Home Politica estera La Mosquito Fleet iraniana e la nuova guerra del mare

La Mosquito Fleet iraniana e la nuova guerra del mare

0
Mosquito Fleet

La strategia dei Pasdaran punta a negarne la sicurezza

La guerra navale nel Golfo Persico sta entrando in una fase nuova e profondamente diversa da quella che per decenni abbiamo immaginato osservando le grandi flotte del Novecento.

Mentre l’attenzione internazionale continua a concentrarsi sulle portaerei statunitensi, sui cacciatorpediniere e sugli equilibri tra Washington e Teheran, nello Stretto di Hormuz si sta imponendo un modello molto più difficile da intercettare: quello della guerra asimmetrica permanente.

Ed è qui che emerge il vero protagonista della nuova strategia iraniana la “Mosquito Fleet” dei Pasdaran.

Non si tratta di una marina tradizionale.

Non è pensata per affrontare frontalmente le portaerei americane né per vincere una battaglia navale convenzionale.

È qualcosa di diverso, una rete fluida di piccole imbarcazioni veloci, droni, mezzi civili riconvertiti, missili costieri, mine navali e sistemi senza pilota progettati non per dominare il mare, ma per renderlo instabile.

La logica è semplice e insieme estremamente moderna, trasformare Hormuz in uno spazio di attrito continuo.

Dopo i pesanti colpi subiti dalla marina convenzionale iraniana, il baricentro operativo si è spostato quasi completamente verso le Guardie della Rivoluzione Islamica.

Ed è proprio la componente navale dei Pasdaran che oggi gestisce la pressione sul traffico commerciale e sulle rotte energetiche mondiali. Nel Golfo Persico non conta soltanto la potenza di fuoco conta la geografia.

Hormuz è un check point naturale, uno stretto relativamente ridotto attraverso cui passa una quota decisiva dell’energia globale. In uno spazio simile, anche mezzi piccoli e apparentemente marginali possono produrre effetti enormi.
La Mosquito Fleet nasce da questa consapevolezza.

Decine di motoscafi armati, capaci di muoversi rapidamente, confondersi con il traffico civile, saturare i radar e avvicinarsi in sciami alle grandi navi commerciali. Attorno a loro si sviluppa un sistema molto più ampio fatto di droni Shahed, missili antinave, radar costieri, infrastrutture nascoste e mezzi robotici senza pilota.

L’obiettivo non è distruggere frontalmente la superiorità americana ma aumentare il costo del passaggio.

E infatti il punto strategico centrale non è la vittoria militare classica, ma la capacità di rallentare il traffico marittimo globale, creare incertezza assicurativa, alzare i premi di rischio, destabilizzare i mercati energetici e trasformare ogni transito nello stretto in una potenziale crisi. La differenza fondamentale rispetto alle grandi marine del passato è tutta qui.

Le flotte tradizionali erano costruite per controllare il mare. La strategia dei Pasdaran punta invece a negarne la sicurezza.

È una trasformazione che riflette perfettamente la geopolitica contemporanea, le potenze regionali sanno di non poter competere simmetricamente con gli Stati Uniti, ma possono colpire i punti vulnerabili della globalizzazione. Hormuz è probabilmente il più vulnerabile di tutti.

Non bisogna infatti leggere queste operazioni come episodi isolati. I sequestri di navi commerciali, gli attacchi con droni, le molestie navali e le incursioni rapide fanno parte di una strategia coerente che utilizza la geografia come moltiplicatore di potenza.

In questo senso, la Mosquito Fleet è molto più di una semplice flotta di piccoli motoscafi.

Non più soltanto grandi battaglie navali tra flotte regolari, ma sistemi distribuiti, sciami, droni, saturazione, pressione psicologica, logoramento economico e destabilizzazione continua delle infrastrutture globali.

Se non puoi dominare il mare, lo puoi rendere insicuro

Abbiamo visto che rallentare uno stretto come Hormuz può rallentare una parte del mondo.

Autore

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui