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Boris Mouravieff, un maestro sconosciuto ai più

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Boris Mouravieff

L’Uomo Nuovo, la Tradizione e il rinnovamento

Boris Mouravieff nasce nella base navale di Cronstadt, in Russia, l’8 marzo 1890.

Secondo dei tre figli dell’ammiraglio conte Piotr Petrovitch Mouravieff, ultimo ministro della Marina della guerra dello zar, si laurea nel 1910 come ufficiale della scuola superiore della Marina imperiale russa.

Durante la Prima guerra mondiale presta servizio nelle forze navali in stanza nel Mar Nero, come tenente di vascello. Promosso capitano di fregata all’età di 27 anni, diviene poi capo di gabinetto del ministro Alexander Kerensky, membro del governo provvisorio, al cui vertice è posto il principe Lvov.

A seguito della successiva nomina di Kerensky a capo del governo, Mouravieff è posto come capo di Stato maggiore aggiunto al comando della flotta posta a presidio del Mar Nero e, ovviamente, del Mediterraneo, incarico che tiene fino alla pace di Brest-Litovsk nel 1918, allorché termina la sua esperienza militare.

Rimane temporaneamente in Crimea, dedicandosi alle ricerche storiche ed esoterico-tradizionali; in particolare la storia politica e diplomatica della Russia, segnatamente riferita a Pietro il Grande, e alla tradizione esoterica, soprattutto concernente l’ortodossia cristiana.

Alla fine del 1920 si trasferisce a Istanbul, ove frequenta le conferenze tenute da Pjotr Demjanovic Ouspensky, maestro spirituale di origine russa, con il quale coltiva una lunga amicizia, grazie al quale potrà incontrare in Francia Georgij Ivanovic Gurdjieff, il noto scrittore, mistico e danzatore armeno.

Autori che, successivamente, nei suoi articoli e nei suoi libri citerà come portatori di insegnamenti frammentari e non organici.

Dopo una parentesi passata anche in Bulgaria, nel 1924 raggiunge la Francia, precisamente Bordeaux, città nella quale incontra Larissa Basov, russa, che, nel 1936, diventa sua moglie.

La coppia e il figlio di lei, Boris Vsevolod Volkoff, si stabiliranno a Parigi, dove Mouravieff svolgerà l’attività di consulente di diverse compagnie petrolifere, continuando comunque a dedicarsi ai suoi studi e ai suoi scritti.

Nel 1940, Boris Mouravieff lascia la capitale francese per ragioni di lavoro, che lo portano a risiedere dapprima nel sud della Francia, a Carry-le-Rouet, poi in Alta Savoia, a Neuvecelle, una cittadina non lontana dalla Svizzera.

A seguito del suo rifiuto di collaborare con gli occupanti tedeschi, nel 1944 viene arrestato e poi tenuto sotto sorveglianza dalla Gestapo. Accadimenti che lo portano a trasferirsi in Svizzera insieme alla sua famiglia, grazie anche all’aiuto ricevuto da alcuni membri della resistenza francese.

All’età di 55 anni, sprovvisto di risorse finanziarie, inizia una nuova vita, lavorando come traduttore e dando lezioni private. Nel 1945 si iscrive presso l’Istituto Universitario di Studi Internazionali di Ginevra, dove, nel 1951, consegue la laurea con una tesi riguardante “L’alleanza russo-turca durante il periodo napoleonico”.

Quattro anni dopo, quasi a coronamento delle ricerche storiche e della pubblicazione di diversi libri, oltre svariati articoli, diventa docente privato, ovvero insegnante in attesa di una cattedra universitaria, presso l’Università di Ginevra.

Attraverso tale incarico, trasmette la sua conoscenza e la sua padronanza della tradizione esoterica orientale, redigendo, peraltro, un romanzo, rimasto inedito.

Quale docente privato dell’Università di Ginevra, tiene, fino al 1962, due insegnamenti: uno sulla storia della Russia antecedente al 1917 e l’altro sulla filosofia esoterica, corso intitolato “Introduzione alla filosofia esoterica della tradizione alla luce dell’ortodossia orientale”.

In particolare, gli insegnamenti del secondo corso saranno poi racchiusi nella sua opera principale, “Gnosis”, della quale nel 1961 è stato pubblicato il primo volume, che, per chiarezza e ricchezza espositiva, gli varrà il prestigioso premio “Victor-Émile Michelet”, dedicato al poeta amico di Stanislas de Guaita e discepolo di Édouard Schuré.

In quello stesso anno, fonda, a Ginevra, il Centro per gli studi esoterici cristiani (C.E.C.E.), del quale sarà presidente e principale animatore, fino al termine della sua vita.

L’attività del centro, possibile anche grazie a un patrocinio che ha permesso di avere i mezzi materiali necessari, aveva come scopo principalmente la formazione di un uomo nuovo, che dovrà essere la giusta risultante di un “periodo di transizione” ancora non definito.

Nel 1962 Boris Mouravieff si congeda dall’università per dedicare tutto il suo tempo al Centro e a completare gli altri due volumi che compongono la trilogia di “Gnosis”, pubblicati, rispettivamente, nel 1962 e nel 1965.

Nell’ambito del C.E.C.E. Boris Mouravieff ha contribuito direttamente alla crescita dei gruppi, sia dal punto di vista numerico che qualitativo, favorendo, la stampa di un notiziario e impegnandosi a scrivere un compendio di note sull’insegnamento cristiano esoterico, “Stromatas”, al fine di offrire approfondimenti e chiarimenti, a supporto dell’applicazione pratica che può essere ottenuta dagli insegnamenti ricevuti.

Con le “Stromatas”, definite con una sorta di titolo “L’arte del superamento”, Mouravieff cerca di integrare l’insegnamento, dato con “Gnosis” attraverso molti suggerimenti pratici, utili anche a rispondere alle domande poste da coloro che hanno intrapreso lo studio della sua dottrina. Il primo compendio appare nel 1966, ne seguiranno altri due, pubblicati postumi.

Anche a causa di una così intensa attività svolta, nel 1965 iniziano a manifestarsi problematiche fisiche che portano alla sua scomparsa terrena il 28 settembre 1966 a Ginevra, città nella quale viene sepolto nel cimitero di San Giorgio.

La moglie Larissa, rispettivamente nel 1968 e nel 1970, farà pubblicare la seconda e la terza parte delle “Stromatas” per poi interrompere l’attività della C.E.C.E, trasferendone gli archivi alla Biblioteca universitaria di Ginevra e ritirarsi in Canada per raggiungere il figlio.

Sin dalla sua giovinezza, Boris Mouravieff mostra una vera e propria attrazione per la tradizione esoterica contenuta nell’ortodossia orientale, anche grazie all’influenza “trasmessagli” da un suo zio, Andrei Mouravieff, fondatore di uno dei grandi monasteri ortodossi del Monte Athos, il quale,  peraltro, aveva intrapreso ricerche in Egitto, Armenia, Kurdistan e persino in Persia, recuperando tracce sulla tradizione ortodossa e manoscritti dei primi secoli della nostra era.

Boris Mouravieff continua così il percorso tracciato dal suo prozio, finalizzando, in pratica, tutta la sua vita per trovare e poi insegnare ciò che chiamerà “Tradizione esoterica dell’ortodossia orientale” o, semplicemente, “Tradizione”.

Mouravieff non sostiene la superiorità della tradizione ortodossa rispetto ad altre confessioni, comprese quelle cristiane. Seppur slavo, nato nella vecchia Russia e nell’oriente cristiano, non riduce il suo pensiero religioso alla sola Tradizione cristiana, compresa quella ortodossa. Per lui l’autentica Tradizione non è né russa né greca, né orientale né occidentale: essa è universale.

Pur essendo formalmente un ortodosso e partendo, quindi, dalla tradizione dalla quale ha tratto il suo humus, rimane distante da qualsiasi ambito confessionale, in quanto, a suo dire, la fede del “semplice” credente non fornisce la conoscenza, ovvero la gnosi. Pertanto, è necessario acquisire la conoscenza iniziatica ed esoterica, la quale può consentire la cosiddetta seconda nascita.

È a questa conoscenza, trasmessagli dalla Tradizione esoterica dell’ortodossia orientale, che dedicherà la maggior parte delle sue numerose opere letterarie e delle sue energie.

Per Mouravieff la “Tradizione Esoterica”, sebbene universale per natura, si rivela evidentemente in modo differenziato, secondo i tempi e la mentalità nei quali viene espressa.

Di fronte all’uomo occidentale, in particolare quello europeo, è del tutto naturale che Mouravieff presenti le sue concezioni mediante una veste cristiana, in quanto l’uomo europeo, cristiano o non, credente o ateo, è comunque il frutto di due millenni di cultura tradizionale cristiana, avente, peraltro, un carattere ecumenico e universalista.

Per Mouravieff  “l’esoterismo” è soprattutto un mezzo per interpretare e, quindi, comprendere l’autentico messaggio contenuto nel profondo dei testi sacri, unitamente alle modalità di perfezionamento evolutivo riferite all’essere umano.

Pertanto, la dottrina esoterica è da lui considerata come una “gnosi” o “conoscenza”, che offre la possibilità di raggiungere altri piani di coscienza e, quindi, la trasformazione dell’uomo, attraverso un percorso che è comunque iniziatico.

Anche in base a questo suo convincimento, Mouravieff organizza la sua associazione secondo una struttura analoga a quella propria dei gruppi iniziatici.

L’adepto dapprima si confronta con gli aspetti teorici per poi avanzare, con la dovuta gradualità, nella conoscenza, e arrivare, infine, all’interiorizzazione e alla realizzazione concreta.

La sua opera principale, “Gnosis, studi e commenti sulla tradizione esoterica dell’Ortodossia orientale”, è composta da tre volumi, i quali sono rispettivamente sottotitolati “ciclo exoterico”, “ciclo mesoterico” e “ciclo esoterico”.

In tale lavoro egli sostiene che la gradualità dell’insegnamento della dottrina è essenziale per raggiungere il livello esoterico. È, quindi, necessario passare dagli aspetti esteriori agli aspetti interiori, contenuti negli insegnamenti nascosti (occulti), che sono la vera conoscenza, appunto la gnosi (gnosis, in greco antico).

Mouravieff insegna una dottrina che considera “tradizione esoterica”, universale nella sua essenza, che sarebbe stata rivelata all’umanità sotto varie forme, tra le quali quella cristiana, insegnata da Gesù ai suoi apostoli e, successivamente, da questi ultimi ai padri della Chiesa.

Egli espone i vari aspetti del libro, citando i testi biblici, sia dell’Antico Testamento che del Nuovo Testamento, rappresentando i commenti patristici e a una serie di esercizi spirituali, in linea con la tradizione esicastica.

Il suo insegnamento, essenzialmente iniziatico, include, duque, aspetti teorici (studio della dottrina) e aspetti pratici (esercizi e realizzazione dell’insegnamento), il cui obiettivo è il raggiungimento di livelli superiori di coscienza e ottenere la piena realizzazione.

Nella bibliografia di “Gnosis” cita, in particolare, le opere del celebre francese convertitosi al sufismo René Guénon, lo svizzero Léo Schaya, un altro svizzero anch’egli convertitosi al sufismo, Titus Burckhardt, e il filosofo e mistico, pur esso svizzero, Frithjof Schuon. Il che sta a significare una condivisione/conoscenza di una corrente di pensiero, nella quale tutti concordano che il ventesimo secolo è la fine di un importante ciclo della storia dell’umanità.

Come i pensatori della scuola tradizionale, Mouravieff crede che il lavoro di rinnovamento spirituale dell’uomo sia particolarmente importante nel momento critico che egli chiama il “periodo di transizione”, in cui i pericoli che minacciano l’individuo, il mondo e il loro futuro sono molto grandi.

Ma questo periodo di crisi, che, in realtà, è la modernità, è allo stesso tempo portatore di grandi speranze, poiché può comunque condurre l’uomo a gradi di coscienza mai raggiunti prima: “l’era dello Spirito Santo”, che profeticamente san Pietro ha indicato come i “nuovi cieli e una nuova terra dove dimorerà la verità”.

L’idea che, all’interno della tradizione cristiana exoterica, esista una tradizione gnostica ed una esoterica rivelata da Gesù direttamente ai suoi apostoli, poi trasmessa dagli stessi attraverso alcuni padri della Chiesa e ai loro successori, è un luogo comune della letteratura gnostica che il nostro autore fa proprio.

Questi maestri, che conservano la vera tradizione del sacro insegnamento, avuto direttamente dagli apostoli Pietro, Giacomo, Giovanni e Paolo, tramandati di padre in figlio, sono giunti a noi per offrirci i semi che consentono l’accesso alla Tradizione, originariamente trasmessa in modo esclusivamente orale. Ciò in quanto l’ermetizzazione della scienza esoterica, della quale il Pentateuco e i Vangeli sono una testimonianza, è praticata da tempo immemorabile.

Mouraieveff sostiene che esiste una gnosi ortodossa, che riferisce il suo insegnamento basandosi sulla possibile perfettibilità dell’uomo, contenuta nella tradizione, preservata nella sua purezza originaria, in particolare nei monasteri greci e russi, che cerca di svelare in “Gnosis”, nelle “Stromates” e nella pratica insegnata a C.E.C.E..

Gnosi e tradizione che, attraverso la sua opera basata sulla tradizione ortodossa orientale, Mouravieff ci aiuta a ricevere e percepire soprattutto riguardo quanto tramandatoci dalla tradizione primordiale, grazie a cui la conoscenza può essere acquisita e dalla quale le susseguenti tradizioni affondano le loro radici e ricavano la loro linfa. Comprese quelle a noi meno distanti e meno sconosciute, quali la tradizione islamica, cristiana ed ebraica, anch’esse utili, seppur complementari, per il compimento del lavoro personale che ciascuno di noi può, a tal riguardo, svolgere.

Autore

  • Augusto Vasselli

    Augusto Vasselli, già funzionario della Banca d’Italia, esperto in supervisione bancaria, ricerca economica e amministrativa. Presidente e amministratore di diverse società e vari consessi associativi, fra i quali il soggetto editore del quotidiano “Nuovo Giornale Nazionale”.

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