Lo sciacallaggio horror sull’omicidio di Chiara Poggi
È la nuova categoria dell’horror televisivo che è nata a Garlasco.
Cioè, quelli che erano garantisti per Stasi che si sono trasformati in giustizialisti per Sempio.
Secondo un percorso mentale perverso, per il quale se si sbatte in galera Sempio non può stare in galera Stasi.
Quindi, le accuse delle Procura, le accuse, senza ancora un rinvio a giudizio, senza processo, senza condanne, senza prove di niente e indizi di tutto, compreso l’inarcarsi del sopracciglio sinistro di Sempio mentre parla del biglietto del parcheggio, diventano galera per uno per la libertà dell’altro.
A questo ci siamo ridotti.
Ah, dicono, ma se valevano gli occhi di ghiaccio per Alberto, vale anche il sopracciglio di Sempio.
Minchia.
Demostrificare mostrificando.
E poi, e poi, talk e telegiornali e i giornali, la fiera dell’ipocrisia.
Accusano i social di fare spettacolo dell’horror mentre fanno spettacolo dell’horror.
Chiedono civiltà per l’uno mentre svillaneggiano l’altro.
E poi ci sono le trasmissioni pro uno e le trasmissioni pro l’altro. I giornalisti pro uno e i giornalisti pro l’altro. Gli esperti pro uno e gli esperti pro l’altro.
Ognuno tiene al suo spazio di mercato. Al suo gettone di presenza. Alla sua recita con compenso. Tesi in attesa di bonifico.
Non è la realtà di un caso giudiziario è la rappresentazione di un Paese. Decaduto e decadente.
Di una civiltà perduta.
Di una scena ridotta ad arena.
Dita in giù, dita in su, sangue e urla e risate.
Sete di sangue. E di vendetta.





