
Come riferisce Newsweek, ieri, durante una riunione del Consiglio dei ministri, Donald Trump si è scagliato contro il presidente russo Vladimir Putin, dicendo ai giornalisti: “Riceviamo un sacco di stronzate da Putin” e liquidando la cordialità del leader russo come “insignificante”. “È sempre molto gentile, ma alla fine non ha più senso”, ha detto Trump.
Questi commenti sono arrivati mentre Trump confermava che gli Stati Uniti avrebbero ripreso a inviare armi all’Ucraina, annullando una breve pausa nelle spedizioni.
Venerdì scorso Trump aveva detto ai giornalisti di non essere sicuro di poter contribuire a porre fine alla guerra in corso tra Russia e Ucraina. “Non lo so. Non posso dirvi se ciò accadrà o meno”, ha detto Trump.
Lunedì Trump ha detto ai giornalisti di essere “francamente deluso dal fatto che il presidente Putin non si sia fermato”.
Conseguentemente Donald Trump ha ordinato l’invio immediato di dieci intercettori missilistici Patriot in Ucraina.
Lo riferisce il sito d’informazione “Axios”, precisando che la decisione è giunta al termine di una serie di consultazioni tra la Casa Bianca, il Pentagono e leader internazionali, a cominciare dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Dieci intercettori missilistici Patriot non cambiano di una virgola le sorti della geurra, che appaiono segnate, con i russi che premono e avanzano su tutta la linea del fronte.
“Dobbiamo inviare più armi all’Ucraina. Armi difensive, perché devono potersi difendere”, ha dichiarato Trump lunedi sera a Washington durante un incontro con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Poco dopo, il dipartimento della Difesa ha confermato che, “su indicazione del presidente Trump”, verranno inviati nuovi armamenti per rafforzare la capacità difensiva dell’Ucraina, “mentre si lavora a garantire una pace duratura”.
Washington intende inoltre facilitare ulteriori forniture tramite partner europei.
In questo contesto, un ruolo chiave potrebbe essere giocato dalla Germania. Il cancelliere Friedrich Merz, secondo fonti governative citate da “Axios”, ha chiesto a Trump di sbloccare le consegne già programmate.
Il presidente statunitense, da parte sua, ha proposto che Berlino venda una propria batteria Patriot all’Ucraina, con i costi da ripartire tra Stati Uniti e alleati europei. L’intesa non è stata ancora raggiunta, ma i colloqui proseguono. Fonti tedesche affermano che la Germania ha già trasferito a Kiev una quota significativa del proprio arsenale di difesa aerea, superiore a quella fornita dagli Stati Uniti in termini proporzionali.
Il dibattito sulle forniture militari si inserisce nel più ampio problema della scarsità di scorte tra i Paesi Nato e delle limitate capacità produttive nel breve termine. Il segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth, ha identificato possibili sistemi Patriot disponibili in Germania e Grecia, il cui invio all’Ucraina potrebbe essere finanziato dagli Stati Uniti. Le trattative in tal senso sarebbero in corso da mesi.
“Axios” riferisce inoltre che Trump, pur restando riluttante a esaurire le riserve statunitensi, è stato influenzato negativamente dall’ultima conversazione telefonica con il presidente russo Vladimir Putin, seguita da un massiccio attacco aereo russo contro l’Ucraina.





