Home Politica Trump, Vance e i tech bro: genealogia del nuovo potere statunitense

Trump, Vance e i tech bro: genealogia del nuovo potere statunitense

0
nuovo potere statunitense

I tech bro, architetti di visione geopolitica

A un primo sguardo, ciò che sta accadendo nel presente può apparire contraddittorio, Donald Trump che entra in rotta di collisione con il Papa, il primo Pontefice americano della storia, Giorgia Meloni che, in un primo momento viene valorizza come la leadership europea e, a distanza di pochi giorni, Trump prende le distanze dalle sue parole.
In superficie, tutto questo potrebbe restituire l’immagine di una leadership instabile, impulsiva, persino oscillante.

Eppure, non è così, più che a una discontinuità, stiamo assistendo all’esecuzione di una linea già tracciata, nella quale la tensione pubblica, lo scontro simbolico e la presa di distanza selettiva diventano strumenti di costruzione del consenso e di ridefinizione degli equilibri di potere, ed è dentro questa traiettoria che va letto il nuovo paradigma americano.

L’America che stiamo osservando oggi non è soltanto quella di Donald Trump, ma il prodotto di una trasformazione molto più profonda, maturata negli ultimi vent’anni nel rapporto tra tecnologia, potere e Stato.

La stagione di Bill Gates e di Steve Jobs era ancora figlia di un’idea liberal della Silicon Valley: innovazione, globalizzazione, apertura dei mercati, fiducia nella mobilità sociale e nel mito meritocratico.

La fase attuale, incarnata da Elon Musk, Peter Thiel e dal retroterra politico di J. D. Vance segna, invece, il passaggio a una nuova ideologia del potere, meno universalista, più identitaria, più securitaria, profondamente intrecciata con l’apparato strategico dello Stato.

Non è un semplice spostamento culturale verso Donald Trump, ma la nascita di una nuova élite tecno-politica che ha capito una cosa essenziale, nel XXI secolo il potere non si esercita soltanto attraverso il capitale finanziario, ma attraverso infrastrutture, dati, algoritmi, difesa, spazio e intelligence.

Qui si comprende il ruolo di Palantir Technologies e del mondo di Peter Thiel, tecnologia e sicurezza non sono più separabili.

Lo scontro tra Donald Trump e Papa Leone XIV non è un episodio isolato né soltanto una polemica politica, è il riflesso di due visioni opposte della sovranità.

Da una parte il Vaticano richiama pace, limite morale, universalismo e primato etico sulla forza, dall’altra la nuova America trumpiana e post-liberal afferma il primato della decisione politica, della sicurezza nazionale e dell’interesse strategico.

Le parole di J. D. Vance sono particolarmente rivelatrici. Quando afferma che il Vaticano dovrebbe attenersi alle questioni morali e lasciare alla presidenza la definizione delle politiche pubbliche, non sta soltanto difendendo Trump, sta delineando una nuova dottrina dei rapporti tra morale e Stato.

È il passaggio dall’America della mediazione all’America della sovranità assertiva.

In questo senso i tech bro non sono più semplicemente imprenditori, sono diventati architetti di visione geopolitica.

Lo dimostrano i legami tra capitale tecnologico, difesa, spazio, IA, piattaforme e costruzione del consenso. La vera rivoluzione non è solo politica è antropologica e strategica.

L’America di oggi sta ridefinendo il proprio rapporto con le istituzioni morali, con l’Europa, con la Chiesa e con il concetto stesso di ordine liberale, e Trump è il volto politico di questo processo.

Trump non crea la crisi, ma la interpreta e la organizza politicamente. La frattura tra l’America industriale impoverita e la nuova élite tecnologico-finanziaria, la crisi dell’ordine liberal e la ridefinizione del rapporto tra Stato, tecnologia e sovranità precedono la sua ascesa alla Presidenza.

Trump si inserisce in questa faglia storica, la rende linguaggio politico, consenso e proiezione di potenza. In questo senso, più che l’origine del cambiamento, Trump è il vettore più visibile, invece Elon Musk, Peter Thiel e J. D. Vance ne rappresentano la struttura ideologica.

Guardando alla traiettoria degli ultimi vent’anni, alcuni passaggi meritano una riflessione ulteriore.

Peter Thiel ha svolto un ruolo significativo nel sostenere l’ascesa pubblica e politica di J. D. Vance, anche attraverso il consolidamento della sua figura nazionale dopo la pubblicazione di “Hillbilly Elegy” nel 2016.

Quel libro non è soltanto un’autobiografia, ma una delle chiavi interpretative della frattura sociale dell’America post-industriale, il declino della middle America, l’erosione dell’ascensore sociale e la crisi del sogno americano.

È in questo contesto che il percorso personale di Vance, cresciuto in ambiente protestante e successivamente convertitosi al cattolicesimo con una dichiarata attenzione al pensiero di Sant’Agostino, assume un rilievo culturale ulteriore.

Il fatto che oggi il primo Papa americano della storia appartenga proprio alla tradizione agostiniana non va letto in termini di causalità, ma come segnale di traiettorie culturali che, in questo passaggio storico, si intersecano.

Più che coincidenze, sono convergenze di percorsi politici, religiosi e strategici che aiutano a comprendere la profondità della trasformazione americana.

Non siamo di fronte a dinamiche casuali, ma a una classe dirigente che costruisce nel tempo una traiettoria di potere nella quale tecnologia, visione culturale, consenso sociale e strategia geopolitica convergono.

Per comprendere ciò che accade tra Washington e il Vaticano, o tra Stati Uniti, Cina e Russia, bisogna leggere questa trasformazione in profondità, non è una deviazione, ma è un atto un nuovo paradigma di potenza americano.

Autore

  • Elena Tempestini

    Elena TempestiniElena Tempestini, giornalista, storica, speaker radiofonica, comunicazione, capo redattore di Idee di Governo.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui