
In una situazione mondiale drammatica dove al vecchio ordine si sta sostituendo semplicemente il caos, il presidente del Canada Justin Trudeau si preoccupa perché in Italia ci sarebbe in atto una discriminazione riguardo i diritti Lgbt.
La guerra in Ucraina sta devastando l’economia europea. Spirano venti di guerra nel Pacifico. L’inflazione sta falcidiando i salari. Il welfare è sotto schiaffo da tempo e sta scomparendo. C’è una continua pressione a ridurre gli spazi della libertà e della democrazia e lui, Justin Trudeau, quello che bloccò i conti correnti ai camionisti perché protestavano contro i lockdown, fa il campione dei diritti Lgbt, dimenticandosi di aver calpestato ben altri diritti.
Uno “scambio di opinioni” sui diritti Lgbt è avvenuto, come riporta il comunicato sul sito della presidenza canadese, tra il primo ministro Justin Trudeau e la premier Giorgia Meloni, nel corso del bilaterale che si è tenuto ieri a Hiroshima prima dell’avvio dei lavori del G7. Secondo i media canadesi presenti alla prima parte del bilaterale, Trudeau si è detto “preoccupato da alcune” delle posizioni “che l’Italia sta assumendo in merito ai diritti Lgbt”.
La premier, si legge nella nota canadese, “ha risposto che il suo governo sta seguendo le decisioni dei tribunali e non si sta discostando dalle precedenti amministrazioni”.
Che i cervelli di certi leader occidentali siano finiti in pappa non avevamo dubbi, ma che ormai siano ridotti a questi livelli infimi ci sorprende ancora. Alla bassezza non c’è mai fine.
Sembra che l’intero destino del mondo, per certe menti eccelse, giri intorno ai diritti Lgbt, mentre i veri destini del mondo vanno a rotoli.





