Un vento nuovo soffia sull’Europa
Mentre la tempesta di AfD che si è abbattuta sulla Germania, sta scuotendo in profondità le fondamenta della fragile leadership del cancelliere Merz, non sembrano vacillare le granitiche certezze di Bruxelles.
L’onda del voto popolare a favore di AfD proviene dalla intera Germania orientale e non certamente unicamente dal piccolo Land della Sassonia-Anhalt e, come tutti gli analisti tedeschi gridano nel vuoto da mesi, si sta diffondendo in molte regioni della Germania occidentale.
AfD oggi rappresenta, con distacco, il primo partito nell’intera Repubblica federale tedesca, tutti lo sanno e non solo a Berlino, anche se tacciono, negando l’evidenza.
Quando oltre il 60 per cento dei tedeschi della Sassonia-Anhalt – AfD e i tre movimenti politici di sinistra – si esprime chiaramente contro tutti i partiti della coalizione di governo guidato da Merz, non siamo più di fronte a un fenomeno isolato, da minimizzare, da ridicolizzare, da ghettizzare, da schernire o da ignorare; siamo di fronte a un netto rifiuto delle scelte politiche condotte da un governo, assolutamente incapace di intercettare le legittime istanze di una popolazione irritata, in parte infuriata, insicura, disorientata e impaurita dai venti di guerra che imperversano in Europa.
Le dichiarazioni di Merz, come vedremo, sorpreso e incredulo all’indomani della storica sconfitta, appaiono sintomatiche di una crisi politica di proporzioni ben oltre i confini tedeschi, evidenziando il sostanziale fallimento delle politiche non solo di Berlino ma anche di Bruxelles.
Il governo Merz è chiaramente apparso nella sua dorata torre d’avorio, totalmente incapace di ascoltare il sentimento e il bisogno popolare, di percepire gli effetti di una crisi profonda che investe, non certo da oggi, l’intera Germania, colpendo tutte le fasce sociali, incidendo negativamente nel mondo del lavoro e dell’industria, demolendo in parte il welfare, rendendo complessi e conflittuali i rapporti sociali e inter etnici, diffondendo la percezione di una minor sicurezza e il timore di una guerra non voluta contro la Russia.
Mentre a Berlino si discute, la Volkswagen ha confermato la chiusura definitiva di quattro stabilimenti produttivi tedeschi: Emden, Zwickau, Hannover e Neckarsulm a causa di mancanza di redditività e competitività .
Contemporaneamente in Russia e Ucraina sono ripresi i bombardamenti e incombe il silenzio sostanziale sugli esiti degli incontri dei rappresentanti di Trump a Mosca e Kiev.
Tuttavia, come vedremo, molto diverse ci appaiono le prime reazioni che ci giungono dai palazzi presidenziali della Russia e dell’Ucraina.
In tale cornice, il fango nauseante della corruzione pervade la dilaniata Ucraina, umiliando la popolazione logorata da una guerra infinita e da un meccanismo perverso, caratterizzato da una politica clientelare che pervade da molti anni, dobbiamo riconoscerlo e ricordarlo, l’intera società ucraina.
La notizia delle improvvise dimissioni del Procuratore Generale Ruslan Kravchenko ne testimoniano l’ampiezza e la gravità, confermando la sistematicità di un clientelismo, ora unicamente perfezionato e agevolato dalle ondate di miliardi che giungono da anni, senza sostanziale controllo, sui tavoli imbanditi degli assetati oligarchi, politici e faccendieri di turno.
La crisi politica che investe l’Europa ovviamente è interconnessa con la guerra in Ucraina e con la stagnazione del conflitto in Iran. Gli Stati Uniti cercano un dialogo con Kiev e Mosca, cercano una soluzione possibile, mentre da Bruxelles continuano a montare pericolosi venti di guerra.
Germania: Merz afferma che il risultato dell’AfD “cambia tutta la Germania”.
Lo stralcio di recente articolo che vi propongo, edito dalla Deutsche Welle, (DW), ci aiuta a meglio comprendere l’impatto del risultato elettorale in Sassonia-Anhalt. Le prime dichiarazioni rese dal Cancelliere testimoniano la gravità del momento.
Leggiamo insieme:
Un Friedrich Merz visibilmente scosso ha parlato a Berlino della vittoria elettorale dell’AfD in Sassonia-Anhalt e dell’amara sconfitta della CDU. Ha insistito nel voler portare avanti le sue riforme.
Ci sono situazioni in cui politici che non hanno più nulla da dirsi si presentano comunque insieme davanti alla stampa. È stato certamente il caso del cancelliere Friedrich Merz (CDU) e del suo collega di partito, Sven Schulze, presidente del Land della Sassonia-Anhalt, quando hanno discusso i risultati delle elezioni statali di domenica.
Hanno descritto i risultati come una catastrofe per l’ Unione Cristiano Democratica (CDU), un terremoto, un disastro. Merz è apparso scosso e devastato, per usare un eufemismo.
Ha ringraziato Schulze per il lavoro svolto durante la campagna elettorale. Poi Merz ha aggiunto: “Ieri non è cambiato nulla solo in Sassonia-Anhalt, ma in tutta la Germania. Ciò avrà ripercussioni, anche a livello internazionale”.
Questo perché i vincitori delle elezioni statali, il partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD), si oppongono al sostegno all’Ucraina di fronte alla guerra di aggressione della Russia, e molti politici dell’AfD mantengono stretti legami con il governo del presidente russo Vladimir Putin, ha spiegato Merz.
Parlando dell’AfD, Merz ha adottato un tono quasi di sfida. Le maggioranze possono cambiare, ha affermato, e i democratici devono sempre esserne consapevoli e accettarlo.
Merz ha affermato che è sconvolgente che oltre il 60% degli elettori in Sassonia-Anhalt abbia scelto partiti che non rispettano lo stato di diritto in Germania.
Merz si riferiva non solo all’AfD, ma anche al partito socialista Die Linke e all’Alleanza dei Wagenknecht della Sahara (BSW), che si è separata dal partito Die Linke su questioni che accomunano la BSW all’AfD.
Al contrario, il cancelliere ha affermato che il suo governo difenderà sempre i valori della costituzione tedesca: “Nel nostro Paese, questi valori non sono oggetto di discussione. Il potere si concede, non si conquista. E la minoranza non è nemica della maggioranza”.
Nel tentativo di rassicurare i partner internazionali della Germania nell’UE e nella NATO, ha affermato: “Sappiamo che la Germania ha una responsabilità particolare a causa della sua storia. Difenderemo sempre il nostro ordine politico e il nostro solido ancoraggio in Europa”.
In piedi accanto a lui, Schulze è rimasto in silenzio. La sera precedente, la sera delle elezioni, molto tempo dopo che la sua sconfitta era ormai chiara, Schulze aveva ripetutamente sottolineato in numerose dichiarazioni che la diffusa insoddisfazione dell’opinione pubblica nei confronti del governo Merz a Berlino gli aveva inferto un duro colpo.
Per ora, lo scenario peggiore è stato evitato per un soffio: l’AfD non ha la maggioranza assoluta nel parlamento statale di Magdeburgo, ma solo per un margine ristrettissimo.
E questo rappresenta un problema per Friedrich Merz: il malcontento sta crescendo, persino tra le sue fila. Riuscirà a impedire ai singoli parlamentari della CDU in Sassonia-Anhalt di votare – contro la linea ufficiale del partito – per eleggere Ulrich Siegmund, il vincitore delle elezioni dell’AfD, a capo del governo?
In caso contrario, entrambe le posizioni di potere di Merz sarebbero seriamente a rischio: la sua carica di presidente del partito e il suo seggio alla Cancelleria. Tuttavia, ancora oggi Merz difende le difficili riforme intraprese dal suo governo.
Una di queste riforme è la revisione del sistema pensionistico, cronicamente in deficit, che comporterà grandi difficoltà per molti tedeschi e che ha incontrato una forte opposizione durante la campagna elettorale.
La sera delle elezioni, il vicecancelliere e leader del Partito Socialdemocratico (SPD) di centrosinistra, Lars Klingbeil, ha suggerito di rivalutare le riforme in seguito alla sconfitta del governo di coalizione a Berlino. Tuttavia, Merz non ha accennato a un simile cambio di rotta.
AfD mostra fiducia
Poche ore prima dell’arrivo del cancelliere presso la sede della CDU, l’AfD è salita sul palco della Conferenza stampa federale. Il principale candidato in Sassonia-Anhalt, Ulrich Siegmund, ha ringraziato sarcasticamente i media, che durante la campagna elettorale lo avevano ampiamente dipinto come una minaccia alla democrazia e allo stato di diritto.
“È stato anche grazie a voi che ce l’abbiamo fatta”, ha detto Siegmund, aggiungendo: “Grazie mille per l’ottima copertura durante questa campagna elettorale”.
Ad esempio, l’influente rivista di informazione Der Spiegel aveva recentemente definito il politico dell’AfD “l’uomo più pericoloso della Germania” in un articolo di copertina ampiamente diffuso.
Siegmund, rivolgendo lo sguardo trionfante alla sala gremita, ha dichiarato: “Mai prima d’ora c’è stato un divario così ampio tra quei media che cercano di dettarci, qui in Sassonia-Anhalt, come dovremmo vivere e la realtà della vita per la gente di questo Stato”.
Siegmund ha evitato di rispondere alla domanda se il risultato elettorale costituisca un chiaro mandato per il suo partito a formare un governo, anche senza una maggioranza propria, se necessario, o eventualmente con il tacito sostegno dell’Alleanza Sahra Wagenknecht (BSW), di orientamento populista e di sinistra.
https://www.dw.com/en/chancellor-merz-says-afd-result-changes-all-of-germany/a-79150560
Germania: Weidel attacca Merz: “Un fardello per la Germania”
Le prime dichiarazioni rese dalla co-leader di AfD, come vedremo, non sembrano lasciare spazio a equivoci. Il progetto di AfD appare chiaro: conquistare la maggioranza parlamentare a Berlino. Pertanto, il successo in Sassonia appare per AfD unicamente il primo tassello di un mosaico decisamente più ampio.
Leggiamo insieme:
Alza il tiro su Berlino la copresidente dell’AfD, Alice Weidel, lunedì in conferenza stampa nella capitale tedesca dopo il trionfo del suo partito alle elezioni in Sassonia-Anhalt. L’onda non si ferma al Land perché, ha proseguito la 47enne, “la CDU ha subito una débâcle, un risultato che si riflette a livello federale, le persone hanno perso la fiducia”.
Nel mirino Weidel inquadra Friedrich Merz, da lei definito “un fardello”: “Mai un cancelliere è stato così impopolare, come Merz, che è diventato un pesante handicap per lo sviluppo prospero della Germania”, ha detto, assicurando che il suo partito anti-immigrazione punta ad almeno il 40% alle prossime elezioni legislative previste nel 2029.
Merz: “Non possiamo continuare come prima”
Poco dopo le 13.00 è giunta anche la prima reazione del cancelliere Friedrich Merz che parla di una CDU vacillante e di un impatto anche a livello nazionale del risultato in Sassonia-Anhalt: “Questo scuote il nostro partito fin nelle sue fondamenta. Non possiamo semplicemente continuare come prima, né io, né il governo federale”, ha affermato Merz, secondo il quotidiano Bild.
“Abbiamo una Costituzione forte, disponiamo di tutti gli strumenti per difenderla contro un governo regionale di estrema destra, ma il nostro sistema partitico sta subendo uno sconvolgimento”, ha detto ancora il cancelliere. Merz ha detto anche, con tono autocritico, che la CDU non è riuscita a “stabilire un contatto emotivo con la gente”.
Il partito ha perso “in modo drammatico” le elezioni secondo il cancelliere, che ha fatto un appello alla coesione: “Ce la possiamo fare solo se parleremo apertamente dei problemi all’interno della dirigenza”.
Siegmund a caccia di tre seggi per governare
Guarda, ovviamente, più alle manovre per trovare una maggioranza che consenta di governare nel Land, il Ieader del partito per la Sassonia-Anhalt, Ulrich Siegmund.
Il quale ha detto che dopo il suo risultato “storico” del 44%, sono in corso negoziati per trovare in altri schieramenti i tre eletti che gli mancano per avere la maggioranza assoluta necessaria alla formazione di un governo regionale stabile.
“Avvieremo naturalmente delle discussioni e vedremo se ci saranno gruppi parlamentari oppure deputati che vorranno assumersi con noi questo compito storico”, ha detto.
“Mi rallegro dei colloqui che sono già stati abbozzati questa notte”, ha aggiunto Siegmund, che potrebbe voler sottrarre degli eletti al partito conservatore (CDU) e contare sul sostegno, almeno tacito, del BSW, formazione di sinistra che, in politica estera, ha le stesse posizioni filo-russe e anti-atlantiste dell’AfD.
Chrupalla attacca il sostegno tedesco all’Ucraina
Sempre davanti alla stampa, la co-presidente dell’AfD Weidel ha ripreso i suoi temi preferiti: “I tedeschi non vogliono più lo status quo. Non vogliono più l’immigrazione illegale, le frontiere aperte, l’esplosione della criminalità legata agli stranieri, il rifiuto di espellere le persone in situazione irregolare e una politica energetica catastrofica che comporta prezzi dell’energia tra i più elevati al mondo. Non vogliono nemmeno una deindustrializzazione galoppante”, ha martellato.
Il suo fianco, l’altro co-presidente, Tino Chrupalla, ha denunciato il sostegno finanziario all’Ucraina, accusando Berlino di “trasferire le entrate fiscali all’estero piuttosto che destinarle alla nostra stessa popolazione”.
Merz non ha risposte valide, mentre l’estrema destra punta alla sua caduta.
Desidero proporvi sul tema, infine, un breve editoriale edito dal Think Tank americano Politico, come noto decisamente influente.
Si afferma che:
L’estrema destra tedesca sta cercando di trasformare la sua schiacciante vittoria elettorale in un colpo decisivo contro Friedrich Merz e i suoi conservatori in difficoltà, e il cancelliere sembra non sapere come reagire.
Merz sembrava non avere un piano chiaro per salvare se stesso e il suo partito mentre il suo governo affronta la più grande crisi politica di sempre, al di là di vaghe promesse di diventare un politico migliore e più empatico dopo 16 mesi di mandato come cancelliere.
«Siamo tutti profondamente scioccati», ha dichiarato Merz lunedì, dopo che il partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) ha raggiunto un nuovo record nelle elezioni del fine settimana in Sassonia-Anhalt, mentre il sostegno alla sua Unione Cristiano Democratica ( CDU) è calato di oltre la metà.
«Questa è la peggiore sconfitta elettorale subita dalla CDU da anni, se non da decenni», ha aggiunto il cancelliere. «Naturalmente, ci saranno delle conseguenze».
Ma quali saranno le conseguenze resta incerto. Gli scarsi indici di gradimento di Merz e la convincente vittoria dell’AfD hanno alimentato le speculazioni su un possibile Kanzlertausch , ovvero uno scambio di cancellieri, per risollevare le proprie sorti politiche.
Lunedì, però, Merz ha dichiarato che rimarrà in carica e proseguirà con le riforme economiche che, a suo dire, sono attese da tempo e che, col tempo, risolveranno i problemi economici del Paese.
L’AfD non ha fatto mistero della sua intenzione di trasformare la sconfitta elettorale in una disfatta ancora più grande per Merz.
Il partito di estrema destra sta apertamente corteggiando i parlamentari conservatori della Sassonia-Anhalt affinché passino nelle sue fila: una strategia volta non solo ad assicurarsi i tre seggi aggiuntivi necessari per governare da solo, ma anche a frammentare i conservatori e a minare il controllo di Merz sul suo partito.
“Il blocco conservatore non sarà mai più in grado di vincere le elezioni federali, questo è un dato di fatto”, ha dichiarato lunedì a Berlino Alice Weidel, co-leader nazionale dell’AfD. “Il divario tra noi e loro è già del 10%, e il mio obiettivo dichiarato è di ampliarlo significativamente nel più breve tempo possibile”.
Lunedì Merz ha ammesso di essere parte del problema. Secondo un exit poll per la televisione pubblica tedesca, solo il 9% degli elettori in Sassonia-Anhalt ha approvato il suo operato come cancelliere.
«So che anche la mia persona è stata un tema ricorrente in questa campagna elettorale», ha affermato Merz. I tedeschi sono preoccupati per il loro benessere economico e la loro sicurezza in questi tempi turbolenti, ha proseguito, aggiungendo: «Dobbiamo cercare – me compreso – di entrare in contatto più profondamente con le persone, comprendendo tutta la gamma delle loro emozioni».
La pressione su Merz è destinata ad aumentare nelle prossime settimane, soprattutto in vista delle elezioni che si terranno il 20 settembre in due regioni orientali.
La CDU di Merz si avvia verso una netta sconfitta nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, dove l’AfD è in vantaggio su tutti gli altri partiti. A Berlino, dove la CDU è attualmente al governo, il partito rischia di perdere il potere a favore di una coalizione di partiti di sinistra.
https://www.politico.eu/article/germany-afd-election-victory-friedrich-merz-cdu-political-crisis/
Musk festeggia, Tusk si dispera: come il mondo ha reagito alla vittoria elettorale dell’AfD.
Il miliardario del settore tecnologico Elon Musk ha applaudito alla vittoria dell’estrema destra tedesca in Sassonia-Anhalt domenica, un risultato che ha scosso l’establishment politico del paese e tutta Europa.
“Ben fatto!” ha scritto Musk su X in risposta all’apprezzamento espresso dalla co-leader di Alternative für Deutschland, Alice Weidel, nei confronti del candidato di punta Ulrich Siegmund. Siegmund ha ringraziato il miliardario per il suo “sostegno” e ha ventilato una futura collaborazione, affermando che la Germania potrebbe tornare a essere “un luogo in cui vale la pena investire” se il partito dovesse conquistare il potere in Sassonia-Anhalt.
Musk ha sostenuto l’AfD per anni, anche durante la campagna per le elezioni federali tedesche del 2025. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha avuto un rapporto turbolento con il cancelliere Friedrich Merz e lo ha attaccato pubblicamente questa primavera per le critiche di Berlino alla politica statunitense nei confronti dell’Iran, ha pubblicato su Truth Social uno screenshot senza commenti del risultato previsto per domenica sera.
L’AfD ha infine ottenuto circa il 44% dei voti e 39 degli 83 seggi – tre in meno della maggioranza assoluta – realizzando il suo miglior risultato di sempre alle elezioni statali e avvicinandosi più di qualsiasi altro partito di estrema destra dalla Seconda Guerra Mondiale alla possibilità di governare uno stato tedesco.
Il risultato ha scatenato l’esultanza degli alleati del partito in tutta Europa. Il vice primo ministro italiano di destra Matteo Salvini si è congratulato con il suo “amico” Weidel e ha dichiarato: “Un’altra Europa è possibile”. Il leader dell’estrema destra austriaca Herbert Kickl ha affermato che gli elettori hanno abbattuto il “muro” politico attorno all’AfD, mentre il direttore di Vox in Spagna, Santiago Abascal, ha scritto su X che il risultato rappresentava “una grande speranza per la Germania e per l’Europa”.
Rupert Lowe, leader dell’ala più estrema destra di Restore Britain, ha definito l’AfD “un’ispirazione”. Anche il leader dell’estrema destra olandese Geert Wilders si è congratulato con il partito dopo la pubblicazione dei risultati elettorali.
In particolare, il leader populista e nazionalista britannico Nigel Farage non aveva ancora commentato pubblicamente il risultato lunedì mattina, e anche i leader di estrema destra francesi Marine Le Pen e Jordan Bardella sono rimasti in silenzio.
Mentre Musk e la destra europea esultavano, i pesi massimi del centro e della sinistra in tutto il continente lanciavano l’allarme.
Il ministro francese per gli affari europei e esteri ha definito l’AfD una forza politica “neonazista, antieuropea e filo-Putin” il cui programma rappresenta “un tradimento dello spirito europeo”, e ha invitato “tutti coloro che rifiutano il veleno dell’estremismo” a “dare una risposta urgente” alle grida di rabbia degli elettori.
Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha descritto il risultato come “un avvertimento che la minaccia degli ultras sta guadagnando terreno in Europa e nel mondo”. Il leader socialista ha sostenuto che ciò dimostra perché la coalizione progressista spagnola sia “più necessaria che mai”.
Il primo ministro polacco Donald Tusk ha scritto su X che in Polonia “solo gli idioti o i traditori” potrebbero festeggiare il risultato. Il ministro francese per gli Affari europei Benjamin Haddad lo ha definito “un momento grave per l’Europa”, avvertendo che “nazionalismo e xenofobia non saranno mai una soluzione”.
Jean-Luc Mélenchon, leader del partito di sinistra France Insoumise, ha definito il ritorno dell’AfD una “dimostrazione catastrofica della cecità dei politici centristi europei” e ha affermato: “Questo disastro è opera loro”.
https://www.politico.eu/article/elon-musk-donald-tusk-alternative-for-germany-afd-win-saxony-anhalt/
Ucraina: Dichiarazione del Presidente dell’Ucraina durante una conferenza stampa congiunta con gli inviati del Presidente degli Stati Uniti.
Nell’ultimo discorso pubblicato dalla Presidenza della Repubblica ucraina, Zelensky appare ondivago, accelerazioni e continue frenate caratterizzano il suo ragionamento, la sua esposizione. La richiesta di missili e gas uniti alla futura spartizione di territori, sembrano emergere come i temi fondamentali. A Kiev si è avuta l’impressione che i colloqui non siano andati come si sperava. Questa sensazione è stata ulteriormente confermata attraverso successive dichiarazioni rese alla stampa da Zelensky nelle quali, come vedremo, non mancano riferimenti astuti ai rapporti intercorrenti tra Trump e Putin.
Leggiamo insieme:
Steve, Jared, grazie mille per essere venuti. Oggi sono con noi anche i rappresentanti dei nostri leader europei: Jonathan, Emmanuel e Günter. Grazie mille a tutti per essere qui.
Oggi abbiamo avuto tre round di negoziati, tutti molto sostanziali. Innanzitutto, voglio ringraziare Steve e Jared per essere qui con noi oggi. Grazie per essere venuti, e siamo grati al Presidente degli Stati Uniti per la vostra presenza a Kiev. Oggi avete lavorato persino meglio dei sistemi Patriot per i nostri cittadini qui nella capitale. Grazie. Vi preghiamo di tornare a trovarci più spesso, e la nostra gente avrà una possibilità, una possibilità di vivere un po’ meglio. Abbiamo avuto delle discussioni davvero proficue. E anche se a volte scherziamo sul Patriot, comprendiamo comunque che si tratta di una questione molto urgente e molto importante per noi.
Grazie per aver dedicato oggi sufficiente attenzione al periodo invernale e a tutte le sfide che potrebbero presentarsi. Speriamo vivamente di poter raggiungere un accordo con i nostri partner americani in questo ambito e confidiamo nel sostegno dei partner europei qualora la guerra dovesse protrarsi anche in inverno. Per ora, questa è la situazione, tuttavia i team di oggi valutano positivamente le nostre possibilità future. Pertanto, se la guerra dovesse continuare anche in inverno, contiamo molto sul pacchetto invernale, di cui ho discusso in dettaglio oggi con Steve, Jared e i nostri partner europei. Contiamo molto su questo tipo di supporto, sia per la difesa aerea che per il settore energetico. Come sapete, contiamo su ingenti quantitativi di GNL americano e sulla capacità di utilizzarli. Credo che tutto dipenda da noi, e i nostri partner ci sostengono in questo.
Sono grato che, dopo una pausa così lunga in qualsiasi formato di negoziato – e possiamo preferire certi formati di negoziato, ma ciò nonostante, è peggio quando non ci sono affatto formati di negoziato – voglia riconoscere il ruolo di Steve e Jared nel riavviare oggi il processo negoziale. Erano in Russia, e penso che sarebbe opportuno che Jared e Steve parlassero in dettaglio della Russia. Credo che saranno in grado di rispondere alle vostre domande in seguito.
Ma è importante che la squadra americana abbia incontrato il capo della Russia, e oggi anche me, e che abbiamo discusso di tutte le possibilità, le possibilità di ripristinare il processo. Abbiamo avuto un incontro trilaterale, come ricorderete, e questo incontro dei consiglieri per la sicurezza nazionale. E credo che faremo tutti il possibile – tutte le parti – per riprendere questi negoziati.
La questione territoriale rimane, a mio avviso, rilevante, e vi sto dando la mia opinione. Questo non significa che ne abbiamo discusso a lungo, ma abbiamo avuto l’opportunità di parlarne approfonditamente. E credo che, in ogni caso, questioni così complesse si possano risolvere. Continuo a sostenere che questioni così complesse possano essere risolte solo a livello di leadership. Ma la cosa principale è che oggi abbiamo l’opportunità di discutere di tutto: garanzie di sicurezza, e stiamo effettivamente parlando del futuro dell’Ucraina. E tutti noi vogliamo – siamo qui uniti – che la guerra finisca il prima possibile. Stiamo parlando di un piano di prosperità. Non stiamo parlando solo di garanzie di sicurezza, ma anche di garanzie economiche per l’Ucraina, per riprendersi e ricostruire. Tutti noi comprendiamo le sfide che ci attendono una volta terminata la guerra. Ne stiamo discutendo tra di noi; le comprendiamo. Il nostro esercito deve essere forte, e per noi questa è una garanzia di sicurezza fondamentale. E tutto ciò richiede risorse.
Lo capite benissimo, lo capiamo tutti, ed è per questo che le garanzie per l’Ucraina devono essere solide e chiare. La metterei così: garanzie che la guerra non tornerà. In ogni caso, non dobbiamo temere alcuna sfida futura.
Credo sia importante anche che i colleghi europei si siano uniti a noi per la terza parte dei nostri negoziati, e abbiamo concordato che Ucraina, Europa e Stati Uniti si incontreranno a breve. Non so dove si terrà l’incontro: in Europa, negli Stati Uniti, o forse di nuovo qui, Steve – a quanto ho capito, gli è piaciuto il nostro treno – quindi forse di nuovo in Ucraina. Ma in ogni caso siamo aperti a qualsiasi possibilità. È stato un piacere incontrarti. Grazie per essere qui oggi. Sempre il benvenuto.
https://www.president.gov.ua/en/news/zayava-prezidenta-ukrayini-pid-chas-spilnogo-z-predstavnikam-106269
Ucraina: Secondo Zelensky, Putin potrebbe cercare di dare a Trump una vittoria diplomatica prima delle elezioni di medio termine americane.
Secondo quanto affermato dal presidente russo Volodymyr Zelensky in un’intervista ad Axios pubblicata il 7 settembre, il presidente russo Vladimir Putin potrebbe star cercando di evitare di inimicarsi il presidente statunitense Donald Trump e potrebbe essere disposto a concedergli una vittoria diplomatica in vista delle prossime elezioni di medio termine.
Le dichiarazioni di Zelensky fanno seguito a una nuova tornata di colloqui di pace mediati dagli Stati Uniti e guidati dagli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, a Kiev e Mosca.
Alla domanda se Putin volesse concedere a Trump un successo diplomatico prima delle elezioni, Zelensky ha risposto: “Sì”.
“La mia sensazione è che Putin abbia bisogno di Trump“, ha detto Zelensky ad Axios, aggiungendo che il leader russo non vuole inimicarsi il presidente degli Stati Uniti.
Negli ultimi mesi Trump si era in gran parte tenuto alla larga dalla diplomazia attiva con l’Ucraina, prima dell’ultima iniziativa di pace guidata dagli Stati Uniti , che non ha prodotto alcuna svolta.
Il 5 settembre, Witkoff e Kushner hanno incontrato Putin a Mosca per oltre tre ore, prima di recarsi a Kiev il giorno successivo per colloqui con Zelensky. Al termine degli incontri, gli inviati hanno dichiarato di auspicare la possibilità di avviare a breve colloqui trilaterali con Kiev, Mosca e Washington.
Il rinnovato impegno diplomatico si è esteso oltre i colloqui tra Witkoff e Kushner. Secondo Downing Street, il 7 settembre Trump ha anche discusso con il Primo Ministro britannico Andy Burnham della necessità di continuare a lavorare per un cessate il fuoco.
La valutazione di Zelensky sulla posizione di Putin fa eco ai commenti precedenti del capo di gabinetto presidenziale Kyrylo Budanov, il quale aveva suggerito che la ripresa dei negoziati avrebbe potuto accelerare a fine settembre, pochi giorni dopo le elezioni parlamentari russe e poche settimane prima delle elezioni di medio termine statunitensi.
Nonostante la rinnovata attività diplomatica e il coinvolgimento degli Stati Uniti della scorsa settimana, la Russia ha finora mostrato scarsa propensione al compromesso. Fonti hanno riferito al Kyiv Independent che Putin rimane restio a concessioni significative e sembra puntare su un altro inverno difficile come strategia per aumentare la pressione sull’Ucraina.
Zelensky ha dichiarato ad Axios di ritenere che le settimane che precedono l’inverno potrebbero offrire una finestra di opportunità per un rinnovato dialogo diplomatico, pur rimanendo scettico sulla disponibilità di Mosca a fare concessioni significative. Ha inoltre avvertito che Putin potrebbe invece cercare di costringere Kiev alla capitolazione intensificando la pressione durante l’inverno.
Gli Stati Uniti stanno valutando possibili misure di de-escalation prima e durante l’inverno, comprese proposte riguardanti le infrastrutture energetiche, le spedizioni di cereali, gli impianti elettrici e le esportazioni di petrolio e gas, ha affermato Zelensky.
Lo scorso inverno, ripetuti attacchi russi hanno gravemente danneggiato il sistema energetico ucraino, mettendo fuori uso 9 gigawatt di produzione a livello nazionale e costringendo migliaia di residenti di Kiev ad affrontare una stagione senza riscaldamento o elettricità affidabili, con temperature che hanno raggiunto i -25 gradi Celsius (-13 Fahrenheit).
https://kyivindependent.com/putin-may-seek-to-give-trump-diplomatic-win-before-us-midterms-zelensky-says/
Ucraina: Il procuratore generale dell’Ucraina si dimette in seguito a un grave scandalo di corruzione.
Il procuratore generale ucraino Ruslan Kravchenko ha dichiarato il 7 settembre di aver presentato le proprie dimissioni al presidente Volodymyr Zelensky e al parlamento.
“Si tratta di una decisione politica. E l’ho presa consapevolmente”, ha annunciato Kravchenko . “Non voglio che la carica di procuratore generale venga utilizzata come strumento di scontro politico”, ha aggiunto.
Kravchenko ha affermato che la sua posizione in merito alle accuse a suo carico rimane invariata, ribadendo di non essere coinvolto nel presunto complotto. Nell’annunciare le sue dimissioni, Kravchenko ha anche ringraziato i pubblici ministeri che lavorano in tutto il paese.
“Ringrazio i miei colleghi che svolgono il loro lavoro con onestà. Coloro che rappresentano l’accusa in tribunale, lavorano con le vittime, documentano i crimini russi e difendono gli interessi dello Stato”, ha dichiarato Kravchenko.
L’annuncio segna un’inversione di rotta rispetto a quanto affermato in precedenza, il 7 settembre, quando Kravchenko aveva dichiarato di non avere intenzione di dimettersi in seguito a un’indagine su un presunto racket di estorsione che coinvolgeva call center fraudolenti e alti funzionari della Procura generale.
Il 5 settembre , l’Ufficio nazionale anticorruzione (NABU) e la Procura specializzata anticorruzione (SAPO) hanno annunciato di aver scoperto un sodalizio criminale, guidata da un non meglio precisato alto funzionario della Procura generale, che proteggeva call center fraudolenti e riciclava da almeno un anno milioni di grivne.
Secondo gli inquirenti, il gruppo si sarebbe formato a metà del 2025 e comprendeva procuratori in carica e collaboratori esterni alla Procura Generale. Il gruppo avrebbe ricevuto sistematicamente tangenti in cambio del permesso di operare indisturbato a call center fraudolenti che prendevano di mira ucraini e stranieri.
Gli inquirenti sostengono che i proventi del piano siano stati riciclati attraverso l’acquisto di immobili, beni intestati a terzi e conti bancari appartenenti a complici. Finora sono stati identificati cinque presunti membri dell’organizzazione.
L’Agenzia nazionale anticorruzione ucraina (NABU) ha arrestato Serhii Kropyva, vice capo del dipartimento di cooperazione internazionale della Procura generale, in relazione al caso.
Il 7 settembre, l’Alta Corte anticorruzione ucraina ha disposto la custodia cautelare di Kropyva fino al 2 novembre, fissando la cauzione a 120 milioni di grivne (2,7 milioni di dollari).
Kropyva è sospettato di riciclaggio di denaro per un valore superiore a 89 milioni di grivne (2 milioni di dollari) ed è stato sospeso dalle sue funzioni. Un’altra sospettata, Yelyzaveta Ivakhnenko, è stata anch’essa arrestata e rilasciata su cauzione a 20 milioni di grivne (450.000 dollari).
Le registrazioni diffuse dal NABU fanno riferimento anche a una persona identificata come il “capo”, che avrebbe protetto il gruppo, il cui patronimico è Andriiovych e che in precedenza era a capo del Servizio Tributario Statale: dettagli che corrispondono a Kravchenko. Il NABU non ha ancora identificato pubblicamente Kravchenko come sospettato nel caso.
In un’udienza del 6 settembre, un procuratore della SAPO ha anche menzionato lo stretto rapporto tra Kropyva e Kravchenko. Gli atti processuali sostengono che Kropyva abbia organizzato dei lavori di riparazione in una casa a Kozyn, un quartiere residenziale di lusso a sud di Kiev dove vive Kravchenko; quest’ultimo ha poi affermato che la sua famiglia affitta l’immobile.
Kravchenko, il cui ufficio è stato perquisito nell’ambito dell’indagine, ha negato qualsiasi coinvolgimento il 6 settembre, affermando di non aver mai incaricato nessuno di agevolare l’attività di call center illegali né di aver usato la sua posizione per proteggerli
https://censor.net/ua/news/4022265/kravchenko-pishov-u-vidstavku-na-tli-operatsiyi-karfagen
https://kyivindependent.com/breaking-ukraines-prosecutor-general-resigns-amid-major-corruption-scandal/
https://www.pravda.com.ua/eng/news/2026/09/08/8052372/
Russia: Incontro con l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Steve Witkoff e Jared Kushner
La nota ufficiale edita dal Cremlino sugli incontri tra Putin e la delegazione americana segue i rigidi protocolli diplomatici. Tuttavia, come vedremo, il clima instauratosi tra gli interlocutori appare decisamente amichevole, secondo alcuni decisamente amichevole. La delegazione russa appare meritevole di grande attenzione informativa.
Leggiamo insieme la nota:
Vladimir Putin ha ricevuto al Cremlino l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti d’America Steve Witkoff e l’imprenditore e fondatore di Affinity Partners Jared Kushner.
Per la parte russa, all’incontro hanno partecipato l’assistente presidenziale Yury Ushakov e il rappresentante presidenziale speciale per gli investimenti e la cooperazione economica con i paesi stranieri, nonché amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF), Kirill Dmitriev .
Presidente della Russia Vladimir Putin: Colleghi, vi do il benvenuto a Mosca.
La situazione che dobbiamo risolvere oggi è, ovviamente, complessa.
Ma prima di iniziare, vorrei chiederle di trasmettere i miei migliori auguri e le mie parole di gratitudine al Presidente degli Stati Uniti, il signor Trump .
Pur essendo consapevole della difficile situazione in cui si trova, non smette di impegnarsi per risolverla e contribuire alla soluzione del conflitto russo-ucraino. Oggi analizzeremo tutte le sue componenti e i suoi aspetti, e da parte nostra siamo pronti a illustrarvi il nostro punto di vista sulla situazione.
Come ci avete comunicato, so che avete intenzione di recarvi a Kiev dopo la visita a Mosca. In ogni caso, naturalmente, a prescindere da ciò che accadrà, contatti di questo tipo sono sempre proficui. E in questo contesto, ovviamente, la qualità della mediazione e la fiducia nelle persone coinvolte sono fondamentali. Vorrei dirvi che ci troviamo a nostro agio a lavorare con voi e, naturalmente, nutriamo un altissimo livello di fiducia reciproca.
Siamo lieti di vedervi. Benvenuti.
Steve Witkoff: Innanzitutto, Presidente Putin, grazie mille per averci invitato.
Poco fa eravamo seduti fuori, io, Jared e Kirill, e poi si è unito a noi Yury, e stavamo parlando di quando andremo in pensione, di quante storie e ricordi incredibili avremo, e i tuoi saranno sicuramente in cima alla lista.
Vladimir Putin: Grazie mille.
Steve Witkoff: Il presidente Trump vi manda i suoi migliori auguri. La famiglia Gilman vi è immensamente grata e vi ringrazia moltissimo per aver permesso a Bob Gilman di tornare a casa.
Vladimir Putin: Dovrebbero ringraziare il presidente Trump; è stato lui a lanciare l’appello.
Steve Witkoff: Hanno ringraziato il presidente Trump, ma hanno ringraziato anche lei, signore.
Desidero ringraziarvi per aver appoggiato la politica di divieto di riprese a Kiev e a Mosca per questi tre giorni, che ci ha permesso di venire qui in sicurezza.
Vladimir Putin: Abbiamo ricevuto questa richiesta attraverso canali ufficiali, sia tramite i servizi segreti che tramite il Ministero degli Affari Esteri, per fermare gli attacchi su Kiev. Ho impartito l’ordine corrispondente e dalla mezzanotte del 5 settembre questi attacchi su Kiev non sono stati effettuati.
Vorrei sottolineare che anche la parte ucraina ha ridotto significativamente – di un ordine di grandezza – gli attacchi sul territorio della Federazione Russa, Mosca compresa.
Le autorità ucraine hanno pubblicato un appello per una tregua più ampia di tre giorni, ma non abbiamo mai condiviso questa posizione con loro. Tuttavia, faremo tutto il possibile per garantire la sicurezza del processo negoziale e dei mediatori, rappresentati da voi e, eventualmente, da coloro che vi accompagnano.
Steve Witkoff: Grazie.
http://en.kremlin.ru/events/president/news/80699
Russia: Commento dell’assistente presidenziale Yury Ushakov in seguito all’incontro di Vladimir Putin con l’inviato presidenziale statunitense Steve Witkoff e Jared Kushner.
La nota esplicativa dell’incontro in argomento viene affidata successivamente al Consigliere presidenziale di Putin, il diplomatico Yury Ushakov. Dalla lettura attenta della nota emerge chiaramente un forte riavvicinamento tra Russia e USA, nonché una decisa ricerca di interessi convergenti. Il clima informale creatosi tra le parti, sembra confermare un livello di dialogo diverso da quelli precedenti.
Qualcosa sta cambiando!
Leggiamo attentamente:
Consigliere presidenziale Yury Ushakov : Vorrei informarvi sull’incontro di oggi.
Cari colleghi, come sapete, su indicazione del Presidente degli Stati Uniti, i suoi rappresentanti Steve Witkoff e Jared Kushner si sono recati a Mosca il 5 settembre per proseguire il dialogo sulla risoluzione della crisi in Ucraina e per discutere di altre questioni urgenti. Questa è stata la loro ottava visita nel nostro Paese.
Il presidente Vladimir Putin ha ricevuto i rappresentanti statunitensi. All’inizio del colloquio, ha elogiato pubblicamente questo canale di mediazione e il ruolo svolto dai negoziatori americani. Ha inoltre rivolto i suoi migliori auguri al presidente Donald Trump e lo ha ringraziato per gli sforzi profusi per raggiungere una soluzione in Ucraina, nonché per il suo sincero desiderio di contribuire a una rapida conclusione reciprocamente accettabile.
Cos’altro si può aggiungere a quanto già detto dal Presidente? La conversazione è durata più di tre ore – tre ore e dieci minuti, per la precisione. È stata sostanziale, costruttiva, eccezionalmente franca e si è svolta in un clima di fiducia. La discussione, che ha toccato argomenti estremamente seri, è proseguita sia durante la parte di lavoro della riunione sia in un contesto informale durante la cena.
Per quanto riguarda il contenuto delle discussioni, la parte russa ha fornito valutazioni chiare ed esaustive della situazione in evoluzione nel corso dell’operazione militare speciale. In particolare, la parte russa ha evidenziato i significativi progressi compiuti dalle forze armate russe nella zona di combattimento, ha espresso fiducia nel raggiungimento degli obiettivi prefissati e, ovviamente, ha sottolineato la necessità di affrontare tutte le cause profonde del conflitto.
Il nostro Presidente ha ribadito il suo impegno a proseguire la collaborazione con la parte americana per ricercare soluzioni politiche e diplomatiche. Steve Witkoff e Jared Kushner, da parte loro, si sono impegnati a tenere conto delle osservazioni e delle valutazioni comunicate loro personalmente dal Presidente russo in merito alle possibili vie per una soluzione pacifica e duratura del conflitto in Ucraina, durante i loro incontri di domani a Kiev.
Per inciso, i nostri colleghi americani si erano preparati a lungo per questo viaggio. Oltre a ribadire il loro tradizionale interesse a porre fine alle ostilità al più presto, hanno avanzato una serie di considerazioni riguardanti possibili modalità per raggiungere un accordo.
È inoltre opportuno notare che gli americani hanno prestato particolare attenzione a un punto sottolineato dal nostro Presidente: ovvero, che il regime di Kiev ha già smesso di nascondere la sua vera natura, avendo iniziato la riesumazione e la sepoltura di alcuni dei più importanti criminali nazisti.
I colloqui non si sono limitati a uno scambio di opinioni sulla risoluzione della crisi ucraina. Sono state discusse anche questioni economiche, comprese le prospettive di importanti progetti russo-americani che potrebbero essere reciprocamente vantaggiosi per entrambe le parti.
Nel complesso, si può affermare che i colloqui sono stati tempestivi e molto proficui per entrambe le parti. È stato confermato che i Presidenti dei nostri Paesi manterranno i contatti personali e che il lavoro svolto tramite Steve Witkoff e Jared Kushner proseguirà.
http://en.kremlin.ru/events/president/news/80700
Stefano Silvio Dragani già generale di Brigata dell’Arma dei Carabinieri. Laureato in Scienze Politiche e in Scienze della Sicurezza, ha ottenuto anche un master di II livello in Studi Africani. Dopo incarichi operativi in Italia, ha svolto missioni internazionali in Albania, Kosovo, Ghana, Somalia, Ruanda e Belgio, lavorando come esperto di sicurezza e stabilizzazione in aree di crisi, anche per conto dell’Unione Europea. Ha tenuto docenze e seminari in Italia e all’estero – dall’Università di Padova alla Scuola Ufficiali dei Carabinieri, fino ai congressi ONU sul terrorismo globale – ed è stato special advisor sia del Ministro della Sicurezza della Somalia che delle forze di polizia di Rwanda e Uganda.
È autore di cinque saggi pubblicati da Fawkes Editions, casa editrice romana: “Frammenti di vita” (2022), dedicato alla sua lunga esperienza africana; “La Cavalleria: uno stile di vita” (2023), un affresco storico-militare; “Conflitti e parole” (2024), centrato sui rapporti tra Africa e grandi potenze; “Un altro mondo” (2025) e “Ultimo Miglio” (2026), un’analisi attuale delle crisi in Medio Oriente e Ucraina. Ha vissuto sedici anni in Friuli Venezia Giulia, cinque dei quali a Sistiana, alle porte di Trieste, città a cui è profondamente legato. La sua visione internazionale si coniuga con una forte consapevolezza del ruolo strategico dell’Italia e del nostro territorio nel contesto geopolitico globale.
Da https://www.triesteallnews.it/2026/09/germania-ucraina-russia-qualcosa-sta-cambiando/






