A cura di Agenzia Nova
Meloni in Senato: “Entro l’estate sarà approvata la legge delega per la ripresa del nucleare in Italia”
“In un momento che è facile non è dovrebbe esserci meno spazio per la polemica è più spazio per un confronto concreto sulle grandi questioni strategiche”
“Sul nucleare approfitto anche per dire che entro l’estate sarà approvata la legge delega saranno adottati i decreti attuativi per il quadro giuridico necessario alla ripresa della produzione nucleare in Italia”.
Lo ha detto la presidente del Consiglio.
“C’è un quadro economico internazionale particolarmente complesso e le tensioni geopolitiche incideranno come già stanno incidendo sulla crescita, sui costi energetici, sulla competitività delle imprese, sul potere d’acquisto delle famiglie. In un momento che è facile non è dovrebbe esserci meno spazio per la polemica è più spazio per un confronto concreto sulle grandi questioni strategiche. Deve sapere senatore Calenda, che le porte del governo, le porte mie personali, per chi ha voglia di confrontarsi nel merito di questioni che in ogni caso impattano su ciascuno di noi, saranno sempre aperte” ha detto Meloni.
“Quanto alla proposta di una cabina di regia, io sarei anche disponibile ma devo ricordare che quando abbiamo provato a fare delle proposte in questo senso la risposta da parte della stragrande maggioranza dei partiti opposizione non è stata di disponibilità, ci è stato detto anche che volevamo organizzare una sorta di passerella. Quindi non c’è da parte mia alcuna volontà di organizzare delle passerelle ma se le posizioni delle forze di opposizione fossero diverse le mie porte sarebbero ancora aperte. Sono in ogni caso aperte per chiunque abbia voglia di mettere da parte l’interesse di partito per l’interesse nazionale”, ha detto la premier.
Sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) a oggi l’Italia “ha incassato 153 miliardi e sarà liquidata la nona rata nelle prossime settimane. Al 31 marzo ’26 la spesa certificata ammonta a 117 miliardi, pari al 76 per cento del totale, a cui si aggiungono 24 miliardi di strumenti finanziari. Direi che abbiamo fatto un buon lavoro” ha detto Meloni rispondendo ad un’interrogazione di Matteo Renzi sulle prospettive di politica economica per l’ultimo periodo della legislatura.
“È interessante che si invochi la presenza del presidente del Consiglio in Aula praticamente ogni giorno per potersi confrontare sui temi della politica e ogni volta che si viene qui, al netto di accuse e insulti, c’è oggettivamente poco di cui parlare” ha detto ancora.
“Sappiamo che gli stipendi in Italia sono ancora troppo bassi, che bisogna continuare a lavorarci, che molte famiglie fanno fatica, però dopo anni in cui il potere d’acquisto diminuiva, la tendenza si sta invertendo, si è invertita e questo significa che continuando questo lavoro e su questa strada possiamo far crescere i salari in modo stabile. Abbiamo puntato sul rinnovo dei contratti anche nel privato, particolarmente con la detassazione degli aumenti contrattuali che veniva richiesta da tempo dalle parti sociali. Perché? Perché noi crediamo che i salari vadano aumentati rafforzando la contrattazione, perché è lì che si difendono i diritti dei lavoratori e che lo si riesce a fare settore per settore” ha detto rispondendo ad un’interrogazione sugli strumenti di tutela del livello dei salari e del potere d’acquisto.
“Il salario minimo legale che viene invece proposto dalle opposizioni, come dimostra il caso della Puglia dove è stato applicato, rischia di diventare una soglia al ribasso piuttosto che una tutela in più. Nessuno pensa che la questione” dell’emigrazione dei giovani lavoratori “possa essere risolta in tre anni, posto che è strutturale. Però sicuramente condividiamo l’obiettivo per cui restare in Italia deve tornare a essere ovviamente una scelta competitiva e non un atto di coraggio come per molti è oggi” ha detto a proposito di emigrazione giovanile.
“Penso che dall’inizio del lavoro di questo governo abbiamo dimostrato come per noi il Mezzogiorno non fosse un problema da risolvere ma semmai un’opportunità, una grande opportunità da cogliere. Dove per molti anni l’approccio era stato concentrato sui sussidi, noi abbiamo preferito concentrare la nostra attenzione sugli investimenti, sul lavoro, sulle infrastrutture, sulla semplificazione. Il risultato è che in due anni sono stati autorizzati, in parte sostenuti come lei sa con crediti d’imposta, oltre 1.300 investimenti per un volume d’affari complessivo di circa 55 miliardi di euro e chiaramente rilevanti ricadute in termini occupazionali” ha detto rispondendo ad un’interrogazione sulle attuali politiche di sviluppo del Mezzogiorno.
La norma sulle Comunità energetiche rinnovabili (CER) “era scritta in maniera così sbagliata da rendere questo strumento nei fatti inattuabile. Noi abbiamo reso questa misura operativa” ha detto rispondendo ad un’interrogazione sulle iniziative per promuovere la crescita e la competitività industriale.
Anche in tema energetico “c’è una strategia di questo governo per mettere in sicurezza questa Nazione che va avanti dall’inizio della legislatura” ha detto ancora. Il rapporto debito PIL “cresce solo grazie al Superbonus: 174 miliardi di euro, quattro volte più di quanto preventivato: noi in Italia finiremo di pagare il Superbonus nel 2027, cioè quando sarà finito il nostro mandato. Noi abbiamo avuto dei colleghi che hanno sperperato risorse. Abbiamo aumentato i salari, abbiamo tagliato le tasse, abbiamo sostenuto l’occupazione, abbiamo sostenuto gli investimenti e abbiamo rafforzato le pensioni più basse. E nonostante questo lavoro avremmo anche potuto uscire dalla procedura di infrazione se non avessimo dovuto fare i conti con centinaia di miliardi di euro bruciati in misure elettorali senza controllo” come il Superbonus.
“Sono andata a fare la spesa l’ultima volta al supermercato sabato scorso, se vuole può andare a chiedere. Non so quando capita a lei” senatore Boccia “ma io non rinuncio a stare in mezzo alla gente, non rinuncio a fare la mia vita normale, proprio perché questo mi aiuta a capire come stanno le cose. E quello che capisco è che anche intorno a questo governo c’è ancora tanto, tanto affetto dopo quattro anni”, ha affermato Meloni al Senato ad un’interrogazione sulle strategie per la crescita economica. “Questo governo non ha aumentato le tasse, questo governo ha diminuito le tasse”, ha aggiunto la premier.
“Siamo partiti da un principio molto semplice, cioè che la casa non è un lusso ma è un bene fondamentale, e che uno Stato giusto deve fare sostanzialmente tre cose: aiutare chi ha diritto ad avere una casa popolare, sostenere chi lavora ma non riesce più in questo tempo ad affrontare i costi del mercato, e difendere i cittadini dalle occupazioni abusive. Con il Piano Casa mettiamo a disposizione fino a dieci miliardi di euro per oltre centomila alloggi in dieci anni. Per noi la proprietà privata è un diritto che va difeso e non è accettabile che un cittadino debba affrontare anni di attesa e molte spese per rientrare in possesso della propria casa occupata abusivamente.
Tolti i sacerdoti della contrapposizione a ogni costo, gli altri si rendono conto che questi provvedimenti previsti nel Piano casa possono essere utili e positivi ha detto rispondendo su misure di politica abitativa”.





