
di Giorgio Cattaneo
Siamo alle prese con la sesta estinzione di massa: spariscono specie animali e vegetali. Altri numeri impressionanti: il traffico marittimo, che avvelena l’aria e uccide gli oceani (e il 90% di ciò che compriamo arriva proprio via mare). Eppure, del trasporto marittimo si parla pochissimo: siamo troppo distratti da cose più serie, come il terrorismo climatico.
Così perdiamo di vista i numeri: ogni giorno, verso i nostri porti, sono in viaggio 20 milioni di container. Lo si può leggere tranquillamente su Wikipedia: i gas di scarico delle navi sono ritenuti altamente dannosi. Più del 40% dell’inquinamento atmosferico sulla terraferma proviene dalla navigazione.
Se poi si alzano gli occhi al cielo – scrutando l’orizzonte ormai regolarmente velato dal rilascio persistente dei velivoli – si scopre che sono 26.000 gli aerei che decollano giornalmente. Secondo il “Guardian”, un volo da Roma a Londra (andata e ritorno) emette 234 chili di anidride carbonica per passeggero: è più della media prodotta annualmente da un cittadino africano. Il 30% di queste emissioni si dissolveranno nell’atmosfera solo in tren’anni. Il 50% rimarrà con noi per qualche secolo, mentre il 20% resterà in circolo per migliaia di anni.
Veleni fuori controllo, da quando – nell’ultimo mezzo secolo – il Pil mondiale è esploso: da 3,4 trilioni di dollari agli oltre 85 trilioni nel 2020. Quindi qual è la vera emergenza di oggi? Ovvio: l’inquinamento, l’avvelenamento. L’incessante cementificazione selvaggia. Il boom dell’industria pesante in vaste aree del pianeta. I traffici in crescita esponenziale. La devastazione sistematica degli ecosistemi, quasi ovunque. Ecco il dramma: quello che la favola climatica sta letteralmente oscurando.
Lo conferma l’Oms: i veleni sono il primo fattore di rischio, per la salute. Bonificando l’ecosistema – si legge in un report, riportato dall’Iss – in tutto il mondo si potrebbero evitare 13 milioni di morti ogni anno. In 23 Stati, un decesso su dieci è dovuto al consumo di acqua non potabile. Vittime assolute, i bambini: rappresentano il 74% dei morti per malattie diarroiche e infezioni alle vie respiratorie. Anche in Europa, per i minori, la percentuale di morti dovute a cause ambientali sale al 34%. E in Italia? «La percentuale del carico delle malattie attribuibili a cause ambientali è del 14%, per un totale di 91.000 morti all’anno, di cui 8.400 per inquinamento atmosferico».
Nel mondo non virtuale – quello di una volta – forse se ne sarebbe parlato in termini razionali e scientifici, non emotivi, alla ricerca di soluzioni possibili. La catastrofe avanza? Che sorpresa, davvero: chi avrebbe potuto prevederlo? Un boom senza precedenti nella storia, la globalizzazione mercantile. Scontato, quindi, l’immane avvelenamento mondiale? Ecco: basta non dirlo. Basta ripetere che la colpa è del clima, non dei miliardi di tonnellate di veleni. Altrimenti come farebbero, i Padroni della Verità, a tuffarsi nel loro nuovo business, facendolo sembrare addirittura nobile e virtuoso proprio in quanto green?
Millenni fa, gli antenati ancestrali – Neanderthal – disegnavano bisonti sulle pareti delle caverne. Oggi, i nuovi Neanderthal – che nelle caverne vorrebbero far tornare noi – hanno un sogno pittorico: imbrattare di vernice anche la Cappella Sistina (per salvare il pianeta, ovviamente). E certo: oggi sta soffrendo terribilmente, il geoide errabondo. Per colpa di chi? Lo si è già scoperto, a tempo di record. No, il cattivone non è il megadirettore galattico, figurarsi. Il reo – processato per direttissima – è proprio lui: il ragionier Ugo Fantozzi.
Chi l’avrebbe mai detto? Ieri era solo uno scansafatiche, il tipico italiano mangia-spaghetti, tutto chitarra e mandolino. Votava politici ladri, dunque faceva esplodere il debito pubblico. Poi s’è messo a consumare smodatamente. E ora ha assunto un profilo addirittura criminale: quello del negazionista climatico. Si tratta proprio di un assioma: è sempre colpa sua, anche l’estinzione delle balene. Ancora a piede libero, si ostina a circolare con la sua archeologica Bianchina, anziché in monopattino.
Lo sanno anche i sassi: sono le prime 20 multinazionali del pianeta a causare il 90% dell’intossicazione ambientale. Forse sarebbe il caso di spiegarlo anche ai nuovi Neanderthal, quelli che si divertono a colorare l’acqua delle nostre fontane. Probabilmente si informano proprio sui giornali del megadirettore galattico, che si è appena lanciato nell’affarone finanziario delle rinnovabili. Sono quei giornali a ripetere, dal mattino al sera, che gli asini volano. Soltanto i citrulli credono ancora che i quadrupedi svolazzino unicamente nelle favole. Ben venga, dunque, la giusta punizione. Sia messo al bando l’indegno Fantozzi: il laido, ottuso, incorreggibile negazionista.





