Home Politica ANTIFASCISMO, OSSESSIONE O CORTINA FUMOGENA PER NASCONDERE LA DITTATURA TECNOCRATICA?

ANTIFASCISMO, OSSESSIONE O CORTINA FUMOGENA PER NASCONDERE LA DITTATURA TECNOCRATICA?

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L’ossessione o pensiero ossessivo è un fenomeno psicopatologico che consiste in un’idea fissa.

Quella dell’attuale sedicente sinistra riguardo all’antifascismo sembrerebbe ormai un’ossessione, ossia un fenomeno psicopatologico, se non fosse, come di fatto è, una forma di propaganda o, se si vuole, di psycological operation, tesa a spostare l’attenzione dal vero pericolo totalitario che continua ad essere messo in atto su vari fronti al fine di sostituire la democrazia con la tecnocrazia.

Il vero pericolo fascista, se per fascismo si intende un regime autoritario e totalitario, è quello dello stato orwelliano al quale le élite tecnocratiche del progressismo (il vero nome della sinistra) intendono sottometterci.

Al World Economic Forum, sede delle spremiture di cervello del progressismo tecno_élitario, la presidente della Commissione dell’Unione Europea, Ursula von der Leyen, ha detto, ad un certo punto del suo discorso: “Signore e signori, il nostro mondo vive un’era di conflitto e confronto, di frammentazione e paura. Per la prima volta da generazioni, il mondo non si trova a un unico punto di svolta. Si trova in molteplici punti di flesso, con rischi che si sovrappongono e si sommano a vicenda. E non c’è dubbio che ci troviamo di fronte al rischio maggiore per l’ordine globale nel dopoguerra. Ma a mio avviso non c’è dubbio che possiamo andare avanti con ottimismo e determinazione”.

Il punto centrale di questa esternazione è: paura.

La paura è l’arma con la quale si sottomettono i popoli.

Si crea la paura e ci si propone come salvatori. Con la paura del lupo le pecore stanno raccolte nell’ovile, a disposizione del pastore. Con la paura dell’inferno, il gregge dei fedeli, sta raccolto attorno al pastore che le può assolvere dai peccati.

Con la paura del fascismo, ossessivamente visto ovunque come pericolo incombente, si inducono le persone a radunarsi intorno a chi si propone come la barriera antifascista.

Il gioco è sempre lo stesso.

Poi, se non stai attento, il lupo, travestito da agnello, te lo trovi in mezzo al gregge e allora sono guai seri.

Uno dei riferimenti del progressismo tecno-élitario è la tradizione politica della Fabian Society, un misto di malthusianesimo, di elitarismo, di eugenetica e di transumanesimo, condito con un’ammirazione sperticata dello stalinismo.

Lupi travestiti da agnelli, sin dallo stemma.

Un altro dei riferimenti del progressismo tecno-élitario è la California di Palo Alto, dalla quale sono usciti l’ideologia transumanista, quella woke e l’idea di fondo che a comandare il mondo debbano essere le tecnocrazie.

Se andiamo ad analizzare da vicino le teorie gender, dell’utero in affitto, della destrutturazione della famiglia naturale, ci avviciniamo ad un’altra delle fonti del progressismo tecno-élitario che oggi continua a volersi chiamare sinistra: il nazismo.

Come il lupo travestito da agnello, il progressismo tecno-élitario si è travestito da sinistra e ha utilizzato i panni della socialdemocrazia per nascondere la sua vera natura di social-tecnocrazia.

Anche i nazisti si chiamavano nazional socialisti e la Russia di Stalin non era forse l’Unione delle repubbliche socialiste sovietiche?

Forse è ora di smettere di credere che chi si definisce sinistra, sia di sinistra e non un lupo travestito da agnello.

Fare tanto baccano per un gruppo di nostalgici che alzano la mano tesa nel saluto romano a che serve se non a spandere cortine fumogene?

Ora la corte di Cassazione a Sezioni Riunite ha detto che il braccio teso è penalmente rilevante solo se, “avuto riguardo a tutte le circostanze del caso, sia idoneo a integrare il concreto pericolo di riorganizzazione del disciolto partito“. Quindi, ad esempio, non se praticato in contesti privati o commemorativi.

Smontato il teatrino, il progressismo travestito da sinistra ne ha inventato un altro: il calendario dell’Esercito.

Nel calendario ci sono militari che hanno compiuto atti eroici prima e dopo l’8 settembre.

Forse i progressisti dovrebbero darsi da fare a studiare storia, in quanto i militari italiani erano nei ranghi del Regio Esercito, il cui comandante in capo non era Benito Mussolini, ma Re Vittorio Emanuele III, prima e dopo l’8 settembre e fino all’atto di abdicazione, avvenuto il 9 maggio del 1946, allorquando il titolo di re d’Italia passò al figlio Umberto II, che già rivestiva il ruolo di luogotenente del Regno.

Chi ha combattuto nel Regio Esercito, prima e dopo l’8 settembre, lo ha fatto per essere stato chiamato alle armi dal Re d’Italia e non va confuso con chi ha aderito a formazioni fasciste.

Chi, chiamato alle armi, ha servito la Patria, che al tempo aveva come legittimo sovrano Re Vittorio Emanuele III, è degno di ogni rispetto, prima e dopo.

Sui Savoia possiamo avere tutte le opinioni del mondo e, del resto, a Vittorio Emanuele III non sono mancate le critiche, anche feroci, ma i soldati del Regno non si possono catalogare distinguendo quelli di prima e quelli di dopo.

Ha fatto bene il ministro della Difesa Guido Crosetto a dichiarare: “Mi dispiace dover sottrarre tempo a cose molto più importanti e serie per rispondere a polemiche pretestuose e ridicole”.

Già, ridicole e pretestuose e soprattutto improntate alla tecnica della psycological operation con la quale si vuole distrarre il popolo dalle operazioni vere di totalitarismo in atto.

“Oggi – ha scritto Crosetto – tocca al Calendario dell’Esercito per il 2024. Pur di inventare un attacco politico a un esponente di maggioranza, alcuni rappresentanti dell’opposizione non si preoccupano di infangare l’Esercito, le Forze Armate, la Difesa, ma soprattutto soldati e ufficiali che sono stati eroi indiscutibili e di cui bisogna solo continuare ad onorare la memoria, come ha voluto fare l’Esercito. Eroi per tutta la loro vita di militari, indipendentemente dai vertici politici. Voglio ricordarli uno ad uno e ricordare che, dopo aver combattuto nelle fila del Regio Esercito nella Seconda Guerra Mondiale, invece di arrendersi o disertare, hanno tutti, dicasi tutti, preso parte alla Lotta di Liberazione, venendo insigniti della massima delle onorificenze, la Medaglia d’Oro al Valor Militare, proprio nel 1943-1945”.

“Questi sarebbero i ‘fascisti’ che alcune forze politiche additano? Siamo alla follia – denuncia il ministro – Parliamo di veri eroi che, quasi tutti al prezzo della vita, combatterono per la libertà dell’Italia, fedeli al loro giuramento e alle Istituzioni che servivano. Non accetto che la fulgida ed esemplare memoria di queste persone venga infangata per una sterile polemica politica”.

“Moltissimi soldati, sopravvissuti a tre anni di durissima guerra, non ebbero dubbi, dopo l’8 settembre 1943, su quale fosse il loro dovere e quale posizione l’Esercito Italiano dovesse assumere. Non a caso, tutti i militari presenti nel CalendEsercito 2024 sono stati scelti perché il loro coraggio è stato d’esempio sia prima dell’Armistizio sia, con uguale impegno e determinazione, durante la Guerra di Liberazione, combattendo nelle fila del Regio Esercito o delle formazioni partigiane, fino all’estremo sacrificio – sottolinea la Difesa – Basta leggere le motivazioni di conferimento delle Medaglie d’Oro al valor militare. Il “prima e dopo” l’8 settembre 1943 indica quindi la coerenza e il valore dell’impegno coraggioso di chi scelse di servire la Patria, onorando il giuramento prestato, fino al sacrificio della vita o continuando, a sprezzo del pericolo, a combattere per la rinascita dell’Italia”.

Distrazione di massa, demotivazione, paura, sono elementi portanti della psycological operation da misure attive inventata dallo stalinismo e diventata oggetto di studio e di manualistica in tutte le latitudini e longitudini.

L’ossessione del fascismo che risorge è semplicemente pasycological operation.

Torniamo alla paura.

In questi giorni si è inventata l’aggressione della Russia all’Europa, mettendo in cantiere una enorme esercitazione Nato.

Essendo ormai chiaro che la Russia non ha la forza di invadere l’Europa e, non a caso, è impantanata, tanto quanto l’Ucraina, in una guerra di posizione, le manovre Nato e le allerte rispondono solo alla necessità dei Democratici Usa di riprodurre un clima di paura per giustificare le loro trentennali manovre, dimostratesi disastrose.

Che dire poi del direttore generale dell’Oms.

“Il Covid è stato la prima malattia X, ma può succedere ancora”, ha detto Tedros Adhanom Ghebreyesus intervenendo al World Economic Forum a Davos.  Quella della ‘malattia X’ “non è un’idea nuova”, ha chiarito. “Abbiamo usato la terminologia la prima volta nel 2018. Tutti gli anni l’Oms stila una lista delle malattie emergenti. Abbiamo inserito Mers, Zika Ebola. Ma abbiamo detto anche che ci sono cose che potrebbero succedere e che oggi non conosciamo”, ha aggiunto Tedros. “Gli ha abbiamo dato il nome di ‘malattia X'”.

Tedros ha inoltre chiarito che da tempo l’Oms ripete che il verificarsi di una pandemia “è una questione di quando e non di se”. “Se lo diciamo – ha concluso – non è per creare il panico ma per prepararsi”, ha aggiunto.

 “Il tempo di prepararsi alla nuova pandemia è adesso, non quando arriva”, ha voluto ribadire Tedros su X al termine dell’intervento.

Il fatto è che la paura di un’epidemia X giustifica l’idea che l’Oms possa dettare norme agli Stati, riducendone la sovranità in campo sanitario.

Tra queste, riferisce il sito ejiltalk.org, la possibilità di dichiarare un “allarme sanitario intermedio” tra quello dei singoli Paesi e quello mondiale, limitando “i diritti degli Stati sovrani a legiferare”. Se uno Stato dovesse rifiutare la richiesta di ‘assistenza’ (è una delle innovazioni proposte) dovrà giustificarsi di fronte agli altri con potenziali sanzioni economiche e finanziarie.

Il problema non da poco è che l’Oms è ormai di fatto un’organizzazione nelle mani dei privati.

Bill Gates e le multinazionali dettano legge agli Stati ? Tecnocrazia al posto della democrazia?

Questi sono i problemi del totalitarismo, altro che braccia tese.

A proposito di paura e di salute, il senatore americano Rand Paul ha detto a Newsmax che i virus con cui la Cina sta attualmente lavorando sono molte volte più letali del COVID-19 e potrebbero causare una mortalità “peggiore della peste nera” se fuoriescono dal laboratorio. Paul ha affermato che, sebbene gli Stati Uniti abbiano smesso di finanziare l’Istituto di virologia di Wuhan, “ci sono ancora finanziamenti in corso in altre parti della Cina”.

“Per quanto ne so – ha detto Paul – ci sono ancora subappalti che passano attraverso le università americane alla ricerca militare in Cina. Oltre a ciò, ci sono almeno 12 diversi laboratori negli Stati Uniti che svolgono ricerche sul guadagno di funzione”.

Il famoso virus X per la pandemia X è già forse in incubazione in qualche laboratorio gain of function?

Altro che fascismo.

Il mondo è in fiamme, ci sono guerre ovunque, si riparla di pandemie X e la sinistra italiana, quella che va a 30 all’ora, che si proietta nei boschi verdi verticali, si dedica ogni giorno a scovare i fascisti ovunque.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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