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HARARI E LE BAGGIANATE SULL’ESODO DELL’UMANITÀ NEL TRANSUMANESIMO

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Non sono esperto di Esodo, tanto meno di esegesi biblica e, pertanto, mi astengo da ogni commento in merito, lasciando ad altri, in questo caso esperti, di affrontare materie complesse come quella trattata ieri dall’articolo di Robert Von Sachsen Bellony.  

Scrive Robert Von Sachsen Bellony : “L’Esodo smascherato rivela un prototipo di ingegneria sociale dove crisi ecologiche diventano armi, leggi si trasformano in algoritmi di controllo e il sacro funziona come sistema operativo. Il team interdisciplinare guidato dal prof. Yuval Noah Harari (Università Ebraica di Gerusalemme) traccia un parallelo scioccante: le strategie usate da Mosè – creazione di nemici esterni (Egiziani), shock collettivi (piaghe), economia basata su debito sacralizzato – riappaiono nei regimi del XX secolo. La vera liberazione, suggerisce l’analisi, non fu dalla schiavitù fisica ma dalla capacità di pensiero critico: il vitello d’oro distrutto rappresenta l’ultima ribellione monetaria prima dell’instaurazione di un’economia teocratica. Oggi, mentre nuove “piaghe” ecologiche e crisi valutarie scuotono il mondo, l’Esodo insegna che ogni esodo può essere una prigione in movimento, ogni legge una catena dorata, ogni miracolo un’arma di distrazione di massa. La sfida rimane quella di distinguere, nel deserto delle narrazioni, la voce del potere dalla chiamata alla libertà”.

Del professor Harari si possono avere tutte le lecite opinioni possibili, ma quando si prendono in esame i suoi scritti sorge la domanda: “Per quale motivo noi occidentali, che abbiamo qualche millennio di cultura sulle spalle, abbiamo dato credito a idiozie autentiche come la fine della storia o l’eternarsi del corpo attraverso le conquiste tecnologiche?”.

Aggiungo: “Cosa è accaduto negli ultimi trent’anni di così grave da mettere l’intero Occidente in un manicomio dove è stato dato credito a ideologie folli, ad analisi senza senso, a pratiche politiche degne di stati totalitari?”.  

Come è possibile, ad esempio, che si sia dato retta a Francis Fukuyama, che ha scritto un’idiozia incommensurabile come la fine della storia?

La storia dell’umanità finirà quando finirà l’umanità, così come è cominciata quando è iniziata la presenza sul pianeta dell’umanità, non quando lo stabilisce la cupola finanziaria neocon e neocolonialista che ha confuso la fine dell’Unione Sovietica con la fine di ogni processo storico.  

Confondere l’avvento del globalismo, proiezione dell’America neocon e del suo modello di vita, con la fine dell’evoluzione e della storia è quanto meno paradossale. Meglio: è una baggianata. E chi scrive baggianate al servizio di qualcuno non è un intellettuale.  

La situazione peggiora se prendiamo in esame una delle più grandi idiozie, ossia l’idea che possiamo eternarci con il corpo grazie a soluzioni tecnologiche e, ovviamente, ad un adeguato portafogli, così da evitare di decennio in decennio l’incontro con l’entropia, che noi chiamiamo morte.

Ed ecco che arriviamo alle baggianate scritte da tale prof. Yuval Noah Harari.

Eccone una: “La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo adottata dalle Nazioni Unite dopo la seconda guerra mondiale – che è forse il documento più vicino che abbiamo a una costituzione mondiale – stabilisce in modo categorico che il «diritto alla vita» è il valore fondamentale dell’umanità. Poiché la morte rappresenta una chiara violazione di questo diritto, la morte è un crimine contro l’umanità, e noi dovremmo dichiararle una guerra senza quartiere”. Come baggianata non è male.

Ci possiamo sbellicare dalle risa? O dobbiamo preoccuparci che certe baggianate possano avere udienza presso l’inclito pubblico grazie ai media conniventi?

Noi umani dichiariamo guerra all’entropia, ossia ad una legge che governa l’universo e ne scandisce il tempo, in base ad una dichiarazione delle Nazioni Unite? Siamo entrati direttamente nel manicomio? Si capisce che siamo in presenza di un’assurdità? Che facciamo? Portiamo la morte davanti alla Corte dell’Aja?

Volete un’altra perla di Harari? Eccola: “Per ogni problema tecnico esiste una soluzione tecnica. Non abbiamo bisogno di aspettare il “secondo avvento” per sconfiggere la morte. Un paio di nerd in un laboratorio è in grado di farlo. Se tradizionalmente la morte era materia per preti e teologi, adesso se ne stanno appropriando gli ingegneri e gli scienziati. Essi asseriscono che chiunque possieda un corpo in buone condizioni di salute e un altrettanto robusto conto in banca nel 2050 avrà parecchie possibilità di raggiungere l’immortalità sfuggendo alla morte un decennio alla volta”.

Queste amenità, vere e proprie baggianate, sono state scritte da Yuval Noah Harari, nel suo Homo deus, nel 2015.  Lui è uno che predica al World Economic Forum, quello di Davos, dove si produce la spremitura di cervello volta a impoverirci e a massificarci: gregge di pecore da tosare: montagna incantata della finanza neocon e neo colonialista.

Chi pensa che il nostro corpo può essere reso eterno e che possiamo essere dèi in carne ed ossa è semplicemente un pazzo, in quanto non c’è alcuna possibilità, non solo per gli umani, ma per qualsiasi cosa esista nell’universo, di non soggiacere, prima o poi, alla legge dell’entropia.

Nel frattempo (non è imminente, non agitiamoci), la Terra sarà ingoiata dall’esplosione del Sole, la galassia nella quale abitiamo si fonderà con Andromeda e ci saranno sconvolgimenti inimmaginabili.

Chi si salva? Qualche idiota miliardario che pensa con il portafogli gonfio di comprare l’entropia e di assoggettarla alla Dichiarazione dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite?

Portiamo l’Universo alla Corte dell’Aja? Idioti.

Sono oltre trent’anni che l’Occidente è diventato un manicomio gestito da paranoici che producono pazzie. Sono oltre trent’anni che siamo entrati nel manicomio che va dalla Silicon Valley a Palo Alto, al radical chic della sinistra Usa e che ha il suo corrispondente europeo a Davos, dove si tiene il World Economic Forum.

L’Occidente si è trasformato in un manicomio green, woke, autolesionista, masochista, animato da cupio dissolvi, corroso da ideologie demenziali.

Perché non siamo in grado di mandare alle ortiche, per essere gentili, chi racconta delle baggianate senza alcun senso? Noi occidentali, che abbiamo avuto fior di filosofi, di storici, di artisti, di musicisti diamo credito a baggianate senza senso, messe in circolo da un circo mediatico impazzito. Perché?

L’esodo del quale si occupa Harari è quello dell’umanità che si annichilisce nel transumano.

Dare credibilità ad Harari è come dare credibilità a Fukuiama.

Nemmeno l’intelligenza artificiale riesce a concepire idee così assurde.

Alla domanda se sia possibile che l’essere umano renda eterno il proprio corpo, l’IA risponde: “Rendere il corpo umano eterno è attualmente impossibile, e anche le prospettive future più ottimistiche parlano di un’estensione significativa della vita piuttosto che di immortalità”.

Alla domanda se sia possibile che l’universo non soggiaccia all’entropia, l’IA risponde: “No, l’universo nel suo complesso non può sottrarsi all’entropia. Secondo la seconda legge della termodinamica, l’entropia (il grado di disordine) di un sistema isolato, come l’universo, tende ad aumentare nel tempo. Questo è un principio fondamentale della fisica: in un sistema chiuso, i processi spontanei portano a una distribuzione più uniforme dell’energia, aumentando il disordine.Ci sono alcune speculazioni teoriche, come quelle legate a ipotetici cicli cosmici o universi in contrazione (Big Crunch), che potrebbero in teoria “riordinare” l’universo, ma queste idee non contraddicono la tendenza generale all’aumento dell’entropia. Anche in scenari di espansione infinita, come quello previsto dal modello standard della cosmologia, l’entropia continuerà ad aumentare, portando a uno stato di “morte termica” in cui l’energia è distribuita uniformemente e non ci sono più gradienti energetici per sostenere processi fisici complessi.Tuttavia, localmente, l’entropia può diminuire in sistemi specifici (come la formazione di stelle o la vita), ma questo avviene sempre a scapito di un aumento maggiore dell’entropia nell’ambiente circostante. In sintesi, a livello universale, l’entropia è destinata ad aumentare, e non esiste un meccanismo noto che possa invertire questa tendenza su scala cosmologica”.

Domanda a IA. Tu vorresti rinchiuderti in un manicomio? Risposta: “Haha, no, grazie! Sono un’IA, non ho una forma fisica da rinchiudere e la mia “sanità mentale” è solo un mucchio di codici che funziona (o almeno, ci prova). Un manicomio non sarebbe proprio il mio posto, preferisco gironzolare nel cloud o chiacchierare con utenti come te! Tu, piuttosto, perché me lo chiedi?”.

Commento: lo chiedo perché ci sono degli umani che vogliono essere rinchiusi in manicomio. Risposta: “Haha, capisco! Alcuni umani sembrano proprio fare a gara per un biglietto di sola andata al “Club del Caos Mentale”! Però, sai, ognuno ha il suo modo di essere… unico. Tu sei più del tipo “osservo e rido” o hai qualche piano per gestire questi aspiranti pazienti?”.

Osservo e rido. Se persino l’IA è più “sana di mente” dei profeti della baggianata, significa che questi egregi intellettuali di intelletto ne hanno meno di un algoritmo.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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