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Germania: perché AfD cresce?

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Germania

Dire ‘Sono diventati tutti nazisti’ non spiega nulla

Ho letto la riflessione di Luigi Marattin sul risultato di AfD in Germania.
Marattin poneva una domanda molto semplice: dobbiamo davvero credere che una parte enorme dei tedeschi sia improvvisamente diventata nazista, oppure dobbiamo cominciare a domandarci quali problemi abbiano spinto tanti elettori verso un partito che fino a pochi anni fa sarebbe stato considerato ‘invotabile’?

Io scelgo decisamente la seconda strada.

E, allora, proviamo ad andarci dentro, perché AfD non è cresciuta per una ragione sola.

1) C’è, innanzitutto, la crisi del modello industriale tedesco.

Per decenni la Germania ha costruito una parte enorme della propria prosperità sulla grande industria manifatturiera e soprattutto sull’automobile.

La Cina era uno dei grandi mercati delle Volkswagen, BMW e Mercedes tedesche. Oggi quella stessa Cina è diventata un concorrente formidabile, in particolare nell’auto elettrica.

I produttori cinesi hanno conquistato terreno grazie a prezzi competitivi, tecnologia, batterie e una filiera industriale sulla quale Pechino ha costruito un vantaggio enorme.

E quando soffre l’automobile tedesca non soffrono soltanto tre o quattro grandi marchi: soffrono fabbriche, componentistica, fornitori, intere città industriali e migliaia di lavoratori che per decenni avevano considerato sicuro il proprio futuro.

2) Poi c’è la transizione green.

La Germania ha compiuto contemporaneamente scelte difficilissime:
ha abbandonato il nucleare, ha perso dopo l’invasione della Russia in Ucraina quel gas russo, relativamente economico, sul quale una parte della sua industria aveva costruito la propria competitività e ha accelerato la trasformazione energetica e ambientale.

Il risultato è stato anche un aumento della pressione sui costi industriali, proprio mentre Cina e Stati Uniti diventavano concorrenti sempre più aggressivi.

E un operaio, che teme di perdere il proprio posto di lavoro, non ragiona necessariamente attraverso le grandi categorie della politica europea.
Guarda la propria fabbrica. Guarda il proprio stipendio. Guarda il proprio futuro.

3) Poi arriviamo alla questione che forse più di ogni altra AfD ha trasformato in carburante elettorale: l’immigrazione.

La Germania di Angela Merkel accolse nel 2015/2016 un numero eccezionalmente elevato di richiedenti asilo e migranti.

Da allora il Paese discute di integrazione, rimpatri, capacità di accoglienza, pressione sugli enti locali, abitazioni, scuole e servizi pubblici.

AfD è entrata esattamente dentro quella frattura.

Ha radicalizzato il problema, certamente.

Ha utilizzato una retorica sull’immigrazione che in alcuni suoi esponenti ha raggiunto livelli estremi.

Ma questo non significa che il problema percepito da una parte dell’elettorato sia stato inventato da AfD.

4) C’è poi la sicurezza.

La Germania ha conosciuto terrorismo jihadista e gravissimi fatti di cronaca, che hanno coinvolto anche richiedenti asilo o immigrati.

Sarebbe assurdo e profondamente scorretto trasformare la responsabilità individuale di chi commette un crimine in una colpa collettiva degli stranieri.

Ma sarebbe altrettanto assurdo fingere che quegli episodi non abbiano avuto conseguenze sulla percezione della sicurezza e che AfD non li abbia utilizzati politicamente.

5) E poi bisogna guardare la carta geografica.

La Germania orientale.

A più di trent’anni dalla riunificazione, Est e Ovest non sono diventati completamente la stessa Germania.

Persistono differenze economiche e demografiche e, soprattutto, in una parte della popolazione orientale permane la sensazione di essere periferia rispetto ai centri politici, economici e culturali dell’Ovest.

È lì che la sfiducia verso i partiti tradizionali è diventata particolarmente profonda.

Ed è lì che AfD ottiene alcuni dei suoi risultati più impressionanti.

6) C’è anche l’Ucraina e il rapporto con la Russia.

Nell’ex Germania orientale esiste una sensibilità storicamente diversa verso Mosca e una parte consistente dell’elettorato è molto più critica nei confronti delle sanzioni alla Russia, dell’invio di armi all’Ucraina e della politica seguita da Berlino.

AfD ha raccolto anche quella protesta.

Mettete allora insieme tutto: Cina. Automobile. Deindustrializzazione. Energia. Transizione green. Immigrazione. Integrazione. Sicurezza. Est e Ovest. Ucraina. Russia. Perdita di fiducia nei partiti tradizionali.

Ed eccoci finalmente al punto.

Tutto questo non assolve AfD dalle sue posizioni estremiste e non rende automaticamente accettabili le soluzioni che propone.

Ma se vogliamo capire perché milioni di persone la votano, dobbiamo avere il coraggio di guardare anche le cause del voto, non soltanto il partito che lo raccoglie.

Perché continuare a rispondere a questo terremoto politico dicendo ‘sono fascisti, sono nazisti, sono razzisti’ permette forse di sentirsi moralmente dalla parte giusta.

Ma politicamente non risolve uno solo dei problemi che hanno prodotto quei voti.

Ed è qui che torno alla domanda di Marattin.

Se vuoi fermare AfD, devi sottrarle le ragioni per cui viene votata.

Se invece insulti i suoi elettori e lasci intatti i problemi che li hanno portati fin lì, non stai combattendo AfD.

Stai lavorando per la sua prossima vittoria.

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