Una tradizione millenaria che si riferisce al nostro profondo archetipale
La festa di Ferragosto, le cui origini sono antichissime, deriva il suo nome dalla locuzione latina “feriae Augusti”.
Esse vennero istituite nel 18 a.C., allorché l’imperatore Ottaviano, proclamato dal Senato, Augusto (sacro e venerabile), stabilì che il mese di agosto, durante il quale già si celebravano solennità religiose, analoghe a quelle medio orientali in onore di Atagartis (la dea madre di origine siriaca patrona dei campi e della fertilità), riferite alla fertilità e alla maternità, sarebbe stato festivo e dedicato, appunto, alle feriae Augusti.
Nel corso delle feriae venivano celebrati Vertumno, dio delle stagioni e dei raccolti, Conso, dio dei campi, e Opi, dea della fertilità, con la Opiconsiva, che veniva festeggiata il giorno 25.
Oltre a tali ricorrenze, la più importante era quella in onore di Diana, dea della luna e della femminilità, che veniva commemorata il giorno 13, nel tempio dedicato alla Dea sul colle Aventino, a Roma, ove ancora oggi esiste una strada che ricorda l’esistenza del tempio stesso.
Da tale festività prese origine la festa cristiana dedicata alla Vergine Maria, che sostituì quella in onore di Diana: in Oriente verso la fine del VII secolo, l’imperatore Maurizio introduce la solennità in onore della Vergine, in tutto l’impero, da commemorarsi il 15 agosto; in Occidente, in particolare a Roma, con la celebrazione introdotta sempre nel VII secolo, da tenersi in aggiunta alle altre feste mariane, divenuta, in pratica da subito, la più importante e sentita, assumendo il nome e il significato ancora oggi attuali.
Durante le “feriae” i festeggiamenti, in aggiunta agli aspetti più meramente religiosi, riguardavano, in special modo, la comunità rurale, nella quale si decoravano gli animali e, tra contadini e proprietari, venivano scambiati auguri accompagnati dall’elargizione di una mancia a favore degli stessi agricoltori.
In tutto l’impero venivano organizzate gare e corse di animali domestici, che sono giunte a noi, in particolare di cavalli: basti pensare al palio di Siena, che si svolge il 16 agosto, nel quale si assegna il palio, a ricordo dell’antico pallium (stoffa pregiata) che si conferiva ai vincitori delle corse nella Roma imperiale.
Il Ferragosto ci ricorda, pertanto, una tradizione millenaria, che, come tutte le ricorrenze le quali affondano le origini nel remoto passato, rammenta aspetti tradizionali, che con le molteplici vesti e differenti linguaggi, si riferiscono al nostro profondo archetipale.
Aspetti tradizionali, che considerati, o meglio percepiti, da un punto di vista più sottile, fanno del Ferragosto non solo un ricordo/rievocazione di arcaiche feste pagane, bensì un momento nel quale il tempo, come in tutte le feste tradizionali, diventa qualcosa di speciale, che aiuta a rimembrare il tempo “mitico”, attraverso cui è possibile la reintegrazione, intesa come stato che permette un’armonica coesistenza, quasi unificata, tra il sacro e il profano, presente in ogni essere umano.





