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ASPETTANDO IL 27 GENNAIO: GIORNO DELLA MEMORIA

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di Vito Schepisi  

Si può essere vittime due volte della stessa follia?

E’ una domanda da porsi al più presto, perché vivere nell’imbroglio non è dignitoso.

Il 27 gennaio sta arrivando (persino con la sensazione che quest’anno sia giunto più veloce che mai) richiamando alla memoria uno dei crimini più violenti della storia: la Shoah!

L’Olocausto è stato un programmato sterminio nazista degli ebrei: il più efferato crimine contro l’umanità. Uno sterminio metodico, in nome della prevalenza della razza ariana, di donne e uomini, di anziani e bambini, colpevoli solo d’essere di razza ebraica.

E’ stato un massacro vile ed orrendo: un programma folle e scellerato, attuato con freddo cinismo, e senza persino farsi mancare l’uso delle vittime vive, come cavie per gli esperimenti più aberranti.

Un ricorso metodico alla bestialità, maturato tra i fumi dell’ideologia razziale e l’offuscamento delle coscienze umane.

S’è trattato di “genocidio”, cioè di azioni che, secondo la definizione dell’ONU, sono atti commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso”.

In questi giorni avviene, per di più, che presso la Corte dell’Aia, Israele si stia difendendo dall’accusa di genocidio, intentata dallo Stato del Sud Africa, per gli atti di guerra in corso tra lo Stato di Israele ed il gruppo terroristico di Hamas, innescati da un episodio d’estrema efferatezza: l’atto terroristico più sanguinario subito dal popolo ebraico dopo l’Olocausto.

Il 7 ottobre dello scorso anno, infatti, un gruppo di terroristi palestinesi di Hamas, penetrati in territorio israeliano dalla Striscia di Gaza, hanno aggredito e massacrato oltre 1.200 civili inermi di ogni età, hanno violentato, compiendo atti di gratuita crudeltà, numerose donne, mutilando anche orrendamente i loro corpi, e sono tornati nella Striscia di Gaza passando attraverso una rete fitta di tunnel, traducendo con loro circa 240 ostaggi.

“Immaginate cosa sarebbe successo – hanno chiesto gli avvocati d’Israele alla Corte dell’Aia – se durante la Seconda Guerra Mondiale fosse esistita la Convenzione sul genocidio, e se uno Stato – al di fuori del contendere tra gli Alleati e l’Asse (i nazifascisti) – avesse chiesto di mettere sotto accusa gli Alleati per Genicidio?

Non è forse anche questa una follia!

L’ipocrisia, però, ha una sua peculiarità (quel miscuglio di viltà e di opportunismo) che non potrà essere mai smentita.

Hai voglia di dire, nelle circostanze di rito, parole di grande effetto emotivo!

I meschini ci sono sempre stati, ci sono e ci saranno sempre.

Non sono, però, neanche mancati i comportamenti altalenanti di chi non rinuncia all’ipocrisia, pur in presenza degli avvenimenti più raccapriccianti.

La saggezza antica, attestata dalla locuzione latina “verba volant, scripta manent”, si conferma, e senza che, sostituendo “scripta” con “facta”, si riduca la sua pregnanza valoriale.

C’è sempre una inquietante differenza tra il dire ed il fare delle persone, anche perché il buonismo non costa niente, mentre la coerenza comporta la rinuncia all’opportunismo.

Gli ipocriti in genere, in tutte le questioni, fanno sempre parte d’un cinico imbroglio, ma a smentirli sono sempre i drammi dell’umanità: pietre miliari nella memoria e nella coscienza degli uomini saggi e leali.

Gli orrori e le viltà umane indignano anche più degli stessi luoghi simbolo della morte e della infamia, come le immagini dei forni crematori e dei campi di sterminio: il cinico modo di nascondersi e confondersi, infatti, sa andare anche oltre l’atrocità materiale.

Se è ragionevole, per buona fede che s’ascoltino anche le parole di coloro di cui si dovrebbero nutrire dubbi e incertezze, è anche opportuno che si sia più cauti. Gli ipocriti non cambiano il loro modo d’essere dalla sera alla mattina.

Quante volte, infatti, si è sentito dire e ripetere “Mai più”?

Invece è accaduto ancora, e li abbiamo subito rivisti arrivare, già girati a fianco della bestialità e dell’orrore.

Ed ora il 27 gennaio cosa diranno?

Cosa si inventeranno per mimetizzarsi ancora?

Cosa diranno delle teste mozzate dei bambini e delle orrende mutilazioni delle giovani donne ebree?

Le parole, come si sa, sono volatili e fugaci, ciò che non cambia è ciò che si è davvero.

Ciò che divide l’uomo dalla bestia è anche il sostegno che si dà a chi difende il proprio popolo, minacciato da sempre, e chi, invece, l’usa e lo sacrifica per l’odio ancestrale, irrazionale, fanatico e razziale.

Resta il rammarico che non tutti hanno ancora assimilato dalla storia che i portatori di certezze ideologiche sono anche i portatori di odio e di pregiudizio, e sono coloro che nei metodi non sono mai stati distanti dall’orrore del nazifascismo.

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