A cura di Agenzia Nova
Si punta a evitare un conflitto prolungato che aggraverebbe inflazione e rallentamento economico globale
I Ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali del G7 si sono riuniti a Washington per valutare l’impatto economico della guerra in Iran, avviata da Stati Uniti e Israele oltre un mese fa.
Al centro dei colloqui, l’impennata dei prezzi dell’energia e le interruzioni delle catene di approvvigionamento, in un contesto segnato da crescenti divergenze tra Washington e le capitali europee.
I partecipanti puntano a evitare un conflitto prolungato che aggraverebbe inflazione e rallentamento economico globale.
Nonostante una tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran, lo scenario resta incerto, anche a causa delle limitazioni al traffico nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio energetico mondiale.
Tra i temi sul tavolo anche il sostegno all’Ucraina e la sicurezza delle forniture di materie prime strategiche.
A margine dell’incontro, la Ministra delle Finanze giapponese Satsuki Katayama ha avuto un colloquio con il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, concordando un rafforzamento del coordinamento su cambi e politiche economiche.
La Ministra ha inoltre illustrato le iniziative giapponesi per garantire approvvigionamenti energetici, inclusi acquisti di petrolio dagli Stati Uniti e un pacchetto di sostegno da 10 miliardi di dollari per i Paesi asiatici.
La riunione, presieduta dalla Francia nell’ambito degli incontri primaverili di Fondo monetario internazionale e Banca mondiale, difficilmente si concluderà con una dichiarazione congiunta, segnale delle difficoltà nel trovare una linea comune.





