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SMASCHERIAMOLI – QUANDO I PROGRESSISTI SONO NAZISTI

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SMASCHERIAMOLI

Si dicono progressisti ma sono nazisti mascherati e, a dire il vero, nemmeno troppo.

Infatti, obbedendo alla propria tracotanza, scrivono libri e articoli, tengono conferenze, prendono anche premi dalla “Cupola paperonica” per il fatto di propagandare teorie che servono a convincere che vecchi, disabili e ammalati mentali sono scarti che possono essere eliminati, così come si elimina la spazzatura.

In fondo nella teoria del riciclo ci sta anche questo. Non a caso c’è chi si è spinto a suggerire che il caro estinto sia trasformato, in un digestore, in compost per fertilizzare il terreno. L’economia non lineare, ma circolare riguarda anche gli esseri umani: se non sono perfettamente in grado di produrre e di consumare possono essere riciclati.

In Olanda, ad esempio, sarà sufficiente “essere anziani” per farla finita: basterà solo aver compiuto i 70 anni per aver diritto all’eutanasia, richiedendo al servizio sanitario pubblico la “kill pill” (“la pillola che uccide”), distribuita dalle farmacie, per essere poi assunta nel proprio domicilio.

A prevedere una simile porcheria nazista è una proposta di legge promossa dalla nota associazione pro-eutanasia Nvve (Nederlandse vereniging voor vrijwillige euthanasie).

Il progressismo nazista non alberga solo nella terra dei tulipani.

L’assistente di economia di Yale, Yusuke Nerita, afferma che per far spazio ai giovani i nonni dovrebbero praticare un seppuku di massa, cioè dovrebbero suicidarsi.

Yusuke Narita ha difeso le sue opinioni: «Sento che l’unica soluzione è abbastanza chiara», aveva già detto nel 2021 proponendo la sua ricetta. E pur precisando che le sue parole all’epoca furono rilanciate “fuori contesto” – scrive il Daily Mail – ha ribadito al New York Times che l’eutanasia potrebbe diventare obbligatoria in futuro, consentendo alle generazioni più giovani di farsi strada negli affari, nella politica e in altri aspetti della società che la generazione più anziana si rifiuta di lasciare. Il Giappone ha un basso tasso di natalità e il maggior debito pubblico del mondo con 1,34 nascite per donna, inferiori anche a quelle Usa (1,65). L’anno scorso il Sol Levante ha visto la sua popolazione crollare di oltre 600.000 persone a causa del calo dei tassi di fertilità e del rapido invecchiamento.

In Canada, dove governa il progressista Trudeau, il Bill C7 è la normativa per il Maid (Medical assistance in dying), ossia la legge per l’eutanasia che si vorrebbe applicare anche ai malati di mente, a chi è affetto da bipolarismo, depressione, schizofrenia e ai disabili. Sembra di vedere il programma nazista degli anni ’30 dello scorso secolo.

Solo nel 2021 oltre 10 mila canadesi hanno fatto ricorso alla Maid e il totale dall’entrata in vigore della legge ammonta a 30 mila.

Nel Canada progressista, molto nazisticamente, il caporale in pensione Christine Gauthier si è sentita proporre la Maid da un impiegato del Veteran Affairs come soluzione dei ritardi dell’installazione di un montascale nella sua abitazione.

Meglio non aprire la triste storia delle case di riposo. Negli Usa gli over 65 che vivono in case di riposo sono il 4%, mentre in Italia sono il 4,7%.

Stando alle logiche olandesi o del professorino di Yale nelle Rsa ci sarebbe molto da fare.

Del resto la logica riguardante gli anziani è che o sono ever green e consumano come i più giovani o sono da mettere nel cassonetto dell’umido.

Ovviamente tutto questo avviene all’interno di mondi che si spacciano per progressisti, mentre non sono altro che il nazismo che, mai morto, è tornato ad essere un riferimento per una follia collettiva che, nel suo insieme, può essere definita woke.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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