chiarisce in maniera brutale la politica reale degli stati ed ancora di più quella degli imperi. Quando poi uno stato diviene etico o religioso c’è veramente da preoccuparsi.
Non scordiamoci che all’assedio di Beziers, il legato pontificio abate di Citeaux Arnaud Amaury all’obiezione all’ordine di sterminare tutti, Catari e Cattolici, rispose “Caedite eos! Novit enim Dominus qui sunt eius” (Uccideteli tutti! Dio saprà scegliere i suoi). Oggi, nel contesto internazionale, sta svanendo l’ipocrisia e si svela la pervicace volontà e l’azione di potenza delle nazioni.
Il crepuscolo degli imperi porta poi, come sempre nella storia, una frammentazione ed una potenzialità distruttiva dolorosa e pericolosa. Non possiamo e non dobbiamo tralasciare alcuna possibilità di dialogo e si deve provare, fin dove è possibile, a costruire ponti.

L’arte e lo sport sono dei campi privilegiati per il dialogo tra i popoli ed è per questo che lascia perplessi la decisione dell’Unione europea di voler ritirare i finanziamenti alla Biennale di Venezia per aver accolto il padiglione russo e la richiesta degli artisti di voler escludere Israele.
In caso di belligeranza è accettabile che i cittadini del paese nemico siano addirittura internati come avvenne durante la Seconda guerra mondiale ai cittadini giapponesi in USA e a quelli tedeschi fin nelle sperdute colonie olandesi in Asia.
Tuttavia, l’Europa non ha dichiarato guerra alla Russia o a Israele. È insensato pensare che si assuma l’onere di custode dell’eticità mondiale e debba agire contro, se andiamo a vedere bene, quasi il resto del mondo. Oltre tutto sta cominciando ad evidenziarsi un certo strabismo.

I casi di intolleranza politico-ideologica si stanno moltiplicando. Al temibile attuale contesto politico si somma una violenta visione ideologica, che guarda al passato. Il vecchio ordine, legato al mondialismo, alla finanza, all’ideologia Woke, alla tutela delle minoranze etc, non accetta di lasciare spazio alla nuova realtà.
L’Arte, dialogo dell’Uomo con l’Infinito come può sopravvivere sotto la duplice pressione politico-militare ed ideologica? Lo scenario ci richiama alla mente epoche buie che pensavamo non dovessero più riproporsi.
La ”Cancel culture” sembra tanto vicina al concetto dell’arte degenerata. Non considerare l’arte come espressione individuale che parla al profondo comune, ma striscione da stadio per urlare il tifo per la propria squadra è contro l’intelligenza, il senso di libertà e dà un sostanzioso contributo alla pericolosa deriva degli avvenimenti.

La Fiera d’arte che si doveva tenere a Dubai ad aprile è stata rimandata a maggio. Oggi, più che lo svolgimento delle manifestazioni, è in dubbio la stessa esistenza, come la conosciamo, delle monarchie del Golfo. Se solo consideriamo i Paesi dove possiamo viaggiare oggi, rispetto solo a pochi anni fa, comprendiamo quello che sta accadendo.
L’instabilità mondiale e la possibile futura crisi economica che porterà a sconvolgimenti geopolitici sempre più violenti deve farci riflettere ed assumere una postura dialogante creando, dove possibile, delle oasi di coesistenza e di conoscenza reciproca.
Sapere che esiste un fondo di coscienza comune che affratella e trovare dei momenti di dialogo deve essere prioritario. Come la musica che non parla lingue, ma raggiunge il profondo e tocca corde comuni così l’arte e la cultura devono essere affrancate da steccati, diktat ed utilizzazioni di parte.

La libertà di espressione è la linfa vitale della cultura e dell’arte. Lasciamo ai faziosi, e riconosciamoli come tali, i braghettoni. Noi aneliamo ad un mondo migliore e fino a quando una voce di libertà potrà farsi sentire la speranza ci sorreggerà.





Caro Sergio, è molto bello ciò che hai scritto, speriamo che i faziosi e braghettoni (i violenti) leggano questo articolo e facciano una riflessione . 🤞