Vannacci: “Invece di un ReArm Europe più coerente avere un Reform Europe”
Il gotha dell’economia, dell’impresa e della finanza e gli esponenti della politica riflettono sugli scenari geopolitici, economici, tecnologici e sociali e sulle loro implicazioni per le aziende e per gli Stati e ieri a Cernobbio (CO), al Forum organizzato da TEHA Group, sono state di scena le destre, con gli interventi di Roberto Vannacci e del presidente del Rassemblement National Jordan Bardella.
Bardella, Meloni figura stabilità per Italia ed Europa
“Giorgia Meloni – ha affermato Jordan Bardella presidente di Rassemblement National – è una figura di stabilità per l’Italia e per l’Europa. E spero che continui a guidare il governo italiano ancora per molti anni”.
“Credo – ha aggiunto – che questo sia un fine settimana un po’ particolare per l’Italia, poiché il governo di Giorgia Meloni e Matteo Salvini è il più longevo che la vita politica italiana abbia mai conosciuto. E mi rallegro di questa stabilità perché è importante innanzitutto per l’Italia, un Paese verso il quale nutro, a titolo personale, un grande affetto, poiché è anche il Paese delle mie origini”.
A proposito delle alleanze tra gruppi in Europa, Bardella ha detto: “Con Afd abbiamo dei disaccordi su alcuni punti. Abbiamo preso le distanze da AfF, soprattutto quando sosteneva alcune posizioni neonaziste, ma constato che la pressione elettorale AfD in Germania ha contribuito a cambiare posizione del governo Mertz sulle frontiere e contro il green deal, che fanno sì che nel giro di pochi anni non ci sarà più un’industria automobilistica in Europa. Ritengo che la pressione di AfD abbia spinto Mertz a cambiare le cose, ma poi ogni popolo è sovrano e farà le sue scelte”.
Bardella, UE subisce vassallaggio tecnologico da USA e dipendenza industriale da Cina
Oggi “l’Unione europea – ha aggiunto Bardella – è circondata da grandi potenze: a ovest, gli Stati Uniti d’America, che, ancor più sotto la presidenza di Donald Trump, hanno scelto di concentrarsi esclusivamente sulla difesa dei propri interessi, disimpegnandosi da una serie di progetti globali e impegnandosi in altri. Abbiamo gli Stati Uniti d’America a ovest, che ci pongono in una condizione di vassallaggio tecnologico e digitale che dobbiamo valutare e tenere in considerazione; a est, la Cina, che ci pone in una posizione di forte dipendenza industriale, commerciale ed economica; e infine il Sud del mondo, la cui demografia – forse l’unica scienza esatta – rappresenta un rischio significativo sia per la sicurezza, in particolare per quanto riguarda le migrazioni in Europa, sia per nuove considerazioni e sfide, che stiamo ora esaminando in relazione al Sud del mondo”.
Bardella, Vannacci? Mia lealtà va a Matteo Salvini
“Vannacci? La mia lealtà – ha detto Bardella – va naturalmente a Matteo Salvini. E il mio rispetto va naturalmente alla Presidente del Consiglio. Spero che possa continuare a portare l’Italia ancora più lontano e ancora più in alto”.
Sul leader di Futuro Nazionale Bardella ha poi aggiunto: “È membro del Parlamento Europeo, ho l’opportunità di incontrarlo. Sapete che apparteneva al partito di Matteo Salvini, che è nostro alleato, con cui collaboriamo. Avrò l’opportunità, alla fine della giornata di incontrare Matteo e di cenare con lui stasera. Questi legami di amicizia sono estremamente forti, estremamente importanti per noi. Ma non spetta a me commentare la vita politica italiana. Spero semplicemente che gli italiani che vogliano proteggere la propria identità”.
L’intervento di Roberto Vannacci
A sua volta Roberto Vannacci, al suo esordio a Cernobbio, ha detto: “Chiaramente non mi sento un cavallo di Troia, né di Putin né di chiunque altro – ha detto il leader di Futuro Nazionale, a margine del Forum TEHA di Cernobbio – Io sono filo italiano ed estremamente patriottico. Io faccio gli interessi dell’Italia. È l’unica mia preoccupazione. Non porto avanti le istanze di alcun altro su questo pianeta se non dell’Italia”.
Nel programma di Futuro Nazionale, ha detto Vannacci – “non c’è nulla fuori dalla Costituzione. E comunque ricordo che dal 1948 ad oggi la Costituzione è stata cambiata diverse volte – L’ultima volta fu un governo di sinistra, che cambiò il Titolo V: e che cos’era, un governo fascista? Se oggi dovessimo riscrivere la Costituzione dopo 80 anni la riscriveremmo uguale? Forse qualcosa potrebbe essere adattata alla modernità”.
A cambiare la Costituzione “questo governo ci ha provato – ha detto ancora Vannacci – ci aveva provato anche Renzi, perché vedere una potenziale attività di questo tipo da parte del prossimo governo come eversiva o antidemocratica? Al momento non ci sono ipotesi concrete, ma tentativi ci sono sempre stati”.
Vannacci: alleanze le vedremo a ridosso elezioni, noi non erigiamo muri
Riguardo alle alleanze, Vannacci ha detto che si fanno a premessa delle elezioni e siamo ancora lontani.
“Non sappiamo – ha aggiunto – il campo di battaglia, la legge elettorale, la data delle elezioni, e soprattutto i programmi dei partiti. Sulla base di questo ci confronteremo. Se qualcuno convergerà verso i nostri principi e ideali, siamo sempre aperti al dialogo: non siamo noi ad aver parlato di incompatibilità, a chiedere che qualcuno sia escluso, ad erigere muri”.
Critico Vannacci riguardo alla posizione europea sulla vicenda Ucraina: “Oggi l’Europa si è schierata completamente a favore dell’Ucraina – ha detto il leader di Futuro Nazionale – , però nell’ultimo semestre abbiamo incrementato l’importazione di gas dalla Russia finanziando quell’economia di guerra che noi vorremmo invece combattere e schierandoci insieme all’Ucraina. Insomma sembra una strategia totalmente schizofrenica. E qual è la coerenza strategica di finanziare la resistenza ucraina se poi importiamo e aumentiamo le importazioni di gas proprio dalla Russia?”.
Vannacci, l’ideologia ha prevaricato la competitività
“Oggi – ha detto Vannacci durante il dibattito a Cernobbio – l’ideologia ha prevaricato la competitività. Abbiamo fissato prima il calendario e solo dopo abbiamo verificato se l’industria era in grado si sostenerla. Mancando la visione strategica siamo diventati i campioni delle regole. Siamo bravissimi a regolamentare, ma ogni regola a un costo e chi dà il sussidio per fare fronte a questo costo? Siamo bravi a derogare le regole. Quando fa comodo, quando l’obiettivo è la difesa per una potenziale minaccia”. “Invece di un ReArm Europe – ha aggiunto ancora Vannacci – sarebbe stato più coerente avere un ‘Reform Europe'”.





