Scienziati di 37 Paesi discutono il futuro del modello economico globale
Dal 16 al 19 settembre 2026, Roma è al centro del dibattito internazionale sul futuro dell’economia mondiale.
La capitale italiana ospita il Congresso Globale della World Association of Noonomy (WAN), un appuntamento che ha riunito scienziati, accademici, rappresentanti di università, centri di ricerca e organizzazioni della società civile provenienti da 37 Paesi.
La «World Association of Noonomy» (WAN) è un’organizzazione senza scopo di lucro che unisce scienziati, istituti di ricerca ed educativi di diversi Paesi per promuovere la teoria della noonomia, coordinare e organizzare la ricerca sui problemi e sui modelli della nootransizione, sui cambiamenti nella produzione, nel lavoro e nelle relazioni sociali sotto l’influenza del progresso scientifico e tecnologico, riflettere sulle sfide di civiltà e cercare modi per superarle, e plasmare una Nuova Società Industriale di Seconda Generazione (NIO.2), basata sulla produzione materiale ad alta tecnologia e sul graduale spostamento dell’attività umana verso un lavoro prevalentemente creativo.
I lavori sono stati aperti da Sergey Bodrunov, Presidente dell’Associazione «World Association of Noonomy» (WAN) e l’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia Alexey Paramonov ha portato i saluti istituzionali al Congresso.
Al centro del dibattito: un nuovo paradigma di sviluppo economico e sociale.
I lavori del Congresso si concentrano, infatti, sulle trasformazioni strutturali in atto nell’economia globale e sulla necessità di ripensare il modello di sviluppo che ha guidato la civiltà negli ultimi decenni.
Tra i temi principali figurano la transizione verso un nuovo paradigma economico, la definizione dei valori guida di questo cambiamento – i cosiddetti “noovalori” – e il ruolo che la noonomia potrebbe avere nell’affrontare le grandi sfide globali.
Gli esperti riuniti a Roma non usano mezzi termini nel descrivere la situazione socioeconomica mondiale: la definiscono critica, segnata da una serie di tendenze negative che si rafforzano a vicenda.
Tra queste:
• una crescente instabilità dell’economia globale, conseguenza della crisi del modello di globalizzazione finora dominante;
• l’indebolimento della cooperazione tra Stati;
• l’inasprimento delle guerre commerciali e delle politiche protezionistiche;
• l’aumento delle tensioni geopolitiche;
• disuguaglianze sempre più marcate tra Paesi e regioni, sia in termini di reddito sia di accesso a conoscenza e tecnologia;
• l’escalation dei conflitti armati;
• il degrado ambientale, aggravato dalla crescente pressione antropica sugli ecosistemi.
Un tema che gli esperti del Congresso indicano come particolarmente urgente è la disparità di accesso alla conoscenza scientifica e ai progressi tecnologici tra Paesi e fasce di popolazione diverse.
Secondo i partecipanti, questo divario non è solo un problema economico: alimenta rischi per la sostenibilità dello sviluppo globale, consolida l’arretratezza delle aree più periferiche rispetto ai centri del progresso, e finisce per rafforzare la posizione degli Stati già orientati al dominio economico e all’egemonia politica.
Il risultato, avvertono gli studiosi, è un ostacolo concreto a qualsiasi transizione verso un ordine sociale più equo e razionale.
Da un lato il Congresso si pone l’obiettivo di imboccare un percorso di sviluppo qualitativamente nuovo, dall’altro mette a fuoco il rischio concreto di una catastrofe su scala planetaria.
Si tratta di una cornice che rende il Congresso WAN 2026 di Roma non solo un appuntamento accademico, ma un momento di riflessione collettiva sulle scelte che attendono la comunità internazionale nei prossimi anni.


Carlo Marino, Ph.D., Journalist Stampa Estera. Direttore Scientifico della Collana di linguistica, Storia e Antropologia Eurasiatica - De Frede Editore Napoli. Il Faro di Roma, Sala Stampa Santa Sede. Correspondent of European News Agency. Reporters.de. AgoraVox.fr, Nuovo Giornale Nazionale, Eurasiaticanews.eu, La Maschera di Tespi, De Regimine Litterarum. Scrittore.


