A cura di Agenzia Nova
Lo scorso febbraio il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 27,3 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 3.139,9 miliardi.
È quanto emerge dalla pubblicazione statistica “Finanza pubblica: fabbisogno e debito” della Banca d’Italia.
Con questa pubblicazione vengono diffusi i dati di febbraio 2026 relativi al debito e al fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche e alle entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato.
L’incremento riflette il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche, 14,2 miliardi, la crescita delle disponibilità liquide del Tesoro, 12,9 miliardi, a 74,8, nonché l’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio, 0,2 miliardi.
Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, l’aumento del debito è imputabile a quello delle Amministrazioni centrali, 26,9 miliardi, e a quello delle Amministrazioni locali, 0,4 miliardi; il debito degli Enti di previdenza è rimasto pressoché invariato. La vita media residua è rimasta stabile a 7,9 anni.
La quota del debito detenuto dalla Banca d’Italia ha continuato a diminuire, collocandosi al 18,0 per cento, dal 18,3 del mese precedente.
A gennaio, ultimo mese per cui questo dato è disponibile, la quota detenuta dai non residenti era aumentata al 34,9 per cento, dal 34,3 per cento del mese precedente, mentre quella degli altri residenti, principalmente famiglie e imprese non finanziarie, era diminuita al 14,3 per cento (dal 14,5 per cento del mese precedente





