Cronaca di un risultato annunciato
Le elezioni in Sassonia non sono una sorpresa per chi ha osservato da tempo alcuni fenomeni europei che accadono negli Stati Sovrani ed indipendenti.
In molti analisti hanno messo in risalto come il voto abbia portato a destra una terra che ha conosciuto il nazismo e per questo tutto ciò appare tragico e quasi insostenibile.
La virata a destra è evidente, come è evidente che questa virata è iniziata da anni ed ha almeno due ragioni se non tre.
La prima ragione è quella legata al fallimento europeo come espressione politica e come rappresentanza unitaria.
L’Europa è un gruppo di Stati che si ritrovano per decidere, essenzialmente, strategie economiche, monetarie, bancarie e di mercato.
Unici temi veramente “comunitari”, ma che sono rimasti Stati sovrani per il resto.
L’Europa come entità politica e rappresentanza unitaria non esiste: questa è una triste ma reale condizione.
La sua inesistenza porta come conseguenza una enorme fragilità in termini politici nel piano internazionale ed una totale inesistenza sul piano estero.
Questo aspetto ha incrementato il senso di appartenenza e di sovranità dei vari Stati che non si sono mai federati e, quindi, fusi in una entità unica.
Gli Stati, come tali, non hanno perso la loro indipendenza e sovranità e questa incertezza sul piano politico e diplomatico della Unione Europea ha solo accentuato la divisione.
Ultimo elemento a distinguere e dividere i Paesi è l’immigrazione dal 3° e 4° mondo.
Su questo tema ogni Stato cerca di preservarsi anche se le linee di contatto con l’Africa e con l’Asia sono chiare.
L’immigrazione è l’ultimo punto di un quadro più complesso che vede il crescere dei sentimenti nazionalistici.
Ecco le elezioni in Sassonia, mettono a fuoco: la indipendenza degli Stati e la loro autodeterminazione politica che, al tempo stesso, è il naufragio evidente di una Europa dei popoli mentre resta (per ora) una Europa degli Stati in campi quali l’economia, la moneta, il mercato e le banche.
Il progetto Europeo di Spinelli e dei fondatori non è stato realizzato grazie ai tecnocrati europei che si sono succeduti negli ultimi 30 anni e che non sono riusciti a compiere il salto etico e politico di una federazione di Stati.
Ritornando al voto in Sassonia riteniamo che tra i tanti significati da dare ci sia anche quello che rappresenta il pieno fallimento del progetto europeo fatto solo “dello sterco del Demonio” (parole sante del Dottore della Chiesa Cattolica Romana Sant’Agostino)
Il voto in Sassonia vuol significare che l’Europa deve riflettere su se stessa ed il coraggio di dire a se stessa che è un’opera incompiuta.
Gli scenari futuri sono tutti da comprendere e da osservare, ma c’è un fatto: la Sassonia insegna all’Europa che non si può più giocare e che la “ricreazione è finita”.





