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Kiev, uomini degli inglesi per far fallire la pace americana

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L’attacco a Oleksandr Poklad – I dissidi SBU e GUR – Inglesi per la guerra e USA per la pace

La notizia di cronaca è che un drone russo ha colpito l’edificio centrale del Servizio di sicurezza ucraino in via Volodymyrska a Kiev, di fronte alla Cattedrale di Santa Sofia.

La notizia sottostante è che i russi hanno fatto capire a chiare lettere a chi deve capire che la mano degli inglesi per far fallire la pace americana è sotto tiro, perché si conoscono le manovre, i legami, le strategie.

La festa è finita.

Il drone a Oleksandr Poklad, uomo di Andriy Yermak, a sua volta uomo degli inglesi, è un pizzino inviato a Londra, negli stessi giorni nei quali tra Mosca e Kiev è in atto un tentativo di avviare colloqui di pace sulla base di una proposta Usa.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che galleggia su una sorta di bomba a orologeria, ha riferito su X di aver parlato con il capo del Servizio di sicurezza (Sbu), Oleksandr Poklad.

“Il drone – ha detto – era diretto proprio contro l’ufficio del capo del Servizio di sicurezza situato in quell’edificio. Ho incaricato Poklad di dare ai russi una risposta adeguata e concreta e, ove possibile, di pari entità a questo attacco, non appena tutto sarà pronto. Le nostre forze armate sosterranno questa risposta”.

Per capire cosa c’è, come si usa dire, “sotto”, è interessante sapere che Oleksandr Poklad, detto “lo strangolatore”, è legato a Yermak e, conseguentemente, agli inglesi.

Per capire bene cosa c’è dietro è interessante guardare con attenzione queste due live dell’ottimo Mirko Campochiari di Parabellum.

Un conflitto tra chi non vuole la pace e chi cerca il dialogo

Oleksandr Poklad è al vertice del Servizio di sicurezza ucraino (SBU) dal luglio 2026 ed è, per ora, il capo facente funzione dell’SBU. La stessa SBU lo indica ufficialmente come Acting Head of the SSU.

Poklad è entrato nelle strutture di sicurezza dopo una precedente carriera nella polizia di Poltava; è stato capo del Dipartimento di controspionaggio dell’SBU, quindi di uno dei settori più delicati dell’apparato di sicurezza, nel 2023 è diventato vicecapo dell’SBU e nel 2026 è arrivato alla guida ad interim dell’intero servizio.

Nei giorni scorsi SBU e Hur si sono presi a colpi d’arma da fuoco.

Scrive il Kyiv Independent che il violento scontro tra i servizi di sicurezza ucraini (SBU) e l’agenzia di intelligence militare (HUR) del 2 settembre ha messo in luce due disfunzioni del sistema di sicurezza e di applicazione della legge in Ucraina.

Uno di questi è il conflitto di lunga data tra le due agenzie di intelligence: sebbene la competizione tra i servizi segreti sia comune in tutto il mondo, le sparatorie che provocano feriti sono molto più preoccupanti di una normale rivalità istituzionale.

I conflitti tra le due agenzie di sicurezza ucraine “sono sfuggiti di mano”, ha dichiarato l’analista politico Volodymyr Fesenko al Kyiv Independent.

Un altro problema di fondo è rappresentato dai metodi illegali che sarebbero impiegati dai servizi segreti e dalle forze dell’ordine ucraine.

“Alcuni osservatori – scrive il Kyiv Independent – collegano la recente ondata di illegalità alla controversa figura di Oleksandr Poklad, che a luglio è diventato capo ad interim dell’SBU.

Altri interpretano il conflitto in modo diverso: non semplicemente come uno scontro tra agenzie, ma come un tentativo di danneggiare la posizione politica del capo di gabinetto del presidente Zelensky, Kyrilo Budanov, che fino a gennaio aveva ricoperto la carica di capo dell’intelligence militare ucraina, figura molto apprezzata.

Notare che Oleksandr Poklad è uomo degli inglesi che vogliono evitare che gli USA (leggi Trump) arrivino alla pace, mentre Kyrilo Budanov è un uomo del dialogo e, in questa chiave di comprensione, come spiega Mirko Campochiari (Parabellum) era anche in contatto, quando era a capo del Hur, con il capo del Gru (intelligence militare russa) Kostyukov.

Nei giorni scorsi agenti dell’SBU hanno rapito uno dei capi del Corpo dei Volontari Russi, un’unità dell’HUR composta da combattenti russi che sostengono l’Ucraina, e al momento della sua liberazione hanno preso a mitragliate gli agenti dell’HUR disarmati.

Denis Kapustin, capo del Corpo dei Volontari Russi, ha dichiarato al Kyiv Independent che l’operazione dell’SBU era “un tentativo di esercitare pressioni al di fuori dei limiti della legge per indurre Stepan (Kaplunov) a incriminare falsamente i suoi comandanti, il che avrebbe poi potuto costituire un pretesto per ulteriori azioni”.

Un lungo conflitto per evitare la pace

Il conflitto tra HUR e SBU si protrae da anni, con importanti controversie emerse già all’inizio della guerra totale intrapresa dalla Russia. Denys Kireev, membro della delegazione negoziale ucraina, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco da ufficiali dell’SBU all’inizio dell’invasione russa nel 2022. Secondo alcune fonti, Kireev lavorava per HUR.

L’SBU ha affermato di possedere “prove concrete” del fatto che Kireev stesse fornendo informazioni alla Russia. In altri termini, chi vuole trattare, per gli uomini degli inglesi è un traditore.

Kapustin, comandante del Corpo dei Volontari Russi, ha descritto l’incidente del 2 settembre come uno scontro con la quinta unità del dipartimento di controspionaggio dell’SBU, quella coinvolta nella sparatoria, e non con l’SBU nel suo complesso. La quinta unità risponde direttamente a Oleksandr Poklad.

La guerra di Oleksandr Poklad a Budanov

Esiste la teoria secondo cui l’attacco dell’SBU fosse finalizzato a infliggere un duro colpo a Budanov.

Budanov è emerso come figura popolare in Ucraina durante il suo mandato come capo della HUR (Commissione ucraino per la sicurezza nazionale) dal 2020 al gennaio 2026, quando è diventato capo di gabinetto di Zelensky.

Secondo quanto riportato ad agosto dal quotidiano Ukrainska Pravda, che cita alcune sue fonti, Ivashchenko, l’attuale capo della HUR, sarebbe in conflitto con Budanov e starebbe licenziando i suoi fedelissimi.

Il Corpo dei Volontari Russi è stato istituito nel 2022 sotto la guida di Budanov e, secondo alcune fonti, è tuttora collegato a lui.

Il 3 settembre Kaplunov, il rapito dagli uomini di Oleksandr Poklad,  ha affermato che l’SBU stava cercando di screditare Budanov implicando l’unità in una presunta collaborazione con l’FSB.

Il soprannome «Lo Strangolatore»

Il soprannome «Душитель» (Dushitel, “Strangolatore”) è associato a Poklad come risulta da diverse fonti. Le accuse più pesanti provengono soprattutto da fonti giornalistiche, ex appartenenti agli apparati e ambienti fortemente schierati.

Per esempio, una ricostruzione recente sostiene che il soprannome derivi dalla sua reputazione nell’ambiente criminale e di sicurezza; ma la stessa ricostruzione contiene numerose accuse che non sono corroborate da sentenze pubbliche.

Attivisti civici ed esperti legali accusano Poklad di aver operato con scarso rispetto per la legge durante tutta la sua carriera.

“Circolano effettivamente molte voci sul suo particolare stile di gestione e sull’utilizzo di metodi non del tutto leciti – ha dichiarato Shcherban al Kyiv Independent – È noto per questo, e questa è la reputazione che si è guadagnato sia all’interno che all’esterno dell’SBU”.

Secondo alcune fonti, Poklad sarebbe stato coinvolto nella controversia relativa all’omicidio del negoziatore Kireev nel 2022. La sera prima dei negoziati in Bielorussia, Kireev ricevette una telefonata dall’ufficio di Poklad, come riportato dal Wall Street Journal nel 2023, citando Budanov. Budanov disse che Poklad voleva incontrare Kireev.

Il Centro d’azione anticorruzione e altri attivisti hanno inoltre accusato Pokland di aver guidato l’attacco delle autorità del 2025 contro l’Ufficio nazionale anticorruzione (NABU).

Secondo fonti interne alle forze dell’ordine ucraine citate dal Kyiv Independent, Poklad si era recato a Dubai in vista del ritorno in Ucraina, previsto per il 2025, di Fedir Khrystenko, figura chiave nellacontroversia relativa al NABU.

Secondo Shcherban, Khrystenko, accusato di tradimento, è stato riportato in Ucraina da Poklad senza alcuna procedura legale di estradizione o espulsione.

Il caso Poklad Stepan Kaplunov

Il 4 settembre 2026 uomini della SBU sono entrati in conflitto armato con membri dell’unità Timur dell’intelligence militare. Il caso riguarda Stepan Kaplunov, accusato dalla SBU di collaborare con l’intelligence russa.

La cosa notevole è che Kaplunov ha accusato personalmente Poklad di averlo interrogato e aggredito per ottenere una confessione. Sono accuse, non fatti accertati: le due parti forniscono versioni radicalmente diverse. Zelensky ha ordinato un’inchiesta e ha rimosso due vice-dirigenti dei servizi.

E questo è particolarmente significativo perché Poklad e Kyrylo Budanov sono da tempo rivali.

Le Monde ricostruisce il precedente caso di Denys Kireev, l’agente che collaborava con Budanov e che fu fermato dalla controintelligence SBU il 5 marzo 2022 e successivamente trovato morto con un colpo alla testa.

Budanov sostenne sempre che Kireev fosse un agente ucraino e un patriota; all’epoca la controintelligence era guidata da Poklad.

Sembra esserci una lotta per il controllo dell’apparato di sicurezza dello Stato ucraino, dietro ilo quale c’è un problema di coerenza con gli inglesi o con gli americani.

Reuters descrive l’SBU come un enorme apparato di sicurezza interna, con un tetto organico in tempo di guerra di 41.000 uomini, e parla esplicitamente di una rivalità ormai esplosiva fra SBU e intelligence militare.

Non a caso, il 4 settembre un drone russo ha colpito proprio il quartier generale dell’SBU a Kiev e l’ufficio di Poklad.

 La mappa del potere ucraino

Come ha fatto un uomo con una reputazione così controversa, proveniente dagli apparati della sicurezza e associato al soprannome “Strangolatore”, ad arrivare dalla controintelligence alla guida dell’intero SBU sotto Zelensky?

E soprattutto: qual è il rapporto Poklad – Yermak – Zelensky e perché Poklad è entrato in conflitto con Budanov?

La rete anglo-ucraina dei servizi è documentata; un rapporto personale diretto Poklad – MI6 non è invece documentato pubblicamente. È proprio questa distinzione che rende la ricostruzione interessante.

La mappa del potere ucraino in rapporto agli inglesi oggi la possiamo rappresentarla così:

Regno Unito

Il punto decisivo è che Budanov e Poklad non rappresentano semplicemente due servizi diversi: sono diventati i due poli di una competizione interna per il controllo dell’apparato di sicurezza, ossia per il controllo di chi vuole il dialogo e di chi vuole continuare la guerra, atteso che la guerra è anche un grande business di chi ruba.

Lo scontro del 2 settembre tra SBU e HUR, con agenti dei due servizi che sono arrivati a spararsi, ha reso questa frattura pubblica. Reuters e Le Monde la descrivono come una rivalità ormai strutturale.

Budanov e Poklad

La traiettoria di Kyrylo Budanov è straordinaria.

È stato capo del HUR dal 2020 fino a gennaio 2026. Durante la guerra è diventato il volto delle operazioni clandestine ucraine contro la Russia: sabotaggi, operazioni oltre le linee russe, intelligence e operazioni speciali. Poi Zelensky lo ha portato dall’intelligence direttamente al centro politico, nominandolo capo dell’Ufficio presidenziale.

È un passaggio fondamentale, che viene interpretato come uno spostamento del baricentro della presidenza verso difesa, sicurezza e intelligence.

Poklad proviene dalla controintelligence SBU, cioè dall’apparato incaricato di controllare infiltrazioni, tradimenti e minacce interne. Nel 2021 Zelensky lo mise a capo della controintelligence.

Successivamente divenne vicecapo dell’SBU e nel luglio 2026 è arrivato alla guida ad interim dell’intero servizio.

Poklad ha cominciato a estendere la propria influenza anche nell’area del HUR, secondo Intelligence Online.

Questo spiega perché lo scontro attuale sia molto più importante di una semplice rivalità burocratica.

Controllare gli apparati di sicurezza significa controllare la dinamica pace si-pace no.

E qui è necessario ritornare nuovamente al 5 marzo 2022. Denys Kireev era un uomo vicino all’intelligence militare di Budanov e aveva partecipato ai primi contatti negoziali con i russi.

La controintelligence SBU, allora guidata da Poklad, lo fermò. Poco dopo Kireev fu trovato morto con un colpo alla testa.

Budanov sostenne che Kireev fosse un agente ucraino e patriota, mentre la controintelligence lo aveva trattato come sospetto di tradimento.

Quando Johnson bloccò il negoziato

Il 9 aprile 2022, Johnson andò a Kiev e incontrò Zelensky. Quel giorno Zelensky dichiarò pubblicamente di averlo informato sull’avanzamento dei negoziati con Mosca e sottolineò l’importanza delle garanzie di sicurezza per arrivare alla pace.

Successivamente, il principale negoziatore ucraino Davyd Arakhamia raccontò che Johnson aveva consigliato agli ucraini di continuare a combattere, anziché fidarsi di un accordo con Putin.

Arakhamia ha anche detto che la questione della neutralità ucraina – cioè rinunciare all’ingresso nella NATO – era una delle principali condizioni russe.

Pochi giorni dopo, il 20 aprile, Johnson espresse pubblicamente una posizione fortemente contraria alla fiducia in un accordo con Putin, sostenendo che fosse praticamente impossibile negoziare con lui.

È documentato che Johnson sosteneva la prosecuzione della resistenza militare ucraina e che era molto scettico sulla possibilità di un accordo con Putin.

Nel 2022 esisteva un serio canale negoziale tra Kiev e Mosca. Johnson non fu necessariamente colui che “bloccò un accordo di pace già fatto”, ma fu certamente uno dei principali leader occidentali che spinsero Zelensky a non accettare un accordo basato sulle condizioni russe e a continuare la guerra, ritenendo che l’Ucraina avesse la possibilità di ottenere una posizione migliore combattendo.

L’uccisione del negoziatore ucraino avvenne il 5 marzo, mentre la visita di Johnson fu il 9 aprile. Sono quindi due episodi separati, anche se entrambi appartengono alla fase in cui l’Ucraina stava contemporaneamente combattendo e negoziando.

Il caso Kaplunov

Il caso Kaplunov è quello che ha fatto esplodere tutto.

Stepan Kaplunov apparteneva al Russian Volunteer Corps, formazione russa che combatte per l’Ucraina sotto l’orbita operativa del HUR. La SBU lo ha arrestato accusandolo di collaborazione con l’FSB russo.

Il problema è che gli uomini del HUR che lo proteggevano non erano stati informati dell’operazione.

Ne è nato lo scontro armato. Kaplunov ha successivamente accusato personalmente Poklad di averlo interrogato e aggredito per ottenere una confessione.

Questa è un’accusa, non un fatto giudiziariamente accertato, ma è politicamente devastante perché la presunta confessione avrebbe potuto compromettere il HUR e quindi la rete di Budanov.

Ora arriviamo agli inglesi

Dal 2016 in poi CIA e MI6 hanno costruito una cooperazione molto stretta con l’intelligence ucraina.

Un’inchiesta basata su numerose interviste a funzionari dell’intelligence riferisce che: gli ucraini furono addestrati da CIA e MI6; furono create infrastrutture di intelligence; vennero fornite comunicazioni sicure; gli agenti ucraini furono addestrati anche per operare contro la Russia; dopo l’invasione la cooperazione si intensificò enormemente.

Ancora più interessante: una monografia del U.S. Army War College pubblicata nel 2026 descrive una coalizione composta da: CIA, più HUR ucraino, più MI6 britannico, più intelligence olandese per condividere intelligence sulla Russia.

Questo è un elemento documentale molto forte.

Il rapporto Londra – Budanov è particolarmente interessante.

Il servizio che ha avuto una delle relazioni più profonde con gli occidentali è proprio il HUR e Budanov è stato per anni il capo del HUR.

Budanov ha guidato per anni l’apparato ucraino maggiormente inserito nella rete operativa di intelligence occidentale, nella quale MI6 e CIA hanno avuto un ruolo documentato.

E Poklad? Poklad appartiene soprattutto alla filiera interna della sicurezza ucraina, mentre il rapporto occidentale storicamente più documentato passa dal HUR/Budanov.

Possiamo quindi avere due reti sovrapposte:

RETE A – sicurezza interna: Zelensky – SBU – Poklad – controintelligence

RETE B – intelligence militare: CIA / MI6 – HUR – Budanov – operazioni clandestine

Entrambe fanno capo a Zelensky.

Oggi Budanov non è più semplicemente il capo dell’intelligence militare; è dentro la Presidenza. Questo significa che la rete HUR ha acquisito una potenziale proiezione politica.

Oggi il capo del GUR/HUR è Oleh Ivashchenko, nominato da Zelensky il 2 gennaio 2026 al posto di Kyrylo Budanov. Fonti di Ukrainska Pravda riferiscono che Ivashchenko sta cercando di ridurre l’influenza di Budanov dentro il GUR, rimuovendo diversi funzionari considerati vicini all’ex capo.

Le stesse fonti riferiscono che Ivashchenko coordina questioni operative con Poklad, oggi alla guida ad interim della SBU.

Una fonte specializzata in intelligence, Intelligence Online, parla addirittura dell’estensione dell’influenza di Poklad “nel cuore del GUR”.

Oggi esiste una convergenza documentata tra Ivashchenko e Poklad, mentre Ivashchenko sta contemporaneamente ridimensionando gli uomini e l’influenza di Budanov nel GUR.

C’è una linea di continuità istituzionale piuttosto suggestiva: 20222 – Poklad -SBU/controspionaggio – scontro con Budanov -Kireev (2022) e oggi: Poklad – SBU – rapporto stretto con Ivashchenko – ridimensionamento della rete di Budanov nel GUR (2026).

UK ha costruito con l’Ucraina una relazione di sicurezza profonda.

Nel 2025 Londra e UE hanno formalizzato anche una Security and Defence Partnership, mentre il Regno Unito e l’UE dichiarano di essere strettamente allineati nel sostegno all’Ucraina.

L’accordo cita esplicitamente la cooperazione tra la missione europea EUMAM e l’operazione britannica INTERFLEX, che insieme hanno addestrato oltre 120.000 soldati ucraini.

E uno studio accademico pubblicato nel luglio 2026 osserva che, dopo l’invasione russa, la cooperazione intelligence UK-UE è stata ricostruita proprio attraverso reti bilaterali e informali, con il Regno Unito che mantiene un’importante capacità di “network power”.

Quindi Londra non deve necessariamente “comandare” Kiev in quanto può esercitare influenza attraverso reti di intelligence, addestramento, informazioni, tecnologia, rapporti personali e cooperazione operativa.

Il conflitto Poklad – HUR potrebbe quindi essere anche una lotta per stabilire quale rete di sicurezza avrà maggiore influenza sul futuro politico dell’Ucraina.

La divergenza strategica anglo-americana

È sempre più evidente una divergenza strategica anglo-americana, oggi accentuata dalla presidenza Trump, nella quale Londra tende a privilegiare la continuità del sostegno militare e dell’architettura di sicurezza costruita attorno all’Ucraina, mentre Trump sta cercando di imporre una logica diversa: negoziazione, riduzione della guerra e rapporto diretto Washington – Mosca.

E proprio la rete Zelensky – Yermak – Budanov – SBU – HUR diventa interessante se la leggiamo in questa chiave.

Il potere ucraino

Zelensky rimane il vertice politico.

Sotto di lui si sono progressivamente formati due grandi circuiti di potere securitario:

Questo secondo livello è oggi particolarmente significativo perché SBU e HUR sono entrati apertamente in conflitto. Il 3 settembre 2026 un’operazione dell’SBU ha provocato uno scontro armato con elementi legati all’HUR; Zelensky ha ordinato un’indagine e ha definito l’episodio inaccettabile.

E il giorno successivo un drone russo ha colpito proprio la sede centrale dell’SBU, mirando all’area dell’ufficio del suo capo Oleksandr Poklad. Questo rende Poklad – SBU contro HUR/Budanov una frattura molto più concreta di quanto apparisse fino a pochi mesi fa.

Nel gennaio 2026 Zelensky ha trasferito Budanov alla guida dell’ufficio presidenziale, sostituendo Yermak.

Il 24 agosto Londra e Kyiv hanno sottoscritto una partnership strategica sull’intelligenza artificiale militare, con collaborazione governativa, militare, industriale e accademica, includendo dati, sistemi autonomi, cyber-security e interoperabilità NATO. E questo è un fatto.

Un elemento importante però è che CIA e MI6 non sono due servizi completamente separati.

Gli stessi direttori William Burns e Richard Moore hanno descritto pubblicamente nel 2024 la loro collaborazione come il cuore della “special relationship” fra Stati Uniti e Regno Unito.

Questo, però, non significa che ogni operazione dell’HUR o dell’SBU sia “americana” o “britannica”.

La vera frattura USA – UK

Modello pre-Trump – Washington, più Londra, più NATO, più Kyiv: sostegno militare, aumento della capacità ucraina, pressione strategica sulla Russia, nessuna concessione territoriale significativa

Modello Trump – Washington, negoziato diretto, Witkoff / Kushner, Mosca rapporto con Washington e con Kyiv, possibile cessazione della guerra.

La differenza non è teorica. Proprio in questi giorni Witkoff e Jared Kushner stanno tentando di portare avanti un nuovo negoziato con Mosca e Kyiv; Trump ha parlato di una proposta concreta per la pace.

Quindi Trump sta introducendo una variabile nuova dentro un sistema che per anni aveva funzionato secondo una logica molto più vicina a Washington – Londra – NATO – Kyiv.

Mentre Trump sta tentando di chiudere il conflitto, Londra sta contemporaneamente approfondendo la propria integrazione strategica con Kyiv.

Il 17 marzo 2026 UK e Ucraina hanno sottoscritto una nuova dichiarazione per rafforzare cooperazione di sicurezza e industria della difesa.  E il 24 agosto hanno fatto un ulteriore passo con la partnership sull’AI militare.

Chi comanda la direzione strategica di Kiev: USA o UK?

A questo punto possiamo formulare un’ipotesi molto più precisa della semplice teoria “gli inglesi controllano l’Ucraina”. La questione potrebbe essere: chi controlla la direzione strategica dell’Ucraina nel momento in cui gli Stati Uniti cambiano strategia?

E qui emergono tre poli: gli Stati Uniti con Trump che vogliono la pace, il negoziato e la riduzione dell’impegno americano; la Gran Bretagna che vuole continuità strategica, riarmo europeo, sostegno militare, integrazione UK – Ucraina e Kiev che punta alla sopravvivenza dello Stato, del territorio, dell’autonomia strategica e della sicurezza.

Dentro Kyiv è in atto un confronto tra Zelensky – Budanov/HUR contro SBU -Poklad che sta con la vecchia rete di Yermak e dell’apparato presidenziale, che non è semplicemente scomparsa, ma è stata profondamente ridimensionata.

Il passaggio tra Yermak e Budanov significa che il centro del potere presidenziale ucraino si è spostato dalla diplomazia politica verso l’intelligence e la sicurezza nazionale, mentre Trump sta cercando di riportare la questione verso diplomazia e negoziato.

È proprio qui che potrebbe nascere la vera tensione strategica anglo-americana.

Una parte dell’apparato strategico occidentale costruito negli anni della guerra deve adattarsi a una Casa Bianca che vuole cambiare obiettivo.

Witkoff/Kushner verso Mosca e Kyiv, contemporaneo scontro HUR-SBU e successivo attacco russo alla sede dell’SBU rendono questa fase particolarmente interessante.

Chi vuole la pace e chi vuole la guerra

Il polo che oggi appare più orientato a tenere aperto il canale negoziale è quello che fa capo a Zelensky – Budanov – Presidenza – canale USA – negoziato

Budanov è particolarmente interessante perché non è affatto un “pacifista”: viene dall’intelligence militare e mantiene una posizione molto dura sulla Russia. Però è diventato uno degli uomini centrali del processo negoziale.

Nel febbraio 2026 dichiarava esplicitamente che l’Ucraina sarebbe arrivata al punto in cui avrebbe dovuto scegliere tra continuare la guerra e muoversi verso la pace.

E oggi, settembre 2026, è ancora più evidente: Budanov ha partecipato ai colloqui e ha discusso persino possibili configurazioni amministrative per il Donbas nel dopoguerra, pur sconsigliando a Zelensky concessioni che attribuiscano alla Russia il controllo del territorio.

Quindi Budanov non è “filorusso” né favorevole a una pace a qualsiasi prezzo. È piuttosto il candidato a gestire una pace negoziata da una posizione di forza.

Il circuito contrario a una conclusione negoziata è rappresentato da SBU -Maliuk -Poklad – apparato operativo/controspionaggio.

La SBU ha come compito centrale controspionaggio, sicurezza interna, operazioni clandestine e neutralizzazione delle reti russe. Questo apparato ha quindi un interesse funzionale molto diverso da quello del circuito diplomatico: la guerra continua a produrre la propria ragion d’essere operativa.

La vera frattura USA – UK è così rappresentabile

Zelensky

L’ambiguità di Zelensky

Questi due circuiti non sono necessariamente contrapposti a Zelensky. Sono entrambi sotto la sua autorità politica, e Zelensky può utilizzarli contemporaneamente.

Anzi, la strategia più plausibile è: negoziare con gli americani mentre l’apparato clandestino continua a mantenere la pressione militare e di intelligence. Questo spiega perché “trattativa” e “continuazione della guerra” possano coesistere.

Oggi questa ambivalenza è particolarmente evidente: Zelensky ha dato disponibilità a pause degli attacchi nell’ambito della missione.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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