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La politica quando dimentica l’etica

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La politica quando dimentica l'etica

Trump attacca la Meloni, la Schlein solidarizza con la Premier

Dunque, la reazione di Trump non ha tardato. ChiunTrump attacca la Meloni, la Schlein solidarizza con la Premierque non sia d’accordo con lui lo delude, lo tradisce, lo sciocca.

Il presidente americano dopo avere attaccato nell’ordine, la UE, la von der Leyen, Zelensky, Macron, Sanchez, Merz, Starmer, la Cina, il Papa, la NATO, l’ONU, dopo essere uscito pressoché da tutti gli organismi internazionali, se l’è presa con la Meloni e, in una breve intervista al Corriere, ha confessato di essersi sbagliato su di lei, perché pensava avesse più coraggio, sostenendo che l’Italia verrà distrutta dagli emigranti e, anzi, che l’Italia non c’è più perché immigrati e costi dell’energia la seppelliranno.

Per la verità, la Meloni ha avuto il coraggio di cantargliele prendendo le difese di papa Leone, come nessun leader europeo ha fatto. Aveva definito quella in Iran, non la nostra guerra, aveva negato le basi italiane ai bombardieri americani, ha trovato inaccettabili le accuse a un papa che predicava la pace del Vangelo.

Vance distingue tra etica e politica ma la distinzione è labile. Se c’è una guerra, anzi più d’una e non va certamente dimenticata quella di Putin in Ucraina, il papa ha il dovere etico di invocare la pace, cioè la fine dell’uccisione di uomini, donne e bambini e di indicare che si trovino forme diverse per perseguire obiettivi politici.

Già negli anni passati la Chiesa aveva affrontato il tema della guerra giusta, ammettendo che in talune circostanze le armi potessero anche essere prese.

Ma l’unica clausola ammessa alla riflessione dal Concilio Vaticano II è quella della guerra di difesa, ponendo definitivamente in soffitta la teoria della guerra giusta fino ad allora prevalente.

E qui siamo già nella dimensione in cui etica e politica si incontrano. Non c’è nessuna guerra giusta. Solo, eventualmente, la legittima difesa.

Trump non può conoscere i testi del Concilio né la filosofia di Agostino, Tommaso d’Aquino fino a Giovanni XXIII, e, a proposito di lotta agli immigrati, Trump non può neanche sapere che Agostino, il più grande filosofo della cristianità, era africano, perché algerino.

E, addirittura, ritenere che, solo per essere americano, papa Leone debba rispondere a lui e non alla Chiesa.

È lo stesso strafalcione culturale che al rozzo cow boy suggeriva di scegliere lui la massima autorità religiosa dell’Iran dopo l’uccisione di Kameney, senza essere musulmano sciita.

Unica cosa positiva e finalmente soddisfacente è il discorso di Elly Schlein alla Camera in un revival di rinnovata unità nazionale che ha condannato gli attacchi di Trump alla Meloni offrendole solidarietà in nome di un sentimento patriottico.

Ovviamente, nel campo largo, e sempre sbracato, hanno preso le distanze dalla segretaria del PD Bonelli, Fratoianni e soprattutto i Cinque stelle che dell’Italia, della sua dignità e della sua autonomia, non gliene può fregà de meno.

Basta attizzare il fuoco e accusare il governo anche quando ha ragione.

Contenti loro…

Autore

  • Mauro Del Bue

    Mauro Del Bue

    Mauro Del Bue, politico, giornalista e storico italiano. Già deputato del PSI e del Nuovo PSI, è stato Sottosegretario al Ministero delle infrastrutture nel Governo Berlusconi III. Nel 2007 è stato uno dei principali protagonisti della rinascita del PSI. Dal 2013 al 2022 ha diretto la versione online de L'Avanti!. Dal 2023 dirige il quotidiano online La Giustizia.

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