Aperta a Bruxelles la due giorni del Consiglio d’Europa – Tanti temi cruciali sul tavolo, ma scarse prospettive di svolte immediate. Vertice di transizione, ossia chiacchere al vento – Zan (Pd): Garantire l’educazione sessuale a scuola –
Secondo i 27 d’Europa la situazione instabile in Medio Oriente sta avendo un forte impatto sui prezzi del petrolio e del gas.
Ciò si ripercuote direttamente sulle famiglie, sulle imprese e sull’economia europea. Anche il prossimo inverno comporterà ulteriori pressioni.
È quanto sottolineano fonti UE riassumendo i punti in comune emersi nel corso del dibattito tra i 27 sull’energia.
Le stesse fonti spiegano che i leader hanno convenuto sul fatto che “gli obiettivi a lungo termine dell’UE rimangono invariati: transizione energetica, autonomia strategica – con la necessità di diversificare e sviluppare fonti energetiche interne”.
Allo stesso tempo, secondo i 27, “sono necessarie misure a breve termine per far fronte all’impatto immediato dei picchi dei prezzi. In tale contesto, i leader hanno sostenuto le misure proposte dalla Commissione”.
I 27 divisi sugli ETS
A dividere i 27 è il paragrafo relativo al sistema ETS, tra i punti più delicati nel dibattito al summit.
Da un lato Italia, Grecia e i 4 Paesi Visegrad – a quanto si apprende da più fonti europee – puntano ad ammorbidire la difesa degli Ets prevista nella bozza di conclusioni.
Ma, sul punto, non c’è unità tra i Paesi membri. Dal lato opposto, infatti, i Nordici guidano il gruppo che non vuole alcun passo indietro sul mercato europeo delle quote di Co2.
Il ‘wording’ delle conclusioni è in corso, con gli sherpa impegnati assieme ai funzionari del Consiglio per un testo che sia bilanciato e approvato da tutti.
Adottare misure di breve termine contro il caro energia
Un funzionario europeo a conoscenza del dibattito in corso afferma che per i 27 è necessario adottare “misure a breve termine” per far fronte all’impatto immediato dei picchi dei prezzi e dunque, in tale contesto, i leader riuniti al Vertice UE hanno espresso “il proprio sostegno alle misure proposte dalla Commissione”.
Gli obiettivi “a lungo termine” dell’UE “rimangono invariati”: transizione energetica, autonomia strategica, con la necessità di diversificare e sviluppare fonti energetiche interne.
Amici Coesione, bilancio sia ambizioso, equo ed equilibrato
Il prossimo bilancio europeo 2028/2034 sia “ambizioso, equo ed equilibrato”. Lo chiedono il gruppo di paesi facenti parte degli Amici della Coesione che ieri mattina si sono riuniti prima del Consiglio europeo all’Europa Building.
In una nota congiunta Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia e Spagna articolano quattro richieste. La prima “preservare la capacità di attuazione del bilancio dell’UE”.
Dopo due riduzioni consecutive, la dimensione del bilancio proposto si è ridotta all’1,02% del reddito nazionale lordo (RNL) dell’UE, esclusi i rimborsi del Fondo generale di cooperazione in materia di economia e politica economica (NGEU).
Riteniamo che l’accordo finale debba garantire che il bilancio dell’UE possa affrontare le priorità esistenti ed emergenti, preservando al contempo le politiche chiave”.
Poi “proteggere i fondi destinati alle politiche nazionali di cooperazione e politica economica (NRPP), tra cui la Coesione e l’Agricoltura, sia in termini di finanziamento che di attuazione. Risorse adeguate devono essere accompagnate da norme che salvaguardino gli obiettivi specifici di queste politiche e consentano agli Stati membri e alle regioni di utilizzare efficacemente i fondi disponibili”.
Metsola: aperti al compromesso su bilancio, ma maggioranza difficile da trovare
La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, in conferenza stampa dopo l’incontro con i leader UE ha detto: “Il mio messaggio ai leader UE è stato che il Parlamento europeo sarà un partner nella ricerca di un compromesso” sul prossimo bilancio UE 2028/2034 “ma se il Consiglio Ue ha bisogno dei 27 Stati membri, il numero magico per il Parlamento è 361 voti. E non è una maggioranza facile da raggiungere”.
“Le posizioni – ha aggiunto Metsola – sono distanti tra Parlamento e Paesi Ue ma sono diverse anche tra Stati membri”, ha osservato.
“I leader hanno compreso perfettamente che il Parlamento non è un semplice organo di ratifica e non lo sarà mai e in questo Parlamento è difficile trovare maggioranze”.
Il PD pensa al sesso
Alessandro Zan, responsabile Diritti PD ed europarlamentare, con evidente interesse per le tasche degli italiani e per i problemi economici delle famiglie ha commentato: “Oggi il Consiglio d’Europa ha raccomandato agli Stati di garantire l’educazione sessuale a scuola, riconoscendone il ruolo fondamentale per prevenire la violenza sui minori. È un richiamo che smentisce la linea di Valditara, la sua legge e la crociata ideologica della destra. Come abbiamo sempre denunciato, subordinare questi percorsi al consenso preventivo delle famiglie e impedirlo nelle scuole dell’infanzia e primaria rischia di lasciare ragazze e ragazzi senza strumenti fondamentali per conoscere il proprio corpo, comprendere il consenso, riconoscere gli abusi e costruire relazioni rispettose. L’Italia è uno dei pochissimi Paesi dell’Unione europea in cui l’educazione sessuale non è ancora obbligatoria. È una lacuna che non possiamo più permetterci. Valditara rimuova subito gli ostacoli per garantire l’educazione sessuale e affettiva in tutte le scuole di ogni ordine e grado”.





