Non stravolgiamo la storia
Credo sia necessario ricordare qualcosa che andrebbe sempre ricordato, per evitare che la memoria venga strumentalizzata e usata da una sola parte politica: la Resistenza italiana non nasce affatto da uno sforzo del Partito Comunista, non è un capolavoro organizzativo di Togliatti e simili.
È frutto dell’iniziativa di singoli e reparti dell’esercito italiano che, dopo l’8 settembre, in seguito al “tutti a casa”, scelsero di prendere la via delle montagne e combattere gli invasori.
È una parte dell’esercito italiano che decide di resistere all’invasione. E questo dovrebbe dirla lunga sulla demonizzazione degli eserciti, specie da parte di chi poi esalta la Resistenza.
Molti appartenenti alla Resistenza erano soldati semplici o ufficiali dell’esercito italiano. Non disertori esaltati da bambine viziate sotto l’ala protettrice di Schlein.
La Resistenza è nata da un atto di scelta individuale, da un rifiuto personale della sconfitta, da un senso di dignità di chi non si è arreso.
Non è stata un’operazione di partito, un’operazione ideologica.
È stata una scelta di uomini e donne che hanno deciso di non piegarsi, di non accettare l’occupazione, di non arrendersi alla violenza.
E, tra loro, c’erano comunisti, socialisti, cattolici, monarchici, militari e civili. C’erano persone di ogni fede politica, unite da un unico obiettivo: liberare l’Italia.
Chi oggi usa la Resistenza per attaccare l’esercito, per attaccare la difesa, per attaccare chi indossa una divisa, non sta onorando la Resistenza. La sta profanando.
Perché i partigiani non erano contro l’esercito. Erano contro l’invasore.
Non erano contro la patria. Erano contro il tradimento della patria.
Non erano contro la difesa. Erano la difesa. La difesa di un popolo, di una terra, di una libertà che non si voleva perdere.
E chi oggi, sotto l’ala protettrice di Schlein, esalta i disertori e disprezza i militari, non sta difendendo la memoria della Resistenza. Sta dicendo che chi indossa una divisa è un nemico.
Sta dicendo che chi difende la patria è un fascista. Sta dicendo che l’Italia non merita di essere difesa. E questo non è antifascismo. È anti-italianismo.
È la negazione di ciò che la Resistenza è stata: un atto d’amore per l’Italia. Un amore che oggi, in certi ambienti, è diventato una vergogna. E che invece dovrebbe essere un orgoglio.





