
L’intelligence militare ucraina “non conferma e non smentisce” la paternità dell’attacco di droni ad un deposito di petrolio a San Pietroburgo, ma sottolinea che dimostra “un nuovo livello di qualità” dei mezzi di distruzione.
“Come al solito non confermiamo e non smentiamo, ma semplicemente diamo i fatti. Vi erano state in precedenza esplosioni nell’oblast di Leningrado, ma questa volta c’è un nuovo livello di qualità in termini sia geografici che di livello dei mezzi di distruzione. Ebbene sì, il nemico ha motivo di preoccuparsi per le sue installazioni militari a San Pietroburgo e nell’oblast di Leningrado”, così il portavoce dell’intelligence militare, Adrii Yusov, citato da Ukrainska Pravda.
Citando una fonte militare ucraina, Reuters riporta che un drone ha colpito un terminale petrolifero a San Pietroburgo come parte di una “nuova fase” nella regione. Anche un funzionario nominato dalla Russia nell’Ucraina sud-orientale occupata ha riferito all’agenzia che durante la notte l’Ucraina ha tentato, senza però riuscirci, di colpire con un drone un terminale petrolifero russo sul Mar Baltico.
La Russia afferma che ieri notte i suoi sistemi di difesa aerea hanno abbattuto un drone ucraino sopra la regione di Mosca e ne hanno intercettato un altro su quella di Leningrado.
Lo riporta l’agenzia di stampa Tass, citando il ministero della difesa russo.
Le forze russe hanno lanciato quasi quaranta droni di progettazione iraniana sul territorio ucraino e hanno sparato missili guidati contro la città orientale di Kharkiv, la seconda più grande del Paese. L’aeronautica militare ucraina ha dichiarato di aver abbattuto 22 dei droni russi.
Già mercoledì sera i bombardamenti sulla regione di Kharkiv hanno ucciso una donna che lavorava in una centrale elettrica e di riscaldamento e ferito altre due persone a Chuhuyev, a sud-est del capoluogo, e danneggiato un istituto scolastico. Martedì due missili hanno ferito 17 persone a Kharkiv.
Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che le forze russe hanno preso il controllo di Vesele, un insediamento nella regione orientale ucraina di Donetsk. Mosca non ha fornito dettagli, ha solo detto che il villaggio è stato conquistato grazie a quelli che ha definito gli sforzi attivi delle unità che fanno parte del gruppo militare meridionale della Russia.
Un villaggio con questo nome, popolato da circa 100 persone, si trova a 20 chilometri (12 miglia) a nord-est della città di Bakhmut, controllata dai russi, in un’area che ha visto intensi combattimenti.





