
di Paolo Falconio*
Questa è una storia che nasce qualche giorno fa a causa di un ricovero all’ospedale San Giovanni Addolorata di Roma di cui sono stato protagonista.
Il passaggio dal Pronto Soccorso al reparto Medicina Interna corpo A è stato una sfida con le proprie capacità di resistenza. Tuttavia, una volta arrivato al reparto ho visto una struttura moderna che non sfigura con quelle delle serie patinate. Made in Usa.
Ma a colpirmi maggiormente è stata l’estrema gentilezza e professionalità del personale dal primario passando per i dottori per arrivare agli infermieri e al personale socio sanitario. Infermieri che con turni massacranti si profondono con impegno e dedizione alla cura di 40 /60 pazienti spesso in numero esiguo 3-4 persone.
Lo fanno con gentilezza e come già detto passione e abnegazione verso tutti i pazienti compresi quelli come gli anziani o addirittura con problemi mentali. E così mi sono sentito in dovere di scrivere questo articolo per ringraziate tutti costoro dalla primario ai medici e gli infermieri come Giuseppe Bottalico , Eliana Biolchinj, Barbara, Tiziana, Elia, Super Anna, la caposala Cinzia e tanti altri che qui non posso citare per motivi di spazio.
Accanto a questa storia debbo però rilevare l’assenza di un Primo Ministro che pare accelerare il percorso verso una sanità privata iniziato a suo tempo dalla sinistra.
Cara Presidente del Consiglio non voglio arrivare a conclusioni ma se lei stanzia in bilancio al comparto della sanità privata la stessa cifra che stanzia alla sanità pubblica; se lei continua a parlare di razionalizzazione delle risorse allora le dico che su questo punto si gioca la credibilità del suo governo, perché 174 strutture ospedaliere sono state chiuse in questi anni e soprattutto oltre 10.000 tra medici e infermieri hanno scelto l’estero per le condizioni di lavoro offerte.
Signora Presidente del Consiglio aumenti gli stipendi a queste risorse professionali del paese, le chiedo di farlo anche se conosco che la questione sanità è questione complessa e non di facile soluzione ma le ripeto faccia si che i vari Giuseppe, Barbara, Elia scelgano di rimanere in Italia a condizioni quanto meno simili a quelle del resto d’Europa.
D’altra parte se ha trovato un miliardo per le squadre di calcio sono sicuro che potrà trovare le risorse per avere una sanità pubblica e degli stipendi adeguati per un personale sanitario che tutto il mondo ci invidia.
*membro della faculty della LUISS





