
L’Europa tira dritto con l’alleanza tra Partito popolare, S&D, Liberali e imbarca i Verdi.
Avanti tutta controvento, per riaffermare le politiche bocciate dall’elettorato e volute da un burosauro che ormai gira a vuoto e da socialisti e verdi che hanno perso ogni contatto con la realtà.
Chiusa in una bolla ideologica, l’Unione Europea rischia la nullità strategica e la rivolta di chi non ne può più della tracotanza di apparati che ormai non fanno più nemmeno gli interessi dei fondi finanziari e condannano i Paesi europei alla deindustrializzazione e i popoli alla povertà crescente.
Eletta con largo voto presidente del Parlamento europeo la democristiana Roberta Metzola (cominciamo a chiamare i popolari con il loro nome), il voto per i vice presidenti ha visto imbarcare i verdi, ossia gli esponenti della politica dell’UE che è stata bocciata dagli elettori.
Il Parlamento europeo ha eletto al primo turno i primi undici vicepresidenti, tra questi c’è l’italiana Pina Picierno (Pd), riconfermata con 405 voti (la maggioranza richiesta era di 333).
Gli undici eletti sono: 1. Sabine Verheyen (PPE, Germania) – 604 2. Ewa Kopacz (PPE, Polonia) – 572 3. Esteban González Pons (PPE, España) – 478 4. Katarina Barley (S&D, Germania) – 450 5. Pina Picierno (S&D, Italia) – 405 6. Victor Negrescu (S&D, Romania) – 394 7. Martin Hojsik (Renew, Slovacchia) – 393 8. Christel Schaldemose (S&D, Danimarca) – 378 9. Javi López (S&D, Spagna) – 377 10. Sophie Wilmès (Renew, Belgio) – 371 11. Nicolae Stefanuta (Verdi/ALE) – 347.
Per i nomi proposti dai Conservatori si è dovuto attendere il secondo turno, quando sono stati eletti il lettone Roberts Zile (Ecr) e l’italiana, Antonella Sberna (Ecr). Sempre al secondo turno è passato il francese di The Left Younous Omarjee.
Tutto questo avviene mentre domani si dovrà eleggere Ursula von der Leyen che, a questo punto, chiaramente proseguirà a imporre ai popoli europei le follie green, climatiche, woke che hanno contraddistinto la sua precedente gestione.
Mentre le sinistre europee, con la responsabilità colpevole dei democristiani del Ppe, si apprestano a fare come prima, intorno a loro il mondo cambia.
In America il tentativo di eliminare fisicamente Donald Trump è andato male per chi lo ha organizzato e Joe Biden ha dovuto dire che negli Usa sono tutti americani, ammettendo che Donald Trump non è un antidemocratico che rovinerà l’America, ma solo uno che ha un programma diverso dal suo.
Cosa, questa, che per gli europei delle sinistre rosso-verdi, con la connivenza dei democristiani, è semplicemente impensabile.
Il fatto che Donald Trump sia vivo cambia le carte in tavola, indipendentemente dal risultato delle elezioni di novembre.
La nomina di un suo vice come Vance fa sì che il Gop (Partito repubblicano) sia ormai indisponibile per ogni logica delle porte girevoli e che questo apra una profonda crepa anche nel deep state e nelle forze economiche e militari.
Nei prossimi giorni cadranno molte teste, anche se probabilmente non ne sapremo nulla.
Volodymir Zelenskiy, che è più avvertito della Von der Leyen, ha invitato Mosca al prossimo vertice di pace che si dovrebbe tenere a novembre, ossia quando si saprà chi comanda alla Casa Bianca.
Il Cremlino ha risposto: “Bisogna capire che cosa intende Zelensky”, che non è un no.
La Tass ha scritto che Trump dialogherà con Putin senza mediatori. Notizia non commentata dall’ex presidente americano.
Durante una conferenza stampa a Kiev, dopo la sua visita negli Stati Uniti per un vertice dell’alleanza di difesa della NATO, Zelenskiy ha aperto la porta a colloqui diretti con funzionari di Mosca. “Credo che i rappresentanti russi dovrebbero essere presenti al secondo vertice”, ha detto lunedì Zelenskiy, descrivendo i preparativi per un successivo incontro degli alleati dell’Ucraina.
Esternazione non a caso successiva al fallito assassinio di Trump
Sulla linea di colloqui di pace si è posto, sollevando l’isteria dei mandarini guerrafondai dell’UE, anche il premier ungherese Viktor Orban, il quale, come riporta il Financial Times, ha citato i piani di pace di Donald Trump.
Il candidato repubblicano alla presidenza Donald Trump chiederà rapidamente che l’Ucraina tenga colloqui di pace con la Russia se verrà rieletto, avrebbe scritto Orban nella missiva.
La lettera segue una recente serie di incontri con il presidente russo Vladimir Putin, il presidente cinese Xi Jinping, il presidente Volodymyr Zelensky e Trump in quella che Orban ha definito una “missione di pace”. “Non possiamo aspettarci alcuna iniziativa di pace da Trump fino alle elezioni”, ha scritto Orban nella sua lettera. “Posso tuttavia affermare con certezza che subito dopo la sua vittoria elettorale, non aspetterà fino al suo insediamento, ma sarà pronto ad agire immediatamente come mediatore di pace”.
Orban ha affermato che Trump “ha piani dettagliati e ben fondati per (un piano di pace)”. Alla luce dei recenti incontri, Orbán ha anche detto che c’era una “osservazione generale” secondo cui “l’intensità del conflitto militare aumenterà radicalmente nel prossimo futuro”.
La nomina di Vance come vice di Trump fa capire che la Cina sarà il pericolo numero uno per gli Usa e che, pertanto, è necessario chiudere la partita ucraina.
Il mancato assassinio di Trump creerà anche un cambiamento in Medio Oriente. Trump è un sicuro amico di Israele e dei Sunniti, ma non è per nulla amico di Bibi Netanyahu, la qual cosa potrebbe già ora avere delle conseguenze negli equilibri di Tel Aviv.
Domani è un giorno cruciale.
Sapremo de Ursula von der Leyen sarà rieletta e con quali voti.
L’incontro con i deputati di Ecr ( tra cui anche i 24 rappresentanti di Fratelli d’Italia) non convince e non a caso, Ursula Von der Leyen è stata laconica: “E’ stata un’ora intensa”.
Il rischio di Giorgia Meloni, se si decidesse a votare la von del Leyen è che i suoi voti potrebbero essere aggiuntivi, mettendo la leader di Ecr in un cul de sac.
Meglio votare contro e poi dare battaglia sui singoli provvedimenti, sui quali, come è probabile, l’Unione Europea sarà un Vietnam.
Giovedi sentiremo anche il discorso di Donald Trump, che si annuncia come un programma che va al di là delle polemiche elettorali e che potrebbe delineare i nuovi assetti del mondo, non dopo le elezioni, ma già ora.
Il tentato assassinio, con il suo fallimento, sta rimescolando le carte nel profondo del deep state Usa, dei finanziatori, degli alleati interni, con tutte le conseguenza del caso.
Chi marcia controvento, come se nulla fosse, è la bolla ideologica , che associa socialisti, liberali e verdi, con la connivenza dei democristiani, in Europa.
Quando la bolla scoppierà sarà troppo tardi anche per le élite tracotanti che stanno a Bruxelles.





