Home Economia e finanza UN GOVERNO CHE COME QUELLI PRECEDENTI NON SA AFFRONTARE LE PROBLEMATICHE ECONOMICHE

UN GOVERNO CHE COME QUELLI PRECEDENTI NON SA AFFRONTARE LE PROBLEMATICHE ECONOMICHE

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di Francesco Pontelli

il governo Meloni si è insediato il 22 /10/2022: quindi è in carica da 24 mesi.

Dopo soli sei (6) mesi si è registrata la prima riduzione della produzione industriale, un fondamentale economico importante per indicare l’andamento dell’economia nazionale.

A questa prima rilevazione negativa ne sono seguite altre 17 consecutive fino alla diciottesima (18) dell’ultima rilevazione senza che si sia registrata alcuna reazione governativa. 

Quindi, da oltre un anno e mezzo si è scelto di non ascoltare quanto il sistema economico indicava a monte della filiera industriale.

Si è preferito, invece, di affidarsi ad una illusoria compensazione con l’economia turistica, che per altro segna ora un mesto -2,5%.

in un simile contesto, non improvviso ed inaspettato come è successo con la guerra Russo Ucraina o la crisi mediorientale ma assolutamente verificabile e prevedibile mese dopo mese anche con mediocri competenze generali, si sarebbero dovute rivedere le priorità come le iniziative di politica economica favorendo quelle con ricadute positive per le imprese ed i cittadini. 

Un amministratore avveduto avrebbe, se non annullato,  quantomeno rimandato di due anni tutte le spese infrastrutturali non PNRR, dal  il ponte sullo stretto di Messina alle spese per armamenti fino alla pista di Bob a Cortina d’Ampezzo, e contemporaneamente  annullare ogni spesa  relativa alla riduzione del cuneo fiscale(costo 11 mld) che determinerebbe in più  una ricaduta risibile per i cittadini (*).

Viceversa con un costo minimo si sarebbe dovuto mantenere “lo sconto”, introdotto dal governo Draghi, sulle accise ( costo 2,4 mld) che avrebbe innescato una spirale deflattiva stabile nella filiera alimentare che risente maggiormente dei costi di distribuzione.

in questo contesto ampiamente prevedibile con la semplice osservazione dei dati macroeconomici negativi, pensare di mantenere la serie infinita di bonus ed addirittura introdurne un altro “della befana o di Natale” (**) risulta assolutamente insostenibile. 

In più   inserire un concordato preventivo (un nonsense perché un concordato nasce per sanare una situazione pregressa e non certamente per definirne una futura), rappresentano l’ennesima conferma della classica irresponsabilità governativa. 

Del resto, la medesima e già ampiamente bocciata strategia adottata dal governo Draghi,  il quale introdusse la tassazione delle extra profitti delle aziende energetiche ma che lasciò un buco di bilancio di 9,2 miliardi,  ora la si vorrebbe riesumare  per la tassazione dell’intero sistema bancario e l’industria degli armamenti:  garantendosi probabilmente  i medesimi risultati.

Quello che emerge come incredibile, da parte dell’ex presidenza Draghi e dell’attuale Meloni e di un tale Giorgetti, è la mancata comprensione dell’ingente costo in termini di credibilità pagato  dal  paese nel quale ad ogni stagione si  modifica il quadro normativo fiscale, dimenticando, o peggio ignorando, come proprio sulla base della normativa fiscale vengono valutati ed eventualmente decisi gli investimenti nel nostro paese.

In altre parole, la stabilità fiscale rappresenta un parametro fondamentale per attrarre gli investimenti specialmente se esteri, un parametro ancora oggi sconosciuto alla buona parte della compagine ministeriale degli ultimi decenni. 

Per di più, in questi ultimi diciotto (18) mesi si sono azzerate le tariffe elettriche tutelate, in nome di un non meglio specificato vantaggio garantito dal mercato libero, che ha mandato nel panico milioni di famiglie ed causato una perdita di competitività per imprese.  Mentre in Germania verranno reintrodotte e in Francia si è nazionalizzato l’intero settore.

In altre parole, avere ignorato quello che i dati macro già indicavano da un anno e mezzo, dimostra una sostanziale incompetenza ed un approccio politico all’economia che poco hanno a che fare con la responsabilità richiesta per governare.

In questo assolutamente in linea con i governi precedenti. 

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  • Redazione

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