
“Io proprio vorrei che gli uomini responsabili della cultura e dell’insegnamento ricordassero che noi italiani dobbiamo toglierci di dosso questo complesso di inferiorità che ci hanno insegnato, ovvero che gli italiani sono bravi letterati, bravi poeti, bravi cantanti, bravi suonatori di chitarra, brava gente, ma non hanno le capacità della grande organizzazione industriale. Ricordatevi, amici di altri paesi: sono le cose che hanno fatto credere a noi e che ora insegnano anche a voi. Tutto ciò è falso e noi ne siamo un esempio. Dovete avere fiducia in voi stessi, nelle vostre possibilità, nel vostro domani; dovete formarvelo da soli questo vostro domani. Ma per fare questo è necessario studiare, imparare, conoscere i problemi”.
Così Enrico Mattei in un discorso del 1961, ma anche oggi Eni sta cercando di dare al nostro Paese una prospettiva di visione che punta all’autonomia energetica. Scopriamo gli asset di questo progetto: produzione di biocarburanti ed espansione globale della ricerca di fonti alternative.
Eni sta attuando una strategia di bioenergia ambiziosa, la quale mira ad incrementare la sua capacità di produzione di olio vegetale idrotrattato (HVO) a 2 milioni di tonnellate all’anno entro il 2025, con ulteriori piani per raggiungere una capacità di 6 milioni di tonnellate all’anno entro il 2035.
Questi obiettivi strategici rappresentano un aumento significativo rispetto ai precedenti target di Eni, sono in linea con la visione dell’azienda, ovvero sostenere la transizione energetica e raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050.
Il piano strategico di Eni si estende ben oltre le frontiere italiane. L’azienda sta infatti collaborando con diversi paesi africani per sviluppare una catena di fornitura sostenibile e di alta qualità per i biocarburanti. Attraverso un partenariato con l’IRENA (International Renewable Energy Agency), Eni sta lavorando per aumentare l’expertise delle istituzioni africane nazionali nel settore dei biocarburanti, con un particolare focus sulla formazione per l’agro-business.
In Kenya, Eni ha lanciato progetti che supportano i piccoli agricoltori locali, promuovendo metodi di coltivazione più efficienti e la rigenerazione di terreni degradati per la coltivazione di colture per la bioraffinazione. Questi progetti includono lo sviluppo di una rete di “agri-hubs” per la produzione di oli vegetali da catene agricole e agro-industriali. L’azienda ha inaugurato il primo agri-hub in Kenya nel luglio 2022, con l’obiettivo di raggiungere una produzione di 200.000 tonnellate di olio vegetale entro il 2026.
Oltre al Kenya, Eni ha siglato accordi con altri paesi africani, tra cui Congo, Mozambico, Angola, Rwanda e Costa d’Avorio, per iniziative o studi di fattibilità sulla catena di forniture. Questi sforzi fanno parte di un impegno più ampio dell’azienda per la ricerca e lo sviluppo nel settore dell’agro-energia, con un focus particolare sul miglioramento delle colture, a partire dai semi.
Eni sta mostrando un impegno notevole nel campo dei biocarburanti, integrando innovazione, collaborazione internazionale e sostenibilità nel suo piano strategico. Con l’aumento della sua capacità di produzione di HVO, il sostegno alle economie emergenti, soprattutto in Africa con operazioni sia in mare che sulla terraferma. In Nigeria, ad esempio, Eni opera attraverso le sue consociate NAOC, NAE e AENR sia nelle aree onshore che offshore del Delta del Niger.
Oltre all’investimento in ricerca e sviluppo, l’azienda sta creando una visione per un futuro energetico più pulito e sostenibile.
Un esempio significativo della presenza globale di Eni può essere trovato in Qatar, dove la compagnia ha recentemente firmato un accordo per partecipare all’espansione del North Field East, il più grande progetto di gas naturale liquefatto (LNG) al mondo. Eni deterrà il 25% di una nuova joint venture, che le conferirà una quota del 3,12% nell’espansione, prevista per iniziare la produzione di gas all’inizio del 2026. Questa mossa strategica consente a Eni di espandere la sua presenza in Medio Oriente e di accedere a un produttore leader mondiale di LNG2
Il North Field è parte del più grande giacimento di gas al mondo che il Qatar condivide con l’Iran. L’espansione del North Field prevede sei treni di LNG che aumenteranno la capacità di liquefazione del Qatar da 77 milioni di tonnellate all’anno a 126 milioni di tonnellate all’anno entro il 2027. Oltre ad Eni, Exxon Mobil Corp, Shell e ConocoPhillips parteciperanno all’espansione del North Field. È previsto che, una volta completati gli investimenti, i compratori asiatici rappresenteranno la metà del mercato per il progetto e gli acquirenti europei il resto.
Eni ha una presenza globale considerevole, con operazioni che spaziano dalla produzione di petrolio e gas all’energia elettrica e ai prodotti chimici. La sua partecipazione a progetti internazionali come l’espansione del North Field East in Qatar e le sue operazioni in Africa dimostrano la sua capacità di collaborare con partner internazionali e di contribuire allo sviluppo energetico in tutto il mondo.





