
di Guglielmo Brighi
ROMA BRUCIA Nerone e l’incendio che mise fine a una dinastia di Antony Barrett Giulio Einaudi editore
Nel solco della migliore tradizione storica di Casa Einaudi, esce ROMA BRUCIA di Antony Barrett, professore emerito della Columbia Britannica canadese.
Una ricostruzione dettagliata su uno dei più grandi accadimenti di Roma Imperiale: il grande incendio del Luglio del 64 d.C.
Divampato il giorno 19, si manifestò in modo costante fino al 25, continuando il giorno dopo per poi estinguersi apparentemente nella giornata del 28.
Al netto delle considerazioni che il fuoco ha sempre impresso nelle nostre menti (evento rigeneratore e di purificazione), Roma non era digiuna in fatto di calamità.
L’imperatore Tito, trovatosi in Campania per l’eruzione del Vesuvio nel 70 d.C.,, dovette ritornare nella capitale proprio per fronteggiare altri focolai.
Nerone è ritenuto dalla tradizione responsabile dei roghi del 64.
In verità non esiste nessuna prova storica di una sua personale colpevolezza sull’incendio.
La critica storica degli ultimi anni ha dimostrato come la sua idea di distruggere la vecchia capitale per farsi erigere la Domus Aurea, deve ancora trovare solide risposte.
Barrett prende in esame le ricadute che l’avvenimento ebbe sulla politica economica della capitale. I costi per riparare al disastroso incendio furono così importanti, che portarono ad una vera e propria svalutazione della monetazione in argento.
L’incendio distrusse non solo la solidità monetaria, ma anche il potere e la gloria di una delle dinastie più celebri: la giulio-claudia di cui Nerone fu l’ultimo esponente.
Il sostegno politico che godette nei primi anni di reggenza, presto si sgretolò.





