
Trentanove anni, ex marines, laureato a Yale, rappresentante dell’ala dura del partito
Alla fine è il senatore D.J. Vance ad aggiudicarsi la gara per diventare il vice di Donald Trump, che di recente lo aveva paragonato ad un “giovane Lincoln” per la sua barba ispida.
Trump ha scelto il ‘falco’ Vance, il candidato più giovane (con i suoi 39 anni uno dei vice piu’ giovani), più intellettuale (studi a Yale e autore nel 2016 del bestseller ‘Hillbilly Elegy’, diventato anche un film), più incisivo in tv e anche più conservatore: in particolare sull’ aborto, dove ha sposato il bando nazionale prima di sfumare la sua posizione, ma anche sugli aiuti all’Ucraina.
La sua storia, “Hillbilly Elegy”, in cui raccontava una vita di riscatto partita da una famiglia povera della classe operaia bianca, lo ha reso un simbolo dell’American Dream e della voglia di lottare contro le insicurezze dell’economia.
Capace quindi di mobilitare la base più tradizionalista. E, come campione della classe media bianca in crisi, oggetto del suo memoir sulla sua famiglia e sulla cultura degli Appalachi, capace pure di attrarre i voti della cruciale Rust Belt.
Ma l’astro nascente dei repubblicani, che potrebbe rappresentare il futuro del partito dopo il tycoon.
Ex ‘venture capitalist’ di successo ed ex marine in Iraq, Vance contava anche sull’appoggio di Donald jr, il figlio maggiore di Trump, e dell’ex anchor di Fox Tucker Carlson.
La scelta di J.D. Vance come vicepresidente potrebbe portare la futura amministrazione del presidente Donald Trump, in caso di vittoria alle elezioni del prossimo 5 novembre, ad avere un approccio ancora più muscolare nei confronti della Cina, in particolare sul dossier Taiwan.
Ne sono convinti gli esperti cinesi intervistati dal quotidiano “South China Morning Post”, edito a Hong Kong.
Il 39enne senatore dell’Ohio, intervistato lunedi sera dall’emittente “Fox News”, ha già fatto sapere che il focus della politica estera di un’eventuale amministrazione Trump sarà sulla Cina, descritta come “la più grande minaccia” degli Stati Uniti. Secondo Zhu Junwei, direttore del Centro per gli studi americani del think tank Grandview Institution di Pechino, “Vance si unirà probabilmente a Trump nel promuovere una politica estera meno attenta all’Ucraina e più alla Cina”.
Un particolare interessante è che negli ultimi mesi il senatore ha organizzato raccolte di decine di milioni di dollari in un’area tradizionalmente legata ai Democratici, quella dell’alta tecnologia.





