di Augusto Vasselli
Nonostante la costante e progressiva secolarizzazione della società, soprattutto occidentale, molti hanno ricercato e tuttora ricercano risposte non meramente razionalistiche e pervase da materialismo, esplorando vie eterodosse, diverse da quelle offerte dai comuni ambiti religiosi e spirituali.
Le organizzazioni riguardanti quelle che noi chiamiamo religioni sviluppano insegnamenti per la massa dei fedeli e solo in parte insegnamenti riservati a un ambito più ristretto e selezionato. Il primo aspetto è in genere connesso ai dogmi, alla morale e alla ritualità, il secondo riguarda gli aspetti mistici che consentono di avvicinare il numinoso e il divino.
In un certo senso si potrebbe dire che il misticismo è la via interiore, la dimensione “nascosta” delle grandi tradizioni religiose: la kabbalah nel giudaismo, il sufismo nell’islam e l’insegnamento dei grandi santi nel cristianesimo (Teresa d’Avila, meister Eckart ecc.), per limitarsi solo alle cosiddette religioni del libro.
Poiché le religioni, in particolare nell’Occidente, hanno perso gradualmente la loro dimensione simbolica, avvalendosi forse troppo del pensiero razionale, del dogma e avversando l’utilizzo degli archetipi/simboli e dell’esperienza diretta (mistica), le stesse non soddisfano per taluni le esigenze derivate dal desiderio di acquisire una piena realizzazione spirituale e animica.
In particolare penso che questo sia stato peraltro significativamente influenzato, riferendosi al cristianesimo, da quanto avvenuto nel XVI secolo, nel corso del quale venne alla luce il protestantesimo, che palesò una avversione anche per il pensiero mitico, cui rispose il cattolicesimo con la controriforma, elaborata nel Concilio di Trento, dalla quale scaturì una sorta di dogmatica teologica, che di fatto escluse l’intuizione e l’esperienza diretta, pretendendo di spiegare e delimitare il tutto attraverso la scolastica tomista.
Questa è probabilmente una delle ragioni per le quali alcune persone cercano il sacro nei movimenti mistico-esoterici, nell’esoterismo, ovvero in correnti che utilizzano il pensiero simbolico, ai quali viene attribuito un interesse correlabile ai percorsi spirituali.
Per definire sinteticamente questi percorsi molti utilizzano l’aggettivo “esoterico”, derivato dal greco ἐσώτερος (esoteros, interiore), che significa appunto andare all’interno, quindi entrare per poi scoprire e capire l’insegnamento riservato offerto a coloro che vengono ammessi, ovvero agli adepti.
Il sostantivo “esoterismo” fu, per così dire, coniato nel diciannovesimo secolo, nel 1828, dallo studioso luterano e alsaziano, Jacques Matter, nella sua “storia critica dello gnosticismo”, allorché lo stesso con detto termine indica un ambito di pensiero, ovviamente di natura spirituale, che non fa riferimento, nel senso comunemente inteso, a una determinata religione.
L’esoterismo è un ambito difficilmente definibile, proprio per la sua eterogeneità, i molteplici aspetti considerati e i susseguenti indirizzi seguiti. Esso non può essere considerato una dottrina, per la sua natura variegata, sia nei modi che nell’approccio; forse può essere considerato una modalità e una disposizione mediante le quali ricercare, individuare, capire e comprendere, nel profondo del proprio essere, ambiti non comunemente esplorati e soprattutto riferibili alla particolare individualità di ciascuno.
L’esoterismo consente di cogliere la conoscenza presente in tutte le tradizioni filosofiche e religiose. Proprio perché tutto si riferisce all’essere umano ogni specifica tradizione non può che basarsi sull’essere umano stesso.
Le basi sulle quali si fondano questo insieme di conoscenze e pratiche sono evidentemente antiche quanto l’uomo ed è per questo che talvolta si fa riferimento alla tradizione primordiale per riferirsi in tal modo alla mitica età dell’oro, nella quale taluni ritengono che l’essere umano possedesse una conoscenza, diretta e consapevole, che in seguito si disperse nelle diverse correnti religiose.
Senza addentrarsi in un excursus storico, è forse utile ricordare tra le basi di questo insieme, quelle che più hanno avuto un più vicino e particolare rilievo in ambito occidentale, tra le quali basta rammentare quanto scaturito dal “corpus”, elaborato nel secondo e terzo secolo, sia mediante la gnosi sia con l’ermetismo, che riscopriamo nel Rinascimento.
La riscoperta dei testi greci dell’antichità, in particolare del Pimandro e del Corpus Hermeticum, tradotti da Marsilio Ficino su suggerimento di Cosimo de’ Medici, è una delle basi del pensiero, che affonda le sue radici nella tradizione, in questo caso correlata al leggendario Ermete Trismegisto, che sarà, nell’ambito del pensiero medesimo e del sentire, parallelo alle concezioni dominanti.
I primi pensatori moderni combinano ancora scienza e sacro, ragione e immaginazione, tra cui Cartesio, che afferma di aver immaginato il suo famoso metodo che costituirà il paradigma della scienza sperimentale. L’occidente, anche all’interno delle religioni, separa il sacro della ragione. L’immaginario e il pensiero simbolico non sono più considerati, si abbandona così l’insieme dei simboli ereditati dal medioevo e da questo dall’antichità.
L’uomo occidentale si separa dalla natura, che non considera più come essente e pulsante, ma oggetto da utilizzare e trasformare a proprio piacimento. Quindi non si sente ospite del mondo cui appartiene ma padrone dello stesso.
Inizia così il processo che porta alla secolarizzazione che confligge con la formidabile capacità di immaginazione dell’uomo, che ha consentito di simbolizzare le idee e cose, originando arte, scrittura e religione.
Ma nel contempo proprio per questo bisogno inizia una sorta di “ritorno dell’irrazionale”, in realtà una riemersione di quanto rimosso dall’uomo moderno, il quale necessità forse per sua natura di miti e simboli, cosa peraltro sottolineata da Carl Gustav Jung e dall’antropologo Gilbert Durand.
Lo scienziato svedese Emmanuel Swedenborg con le sue visioni, influenza molti pensatori, tra i quali i filosofi dell’illuminismo, attraverso una sorta di spiritualità emotiva, che ad esempio non partiva dalla semplice lettura di un testo ma da una emozione interiore.
Si ampliano i gruppi che utilizzano una metodologia iniziatica. I tanto favoleggiati rosacroce, che pubblicano nel 1614 il famoso manifesto di Christian Rosenkreutz, che rende noto l’obiettivo di armonizzare universalmente gli esseri umani, a loro volta influenzati dai Templari, l’ordine militare e religioso, la cui regola fu scritta da San Bernardo da Chiaravalle nel 1129.
Ispirata forse dai rosacroce e certamente dalla corporazione dei costruttori appare la massoneria, che ufficialmente nasce nel 1717, a Londra ove vede la luce il nucleo originario modernamente inteso, seppur riferito a una tradizione antica.
Questi gruppi, insieme ad altri meno noti, i cosiddetti gruppi di frangia, diedero un importante contributo alla avvento di una vera e propria rivoluzione intellettuale, letteraria e artistica che avvenne a cavallo del diciottesimo e diciannovesimo secolo, in particolare con il romanticismo tedesco.
Romanticismo, che può essere considerato il primo grande movimento collettivo di “ri-spiritualizzazione” del mondo, soprattutto occidentale, in contrapposizione alla concezione materialistica, meccanicistica e disincantata, che comunque domina anche oggi nella attuale civiltà, in particolare quella occidentale stessa.
La cultura esoterica, quasi carsica, che ha ereditato ovviamente tutte le varie forme di essa, l’esoterismo dell’antichità, del rinascimento e del diciottesimo secolo, continua come sempre a ricercare anche nel prosieguo la conciliazione tra spirito e scienza. Molteplici furono, come sempre, le espressioni, tra le quali, quella occultista (Elifas Levi, Papus, ecc.), quella spiritista (Allan Kardec), quella teosofica (Blavatsky) e quella antroposofica (Steiner). Movimenti che nella prima parte del ventesimo secolo persero una significativa capacità di comunicare e quindi di influenzare.
Nella seconda parte del di tale secolo si rivitalizza il desiderio di accrescere la spiritualità attraverso quella che viene definita new age, con la quale unificare il pensiero occidentale con quello orientale, ritenuto più autenticamente spirituale, al fine di riportare l’uomo nel sua ambito di appartenenza all’insieme universale.
Come spesso è accaduto tale ambito culturale orienta questa nuovo sentire alternativo più verso il futuro che verso il passato. Esso ricerca e annuncia appunto l’avvento della nuova era, segnatamente quella riferita all’acquario, l’unico segno astrologico nel quale è rappresentato un essere umano e non un animale, mediante il quale simboleggiare l’avvento di una unico riferimento spirituale e umanistico, universalmente condiviso.
Certamente è significativo che mediante tale movimento new age e attraverso i mass media, si sia verificata una diffusione, che è andata ben al di là della cerchia degli addetti ai lavori, ampliando le varie concezioni in una società ormai globalizzata: il sacro e il divino, certamente più personalizzato e identificabile come una sorta di “anima del mondo”, ovvero con una energia.
Tale processo evolutivo ha ovviamente interessato il tradizionale concetto di religione, riguardo la quale si comincia a delineare una unità trascendente della stessa, in quanto le varie fedi sono considerate sostanzialmente poco differenziate.
Si comincia a sperimentare il divino in se stessi, considerando le corrispondenze universali e quelle tra gli esseri cosiddetti intermedi, come gli angeli o gli spiriti fondamentali della natura, ecc. Si riformula il vecchio concetto di anima del mondo correlandolo e legandolo all’individualismo moderno.
Non a caso oggi i libri più venduti sono ispirati e riferiti all’esoterismo: Il Signore degli Anelli, Harry Potter o Il Codice Da Vinci, nei quali si trova molto di quanto accennato. Certamente, in particolare Il libro di Dan Brown, sono accattivanti, ma è bene anche ricordare che essi presentano aspetti positivi ma anche negativi.
Un aspetto positivo, perché sviluppa l’immaginazione e sviluppa la dimensione simbolica anche riferita alla religione, ma anche uno negativo perché talvolta si offre una interpretazione distorta attraverso informazioni errate o disinvoltamente esposte, solo per catturare il lettore e la sua ingenua permeabilità.
Come evidente, probabilmente a molti, si utilizza la sperimentata modalità che prevede la rappresentazione di azioni e moventi promossi dalle forze della cospirazione, proprio perché il “milieu” esoterico si è anche e sovente formato ai margini dei vari ambiti religiosi ufficiali, e quindi è stato sempre avversato a causa del suo preteso potere perturbatore e sinanco sovversivo.
Ovviamente gli esoteristi per difendersi delle “chiese ufficiali” si sono peraltro difesi sostenendo che sono attaccati e non di rado perseguitati, in quanto in possesso di una verità nascosta, che non può essere rivelata. L’argomentazione, ha una sua base reale, ma è soprattutto seducente e quindi accattivante.
In particolare il libro di Down Brown contiene cose molto giuste, come l’occultamento del sacro femminile. Aspetto questo da non ignorare, ne tanto meno da sottovalutare per la sua oggettiva importanza riferita alla femminilizzazione del divino, alle concezioni connesse all’anima del mondo, all’immanenza del divino stesso e alle sue emanazioni, che sono appunto rappresentazioni degli archetipi femminili.
Ancora oggi in questo mondo tutto è ancora variegato. Alcuni adottano anche una concezione settaria, che si basa sulla pretesa di considerarsi gli eletti, gli iniziati che possiedono la verità unica, contrapposti al resto dell’umanità ancora ignorante.
Non di rado, come ha acutamente osservato Umberto Eco nel libro In nome della Rosa, si è in presenza di una specie di ossessione interpretativa avente una natura religiosa, come quella rappresentata dai monaci, che attribuiscono le uccisioni avvenute nel loro monastero come una avvenuta realizzazione delle profezie apocalittiche.
Arriviamo così a un grande coagulo e un grande ritorno, a volte moda, dell’esoterismo nella società contemporanea, soprattutto occidentale, che non deve essere un bisogno derivato dalla desiderio di magia e irrazionalità. Dovrebbe essere un tentativo con il quale dare equilibrio all’essere umano, in particolare quello post industriale, post globale, forse “post tutto”, relativamente alle sue funzioni sia immaginarie che razionali, quindi tra la polarità logica e quella intuitiva del suo essere, anche per evitare che lo stesso, come ha ci ha detto Edgar Morin, non si trasformi da homo sapiens e homo demens.




