Home Cronaca IRAQ, ASSALTO ALL’AMBASCIATA SVEDESE

IRAQ, ASSALTO ALL’AMBASCIATA SVEDESE

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A Baghdad  i manifestanti hanno superato il perimetro dell’ambasciata svedese, dopo che un manifestante ha bruciato, in Svezia, una copia del Corano.

Le proteste a Baghdad sono esplose dopo che, a Stoccolma, un uomo ha bruciato una copia del libro sacro dell’Islam all’esterno di una moschea. Le immagini dell’evento hanno mostrato che era l’unica persona oltre al suo traduttore alla manifestazione, che ha coinciso con la festa musulmana di Eid-al-Adha, una delle più significative del calendario islamico.

Le proteste nella capitale irachena sono state ordinate dal potente religioso sciita iracheno, Muqtada al-Sadr, che ha chiesto anche l’espulsione dell’ambasciatore svedese a Baghdad.

Al Sadr ha chiesto alle autorità di ritirare la nazionalità irachena di Salwan Momika – l’organizzatore della protesta individuale del Corano a Stoccolma – immigrato per lasciare l’Iraq per la Svezia cinque anni fa.

“Se la libertà di parola è garantita all’Iraq e al mondo, allora i credenti devono esprimere le loro opinioni sul rogo dei libri sacri… attraverso massicce proteste rabbiose contro l’ambasciata svedese in Iraq”, ha detto Al Sadr.

Certamente la tolleranza, compresa quella religiosa dovrebbe essere scontata. Non c’è dubbio che l’episodio che ha scatenato le proteste è esecrabile, la stessa cosa dovrebbe valere sempre, comprese le azioni ben più gravi, commesse da soggetti che si richiamano alla stessa fede di coloro che oggi giustamente si indignano.

 

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  • Redazione

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