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Anche sull’immigrazione ci vuole onestà intellettuale

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La doppia morale della sinistra

Maurizio Crippa su Il Foglio scrive un articolo durissimo, lucidissimo e necessario.
Non soltanto contro Pedro Sánchez, ma contro la disonestà politica e la disunità europea che la tragedia di Ceuta ha fatto emergere in tutta la loro evidenza.

Ottantotto morti accertati sono una catastrofe umanitaria, qualunque giudizio si dia sull’origine della crisi e sulle responsabilità del Marocco.

Ma proprio per questo risulta insopportabile la rappresentazione di Sánchez come campione dell’accoglienza e della solidarietà europea.

Il governo spagnolo ha respinto, in tempi rapidissimi, decine di migliaia di persone, ha collocato barriere in mare e, in passato, ha persino schierato l’esercito.

Misure che, se adottate dal governo italiano, sarebbero state definite disumane, razziste e probabilmente trasformate in una nuova “strage di Stato”.

Invece, poiché a rimpatriare è un governo socialista, improvvisamente i rimpatri di massa diventano efficienti, ragionevoli e persino degni di applauso.

Elly Schlein arriva a vantare che Sánchez avrebbe rimpatriato in quarantott’ore più irregolari di Meloni in quattro anni: un’affermazione politicamente rivelatrice.

Ciò che viene condannato quando lo fa la destra diventa un titolo di merito quando lo realizza la sinistra.

Ancora più indecente è il tentativo di Sánchez di trasferire sugli altri Paesi europei la responsabilità politica e gestionale di quanto accaduto, accompagnandolo con quel passivo – aggressivo «la solidarietà è facoltativa».

La solidarietà europea, però, non può consistere nell’aprire una crisi, gestirla con respingimenti fulminei e poi impartire lezioni morali agli altri governi.

Crippa coglie perfettamente il punto: Ceuta ha mostrato non soltanto la fragilità dell’Europa davanti alla pressione migratoria e al ricatto marocchino, ma soprattutto l’ipocrisia di una parte della sinistra italiana.

Una sinistra che non giudica più i fatti secondo principi coerenti: stabilisce prima chi è l’amico e chi è il nemico, poi decide se la stessa azione debba essere celebrata oppure criminalizzata.

Gli sciacalli non sono coloro che chiedono spiegazioni sulla tragedia.
Sono quelli che utilizzano 88 morti per trasformare una gestione fallimentare in un trionfo politico di Sánchez e in un’arma contro il governo italiano.

Non solidarietà, dunque, ma doppia morale.

E la doppia morale, quando galleggia sui corpi degli annegati, diventa semplicemente oscena.

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