
di Saul Tonazot
L’analisi del rapporto che intercorre fra Noachismo e Massoneria rivela una connessione profonda e significativa, che evidenzia il ruolo fondamentale del primo come tradizione exoterica ideale su cui si basa l’esoterismo massonico. Attraverso una riflessione approfondita sui principi, i simboli e la storia di queste tradizioni, diventa dunque chiaro il legame intrinseco che esiste fra di esse. L’intento del presente scritto verte proprio sul mettere in luce le implicazioni di tale intimo legame.
Il Noachismo è un sistema di valori e principi etici basato sulle tradizioni ebraiche, specificamente sul racconto biblico dell’arca di Noè. Essendo sorta una nuova umanità dopo la purificazione della terra tramite il Diluvio, Noè viene considerato come una sorta di nuovo Adamo. Per tale ragione, i sette precetti a lui affidati – conosciuti anche come le “Sette Mitzvot Universali” o i “Sette Comandamenti Universali” – offrono un’etica universale ed un insieme di leggi morali considerate valide non soltanto per il popolo ebraico ma per l’intera umanità. Queste leggi promuovono valori fondamentali come il rispetto per la vita umana, la moralità sessuale, l’onestà e la giustizia, vietando di pari passo l’idolatria, la blasfemia, l’omicidio, il rapimento, l’incesto, l’adulterio e il mangiare carne strappata via da un animale vivo:
1) divieto di idolatria; 2) divieto di suicidio e omicidio; 3) divieto di rapimento e furto; 4) divieto di fornicazione (adulterio, omosessualità, incesto, zooerastia, stupro); 5) divieto di blasfemia; 6) divieto di cibarsi delle membra di animali ancora vivi così come del loro sangue; 7) obbligo di istituire un sistema giuridico atto a garantire la giustizia civile.
Simili principi, d’altra parte, risultano centrali anche nelle religioni abramitiche, enfatizzando un’etica universale che trascende le specifiche differenze religiose. Tramite un’analisi dettagliata della sua storia, dei suoi principi e delle sue implicazioni teologiche, è possibile comprendere appieno il significato e l’importanza del Noachismo nel contesto religioso e culturale.
Il Noachismo sottolinea, innanzi tutto, l’unità e la centralità di Dio come Creatore e Signore dell’universo. Le leggi noachiche richiedono il riconoscimento e il rispetto dell’unicità divina, respingendo l’idolatria e l’adorazione di altre divinità, sottolineando inoltre la responsabilità individuale e sociale nell’osservare le leggi morali e nel contribuire al benessere dell’umana comunità; il che include la promozione della pace, della giustizia sociale e della cooperazione fra i popoli. Il Noachismo, pertanto, offre un terreno comune per il dialogo interreligioso e interculturale, poiché le Sette Leggi sono considerate valori condivisi da molte tradizioni etiche e spirituali. I seguaci del Noachismo, in effetti, promuovono un impegno attivo per la pratica di valori etici universali nella vita quotidiana, contribuendo così alla costruzione di una società più equa e rispettosa. In un’epoca di pluralismo culturale e religioso, di conseguenza, i precetti noachici rappresentano un modello di valori morali universali che possono contribuire alla coesione sociale ed al rispetto reciproco fra individui e comunità.
La relazione tra Noachismo, Massoneria e religioni abramitiche come l’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam rappresenta un interessante punto di convergenza fra principi morali universali e pratica religiosa specifica. Nelle prime fasi dello sviluppo della Massoneria speculativa, il Noachismo giocò un ruolo significativo nel fornire un contesto simbolico e morale per i rituali e gli insegnamenti massonici: le leggi noachiche furono interpretate come principi fondamentali di giustizia, moralità e conoscenza divina. Attraverso un’analisi approfondita dei valori condivisi e dei principi fondamentali, dunque, è possibile dimostrare la perfetta compatibilità tra il Noachismo come base della Massoneria e la pratica attiva delle religioni abramitiche. L’amore per il prossimo, la compassione, la rettitudine morale e l’impegno per la giustizia, d’altronde, sono principi condivisi che trovano una stretta corrispondenza sia nel Noachismo che nella pratica massonica. La Massoneria moderna, in effetti, incentrata sul principio della tolleranza, promuove il rispetto per tutte le fedi, incoraggiando il pluralismo e il dialogo interreligioso. La base noachica, in tal senso, offre un terreno comune sul quale edificare una fraternità universale che accolga membri di diverse tradizioni exoteriche. Le medesime religioni abramitiche, a ben vedere, seppure ciascuna in un’ottica peculiare, mondate di ogni integralismo sottolineano l’importanza della libertà di credo e della ricerca spirituale personale. Simili valori trovano riscontro nella Massoneria moderna, la quale accetta membri di diverse fedi senza imposizioni dogmatiche di alcun genere.
I simboli e le allegorie presenti nell’Ordine massonico, del resto, possono essere interpretati in modo universale, riflettendo concetti spirituali e morali comuni a tutte le religioni abramitiche. Il mito del Diluvio universale, con Noè come figura centrale, è interpretato in svariati modi in ambito massonico: per certi versi, il Diluvio è visto come una metafora della purificazione e la rigenerazione spirituale, mentre Noè viene considerato un simbolo dell’importanza della conoscenza e della saggezza nel solcare le acque tumultuose della vita. Nella simbologia massonica, inoltre, l’Arca di Noè rappresenta non soltanto un rifugio sicuro di protezione fisica e speranza in tempi di crisi, ma anche un simbolo di salvezza spirituale e conoscenza, il che richiama alla ricerca di verità, saggezza e perfezionamento personale che costituiscono obiettivi centrali del percorso iniziatico massonico. Infine, vi è il Raggio del Sole, il quale simboleggia la luce della conoscenza e della verità che guida l’umanità attraverso le tenebre dell’ignoranza e del peccato. Il Noachismo, in tale ottica, fornisce una lente attraverso cui comprendere ed interpretare detto simbolismo in un contesto fraterno di ricerca spirituale condivisa. Tanto le religioni abramitiche quanto la Massoneria, inoltre, incoraggiano l’impegno sociale e morale per la pace, la giustizia e il benessere dell’umanità. L’adozione dei principi noachiti come base morale comune, dunque, favorisce la collaborazione e l’azione congiunta per il bene comune. Una siffatta armonia consente ai massoni di praticare attivamente la propria fede abramitica all’interno di un contesto di fratellanza universale e di ricerca spirituale condivisa.
In conclusione, le regole da rispettare per potersi dire massoni sono chiare ed inequivocabili, così come riportate nel primo articolo delle Antiche Costituzioni: «Un Massone è obbligato dal suo patto a osservare la legge morale come un vero Noachita; e se comprende rettamente l’Arte non sarà mai uno stupido ateo né un libertino irreligioso, né agirà contro coscienza. Nei tempi antichi, i Massoni cristiani avevano il dovere di conformarsi alle usanze cristiane di ogni contrada in cui viaggiavano o lavoravano; essendosi trovati in tutte le nazioni, perfino di diverse religioni. Essi hanno generalmente il dovere di aderire a quella religione nella quale tutti gli uomini concordano (lasciando ogni Fratello alla sua particolare opinione); cioè, d’essere uomini buoni e sinceri, uomini d’onore e onestà, secondo qualsiasi genere di nomi, religioni, o convinzioni possano essere distinti; poiché tutti loro concordano nei tre grandi articoli di Noè, a sufficienza da preservare il cemento della Loggia. Così la Massoneria è il centro della loro unione, e il mezzo felice per conciliare persone che altrimenti sarebbero dovute rimanere a una perpetua distanza» (corsivi aggiunti).
Tale impostazione, tuttavia, appare in netta controtendenza rispetto alla piega laicista talvolta assunta dalla Massoneria stessa nella sua versione secolarizzata, emersa a séguito della Rivoluzione francese, nella quale si è ampiamente travisato il concetto di “antidogmatismo”. La storia della creazione della donna e dell’istituzione del matrimonio, enunciata nella Bibbia in termini così solenni, contiene un fondamento piuttosto solido all’interdizione delle unioni proibite dal quarto precetto noachide, ad esempio, nonché la condanna dell’adulterio e dei vizi contro natura. Vi è, poi, il dovere della procreazione. Dal precetto relativo all’omicidio, quindi, in cui dai talmudisti veniva ricompreso tanto il mandante quanto l’esecutore materiale di un delitto, si è ricavata per deduzione logica l’illiceità dell’aborto (assimilato a un crimine sanzionabile con la pena di morte stessa), nonché di quella che oggi sarebbe definita “eutanasia”. Di conseguenza, per concludere, si evince con assoluta chiarezza che ogni buon massone è obbligato, dal giuramento solenne che ha prestato, ad essere contrario a divorzio, contraccezione, aborto, unioni omosessuali, teorie gender ed eutanasia. Sarebbe auspicabile una seria e profonda riflessione riguardo a tutto ciò, quantomeno nelle logge appartenenti alle obbedienze regolari, in un intento di restaurazione della Massoneria tradizionale.





