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La riforma elettorale non è una legge truffa

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riforma elettorale

PD allora guidato da Renzi, elesse autonomamente il Capo dello Stato

Vedere al Senato i cartelli con “Legge Truffa” mi ha fatto sobbalzare.

Non riesco a esprimere la tristezza per quegli ex democristiani, sarebbe meglio dire “già democristiani”, che dietro a quei cartelli sopravvivono.

Si proprio così sopravvivono personalmente.

Quei cartelli e quella ignominia venne utilizzata dal fronte sinistro nel 1953 contro De Gasperi.

Oggi chiunque riconosce come quella legge elettorale sarebbe stata estremamente utile.

Tanto per capire, anche l’oggi, fu resa vana da un piccolo gruppetto di area centro destra che immaginava di essere premiato per questo tradimento.

Ovviamente, anche se raggiunse il risultato del danno al Paese, quel gruppetto non fu premiato, giustamente come dovrebbero esserlo tutti i traditori.

Quella legge prevedeva un premio di maggioranza a chi avesse superato il 50% dei consensi.

Quindi quasi nessuna novità se anche oggi appare un altro “utile idiota” per la sinistra… senza offesa, ma è un modo di dire ben noto.

Ma oggi non può considerarsi liberticida una legge che premia chi ottiene più del 42% dei consensi.

In molti collegi maggioritari che ben conosciamo i deputati vengono eletti con molto meno!

Ma sentire le accuse dei soliti sinistri è paradossale.

E basta rifarsi alla cronaca che ha visto molti dei nobili difensori della libertà incredibilmente protagonisti.

Il cosiddetto Italicum, legge elettorale che loro hanno votato nel 2015, presentava un premio di maggioranza a chi raggiungeva il 40%, peraltro con un premio molto maggiore!

Non venne mai utilizzata perché tra l’altro praticamente annullata dalla Corte Costituzionale per vari e plurimi motivi che qui non riassumo.

Ma un minimo di serietà?

C’è poi in aggiunta una ulteriore considerazione che la cronaca ci propone ed evidenzia.

E riguarda ancora la coerenza ed in più evidenzia l’incredibile arroganza, presunzione, e mi si permetta, molto, ma molto intensa prepotente insolenza.

Un’altra opposizione dei “nobili democratici” sta nel fatto che chi ottenesse il premio di maggioranza potrebbe essere in grado di eleggere il Capo dello Stato.

Vorrei ricordare che il PD allora guidato da Renzi, elesse autonomamente il Capo dello Stato avendo vinto le elezioni, nel 2013, ed acquisito un amplissimo premio di maggioranza con il 29,54% dei voti rispetto al 29,18% della coalizione di centro destra.

Avete letto bene, molto bene.

Solo aggiungo che quella tenuissima percentuale fu ottenuta perché proprio un noto partitino di centro si defilò dalla storica alleanza di centro destra, che aveva contribuito a fondare… ovviamente, si capisce, in preparazione per essere accolto, almeno personalmente, nel PD nelle successive elezioni.

Ennesimo esempio di… lasciamo perdere.

Ritornando al punto, allora non si comprende perché una possibilità di elezione del Capo dello Stato, peraltro con molti più consensi, divenga un pericolo se affidata al centro destra!

Il pericolo pare semmai la  convinzione simil fascista, o comunista, di avere ragione, solo loro ragione.

Due ultime considerazioni.

L’elezione di Mattarella è stata certo una fortuna, ma perché è lui un galantuomo… non aggiungo altro perché è nota la mia stima.

Pensate che De Gasperi, aveva individuato nel 1923, il 42% come soglia democratica per l’ottenimento di un premio… non faccio la storia, ma ovviamente Mussolini non fu d’accordo.

Autore

  • Eugenio Baresi

    Eugenio BaresiEugenio Baresu, ex parlamentare, già Segretario della Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi. Autore, antiquario.

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