
La povera Europa si distingue sempre più nel mondo per la sua capacità di mettersi in ridicolo pensando intimamente di essere seria.
Ormai la tecnocrazia produce alienati, gente decisamente fuori dalla realtà che, purtuttavia, blatera, senza nemmeno rendersi conto di quel che dice, suscitando ilarità da un lato e una decisa preoccupazione, dall’altro, per l’evidente degrado nel quale siamo precipitati.
Un alto funzionario europeo in vista della riunione del Consiglio Affari esteri che si terrà lunedì 22 gennaio a Bruxelles, è riuscito a dire che l’inviato dell’Ue nel Golfo, Luigi Di Maio, è “uno dei nostri asset principali per affrontare la crisi attuale, è attivissimo, viaggia molto ed è utilissimo per misurare, per così dire, la temperatura di questa crisi”.
Di Maio in veste di termometro è una interessante novità.
Ormai la Vecchia Europa è un mondo chiaramente in precoma, visto che il pupillo dei Rothschild, Emmanuel Macron, mette a capo del governo il suo pupillo Gabriel Attal, il quale mette al ministero degli Esteri il suo fidanzato Stéphane Séjourné. Perefetta clonazione istituzionale.
Macron a Davos, luogo della spremitura di cervelli dell’Occidente in declino, ha detto che il continente europeo “dispone di molti risparmi, ma sono male allocati. Non circolano verso le geografie giuste, verso i settori giusti”.
Il leader dell’Eliseo ha detto inoltre che “il 2024 sarà l’anno in cui l’Ue e i singoli stati membri che la formano decideranno se essere sovrani o no”. “Non è buono avere una Europa completamente dipendente dagli Stati Uniti”, ha continuato Macron, perché “l’indipendenza è essenziale per mantenere la nostra voce e parlare con gli altri Paesi. Serviranno decisioni audaci e occorre essere lucidi”.
L’importante è essere lucidi e per essere lucidi i ministri degli Affari esteri che incontreranno separatamente il ministro israeliano e quello palestinese in una situazione nella quale è in atto, a tutti gli effetti, una guerra tra Israele e l’Iran, potranno contare su un asset di grande capacità, esperienza e autorevolezza: Luigi Di Maio, nominato, grazie ai buoni uffici di Mario Draghi, inviato nel Golfo Perso (non è un refuso).
I 27, bontà loro, con una tempistica davvero encomiabile, stanno lavorando per arrivare all’approvazione della missione Ue nel Mar Rosso “quanto prima”, ha poi aggiunto l’alto funzionario, sottolineando che gli Houthi, benché dicano di voler sostenere la causa palestinese, in realtà “non stanno colpendo gli interessi di Israele” ma di altri Paesi dell’area. Tra questi c’è l’Egitto, che sta vedendo “calare le sue entrate sui diritti di passaggio dal canale di Suez”.
Il diplomatico ha anche affermato che l’Unione Europea e i suoi Stati membri sono al lavoro sul tredicesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca in modo da poter varare le nuove misure entro il 24 febbraio, ovvero il giorno che segnerà il anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina. Il pacchetto dovrebbe concentrarsi su nuove sanzioni a individui ed enti.
Considerato che le sanzioni non sono servite a niente, l’alto funzionario rifrigge l’aria fritta, in perfetta sintonia con l’aria rarefatta che ormai avvolge Bruxelles. Manca ossigeno e sono in atto allucinazioni.
Il mondo intero aspetta, con trepidazione, l’Unione Europea e il suo asset migliore per risolvere la crisi medio orientale.
Siamo ormai alle comiche, ma di un teatro di varietà di provincia, dove il capocomico è una macchietta tragica, le ballerine sono da terza fila e a mezzo spettacolo la gente se ne va, per non lanciare pomodori sul palcoscenico. Meglio bersi un caffè al bar di fronte, dove giocano a carte. Sana aria di paese.
Sipario.





