Due misure che potrebbero cambiare il volto dell’Europa
Le democrazie europee possono e devono dare alcune risposte politiche nette, inequivocabili, che indichino la fine definitiva della fase che ha portato l’Unione Europea al tracollo in nome di leader insulsi e di un europeismo tanto vuoto quanto fallimentare.
Indico qui due misure che potrebbero essere varate entro la fine dell’anno e dare già il senso di tutta un’altra Europa.
1. No Sharia Laws.
La Sharia deve essere tassativamente e legalmente vietata in Europa, sia nelle sue prescrizioni legislative sia nei costumi che le appartengono.
Traduzione: drastica fine di ogni discriminazione di genere, sesso e religione dettata dal fondamentalismo musulmano; chiusura delle Moschee e dei “Centri culturali” non verificati e controllati, dei loro riti e delle loro riunioni; espulsione di coloro che pretendono di praticare e imporre usi e costumi della Sharia nei Paesi dei quali sono ospiti, dal Burqa alle imposizioni ai bambini.
2. Hub per lo Sviluppo.
Già 5 Paesi europei – Danimarca, Austria, Germania, Paesi Bassi e Grecia – hanno concordato un modello comune di centri di rimpatrio da negoziare con Paesi non UE, che prevedono di essere pronti entro il 2027 a trasferire migranti irregolari in centri costruiti al di fuori dell’Unione Europea.
L’annuncio è arrivato dopo una riunione a Copenaghen dei rispettivi Ministri dell’Interno.
“Il principio guida adottato oggi costituisce la base per essere pronti a trasferire i primi migranti irregolari in un Paese partner al di fuori dell’UE nel 2027 – ha dichiarato il ministro danese per la Migrazione Morten Bøds – “questi Centri non saranno campi di detenzione ma strutture in cui i Paesi partner offrono ai migranti irregolari una nuova possibilità”.
I cinque Paesi potrebbero offrire fondi aggiuntivi, partenariati commerciali o altri incentivi ai Paesi partner.
“Il nostro obiettivo comune è spingere la migrazione illegale verso lo zero”, ha aggiunto il ministro austriaco Gerhard Karner.
Già un primo passo, che, tuttavia, deve puntare sulla chiarezza della strada da percorrere: la nuova Europa deve mirare a concreti centri e piattaforme di Sviluppo da creare nei Paesi che oggi versano nelle peggiori condizioni di miseria e fuga disperata verso il Nord del Mondo.
Le condizioni politiche per pensare e creare tutta un’altra Europa sono oggi riunite. In Francia, Gran Bretagna, Spagna, Germania, Italia, Danimarca esistono vaste maggioranze elettorali che chiedono queste scelte politiche.
Se le si vuole ascoltare occorre procedere ora, con decisione.
Se le si vogliono snobbare e criminalizzare, come accaduto sino a oggi, nessuno si strappi più i capelli per le vittorie plebiscitare di AfD, del Reform Party, del Rassemblement lepenista e del vannaccismo ovunque sorto e propagatosi.





