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Le Mucche di Ermenegildo

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Quando la finanza va fuori dall’economia reale

Pallonia era ormai nelle mani delle teste di cactus, un manipolo di parassiti che banchettava sui resti di un paese allo stremo.

Tutte le attività produttive erano in forte crisi, assistite dallo Stato o delocalizzate all’estero e chi ancora disponeva di denaro cercava di emulare le teste di cactus della finanza speculando in borsa.

Ermenegildo Strozzakappa era uno dei pochissimi palloniani risparmiato dalla crisi perché era un allevatore senza grilli per la testa, lavorava per vivere e di euro, banche e Unione europea non gliene importava assolutamente nulla.

A lui interessavano solo, la stalla e le sue 100 mucche, le quali, oltre a produrre una notevole quantità di letame puzzolente gli davano anche seicentomila litri di ottimo latte ogni anno e qualche vitellino.

Tutto il suo capitale era lì: tra stalla e mucche un valore di 500.000 euro o poco più.
Ermenegildo vendeva il suo latte a quaranta centesimi al litro e quindi ogni anno incassava 240.000 euro, il fieno dei suoi campi gli permetteva di limitare gli acquisti di mangime, la vendita dei vitellini gli dava risorse supplementari, gestiva tutto in famiglia, non aveva dipendenti e l’utile netto gli consentiva una vita più che dignitosa, malgrado la crisi in cui era piombato il paese.

Dopo 40 anni di questa vita tutta casa e lavoro, avara di ogni più piccola soddisfazione materiale, Ermenegildo si ruppe le palle della puzza di letame. Desiderava avere qualche soldo in tasca, ma era troppo innamorato della sua vita e non voleva vendere tutto per ritirarsi: le mucche, in fondo, rendevano bene. Decise, così, di trasformare la sua stalla in una azienda e quotarla alla borsa di Pallonia.

Suddivise il capitale in cinquecentomila azioni, ne collocò duecentoquarantamila sul mercato a un euro ciascuna e tenne per se le restanti duecentosessantamila. In questo modo si mise in tasca 260.000 euro mantenendo comunque il controllo dell’azienda e la maggioranza del capitale.

Ecco, in quel preciso momento, quei suoi foglietti colorati, le azioni che aveva messo sul mercato, presero vita propria. Il loro valore cambiò in continuazione a seconda se nelle sedute di borsa prevalevano le offerte di vendita o le richieste di acquisto e questo indipendentemente dal valore delle mucche e del latte prodotto che rimase sempre lo stesso.

La variazione del prezzo delle azioni non dipendeva affatto dai bilanci dell’azienda di Ermenegildo e neppure dai suoi risultati operativi, ma era influenzata da ogni più piccola ‘scoreggia’.

Se, ad esempio, in Russia si trovava un nuovo giacimento di petrolio, il prezzo delle azioni saliva vertiginosamente, mentre se il Presidente Biden veniva colto da un attacco di diarrea e stava seduto sul cesso per un giorno intero, la quotazione crollava di colpo scatenando un’ondata di vendite al ribasso.

Cosa c’entravano le mucche di Ermenegildo Strozzakappa con la cacca liquida del presidente americano? Assolutamente nulla!

Le mucche continuavano tranquillamente a fare vitellini e produrre il loro latte facendo egregiamente il loro lavoro ma alla Borsa non fregava un fico secco.

Ormai le azioni della stalla di Strozzakappa erano svincolate dalla realtà ed in un contesto così surreale si prestavano al gioco degli speculatori che scambiandosi tra loro quantità significative di titoli, riuscivano a farne abbassare o alzare il valore a proprio piacimento, guadagnando fiumi di denaro a spese dei piccoli investitori: i gonzi.

Ma non fu tutto. Sui titoli delle 100 mucche di Ermenegildo vennero emessi altri titoli ancora più aleatori, basati sulla scommessa che il valore delle azioni della Stalla Strozzakappa sarebbe cresciuto o calato, e altri titoli ancora che venivano emessi come garanzia nel caso in cui quelle azioni si fossero deprezzate o si perdesse la scommessa.

Furono perfino emessi titoli sulla quantità di scoregge emesse dal culo delle mucche ed altri ancora sul metano in esse contenuto.

Pallonia fu invasa da una serie incredibile di derivati strutturati, con al centro la stalla di Ermenegildo Strozzakappa e le sue 100 mucche: un diabolico meccanismo nel quale gli investitori si garantivano a vicenda e soprattutto garantivano le Banche che fungevano da intermediario e che in condizioni normali erano le sole a guadagnarci sempre e comunque.

Anche un idiota poteva facilmente capire che con un simile meccanismo la stalla da 100 mucche del valore di 500.000 euro, arrivava ad avere una capitalizzazione di borsa (il valore complessivo delle azioni sul mercato) di oltre dieci milioni di euro sul quale venivano poi costruiti altri cinquanta milioni di euro di derivati strutturati e titoli vari, ma a Ermenegildo, che gestiva l’azienda, non gliene fregava un accidente perché continuava a produrre i suoi 600.000 litri di latte all’anno e a distribuire agli azionisti il solito dividendo, del quale però a tutta questa massa di investitori non fregava assolutamente nulla, perché erano tutti interessati solo e unicamente alla pura speculazione finanziaria.

La finanza palloniana aveva quindi creato dal nulla una montagna di titoli di carta straccia del valore virtuale di 60 milioni di euro ma con un valore reale di 500.000 e su questa carta straccia misurava la forza della sua economia. Un meccanismo tanto stupido quanto fragile.

Un bel giorno, infatti, le mucche di Ermenegildo furono colpite da una malattia contagiosa inguaribile e furono abbattute tutte.

Senza mucche, senza vitellini e senza latte, la stalla Strozzakappa fallì, perdendo tutto il suo capitale di 500.000 euro del quale si salvò solo il letame puzzolente: insomma, la merda.

Alla notizia del tracollo di Ermenegildo, in borsa si verificò un autentico terremoto, perché tutto il castello di carte da 60 milioni di euro, costruito sulle sue mucche crollò miseramente.

Il default fu talmente devastante da portare alcune delle maggiori banche palloniane sull’orlo del fallimento: i loro caveau erano stracolmi di titoli tossici basati su mucche che si erano trasformate in deiezione organica, la quale aveva un valore assai inferiore.

Ermenegildo Strozzakappa, non si perse d’animo. Aveva ancora tutti i 260.000 euro guadagnati con la vendita delle azioni della stalla, trovò un altro terreno, costruì una stalla ed acquistò 50 mucche tornando a fare ciò che aveva sempre fatto: il latte, mentre le più importanti teste di cactus di Pallonia sputarono sangue per anni per risanare l’enorme buco che si era aperto nel cuore finanziario del paese.

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