Il presidente USA accolto da una cerimonia sfarzosa
Le autorità cinesi hanno riservato al presidente USA Donald Trump un’accoglienza in grande stile, con un tappeto rosso steso in suo onore all’atterraggio dell’Air Force One.
Prima di partire Trump aveva dichiarato”: Questo sarà un viaggio emozionante. Accadranno molte cose, aggiungendo che Xi Jinping “è un mio amico. È una persona con cui vado d’accordo”.
Da Pechino, ieri mattina il portavoce del ministro degli Esteri, Guo Jiakun, ha affermato che “la Cina è pronta a collaborare per ampliare la cooperazione e gestire le differenze”.
È la prima volta in nove anni che un presidente USA va in visita di Stato in Cina. L’ultimo era stato proprio Trump, durante il suo primo mandato nel 2017. Tra gli obiettivi principali dell’incontro, stabilizzare i rapporti tra i due Paesi, soprattutto dal punto di vista commerciale.
A Pechino Trump ha trovato una cerimonia di benvenuto in grande stile: tappeti rossi e cori di centinaia di giovani che intonano un “benvenuto”. All’atterraggio dell’Air Force One, intorno all 19,50 ora locale, è stato steso un tappeto rosso in suo onore e il presidente è stato accolto dal vicepresidente cinese Han Zheng, dall’ambasciatore cinese a Washington Xie Feng, dal viceministro degli Affari esteri Ma Zhaoxu e dall’inviato statunitense a Pechino David Perdue.
Alla cerimonia di benvenuto hanno partecipato circa 300 giovani cinesi, una guardia d’onore militare e una banda militare. I giovani hanno sventolato all’unisono bandierine americane e cinesi.
“Benvenuto, benvenuto! Un caloroso benvenuto!”, hanno scandito in cinese.
Trump ha salutato le autorità dopo essere sceso dall’aereo, poi si è fermato e ha sorriso, osservando la scena. Non ha risposto alle domande, ma è salito su una limousine diretta al suo hotel. Il presidente non aveva altri impegni pubblici in programma fino a oggi.
A seguirlo fuori dall’aereo c’erano il figlio, Eric, e Lara Trump, sua nuora, oltre a imprenditori tra cui Elon Musk.
Martedi l’ambasciata cinese negli USA aveva avvertito che ci sono “quattro linee rosse” che il presidente Donald Trump non deve violare durante i suoi incontri di questa settimana con il presidente cinese Xi Jinping: la “questione di Taiwan”, il rispetto della democrazia e dei diritti umani in Cina, il percorso e il sistema politico del Paese, né il “diritto di sviluppo della Cina”.
L’ambasciata ha sottolineato che “la Cina e gli Stati Uniti dovrebbero esplorare la possibilità di costruire una relazione sino-americana strategica, costruttiva e stabile”, aggiungendo che “il rispetto reciproco, la coesistenza pacifica e la cooperazione vantaggiosa per entrambe le parti rimangono la strada giusta per andare d’accordo tra Cina e Stati Uniti”.
L’incontro con Xi è previsto per oggi. Si prevede che durante i colloqui i leader discuteranno della guerra con l’Iran, delle relazioni commerciali e della vendita di armi statunitensi a Taiwan.
“Siamo le due superpotenze”, ha detto Trump ai giornalisti martedì prima di lasciare la Casa Bianca. “Siamo la nazione più forte al mondo in termini militari. La Cina è considerata la seconda”.
Si prevede inoltre che il conflitto in corso con l’Iran giocherà un ruolo importante nei colloqui tra i due leader. La Cina rimane il maggiore acquirente di petrolio iraniano ed è stata colpita dalle interruzioni legate alla chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz, una rotta marittima fondamentale a livello globale.
Il Segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato la scorsa settimana che gli Stati Uniti sperano che Pechino possa usare la sua influenza su Teheran per contribuire alla riapertura della via navigabile e ridurre le tensioni nella regione.
Si prevede che i negoziati commerciali proseguiranno anche durante la visita. I dazi imposti da Trump sulle importazioni cinesi hanno messo a dura prova le relazioni tra i due Paesi, sebbene entrambe le parti abbiano concordato una tregua commerciale temporanea dopo l’incontro in Corea del Sud lo scorso ottobre.
Al vertice di Pechino, i funzionari di entrambi i paesi dovrebbero discutere di possibili estensioni dell’accordo commerciale ed esplorare nuove partnership economiche.
Ai cronisti che gli hanno chiesto se la guerra in Iran sarà tra gli argomenti di discussione, Trump ha risposto: “Non direi che l’Iran sia uno di questi, ad essere onesto con voi, perché abbiamo l’Iran ben sotto controllo. O raggiungeremo un accordo o saranno decimati. Quindi, in un modo o nell’altro, vinceremo noi. Ma parleremo, discuteremo con il presidente Xi di molte cose diverse. Direi che, più di ogni altra cosa, si tratterà di commercio”.
E che commercio, tecnologia, rapporti economici siano al centro dei colloqui lo dimostra il seguito di Trump.
Con Trump sono arrivati in Cina ben 17 capitani delle principali aziende tech e finanziarie degli Stati Uniti.




