Home Cultura RAYMOND ARON, PROFETA INASCOLTATO

RAYMOND ARON, PROFETA INASCOLTATO

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di Savino di Scanno

Solo una grande democrazia come la Francia poteva far convivere 2 menti illuminate come Sartre ed Aron nello stesso periodo.
Volendo scrivere di Raymond Aron possiamo dedicare il nostro pensiero ad un artefice del “liberalismo moderno”. Trasponendo i dati biografici dalla Treccani Aron nasce a Parigi nel 1905. Dopo gli studi all’Ecole’ Normale Superiore’ continua la Sua opera a Berlino per approfondire lo “stoicismo tedesco” potendo assistere alla presa del potere del nazismo che lo porterà, a seguito della invasione della Francia, a condividere l esilio a Londra con Charles de Gaulle. Del Suo pensiero si può scrivere che fu influenzato da Von Clausewitz e da Tocqueville ma i suoi studi su Machiavelli formarono la sua visione del “potere” fondata sul cinismo e sul pessimismo circa la natura umana forgiata da corruzione e passioni insane.
Dopo la Seconda Guerra mondiale in piena coerenza del pensiero contro ogni “totalitarismo” scrive nel 1955 ” L’ opium des intellectues” ovvero un libro contro gli intellettuali di sinistra asserviti alle logiche della Internazionale Socialista di Mosca volendo ricordare che all’ epoca in Italia prima ed in Francia dopo vi erano i più importanti partiti comunisti dell’Occidente sintetizzato dalla affermazione ” come è possibile che uomini intelligenti assecondino idee stupide”.
Nel 1985 nella Sua Parigi Aron terminò la Sua vita terrena.
Ma in questi giorni, in queste ore, è necessario citare Raymond Aron perché forse, e si ripete forse, si deve tornare a discutere di cosa significhi Democrazia. Il “casus belli” e mai tale termine è corretto trova origine nella pubblicazione del libro del Generale Roberto Vannacci ” Il mondo al contrario ” dove l’ alto ufficiale già Comandante dei nostri Reparti Speciali ha espresso una Sua legittima opinione garantita dall’ art. 21 della Costituzione che Vannacci ha contribuito a difendere per circa 40 anni di servizio.
Ed adesso, mi sia permesso, si torna a parlare di “totalitarismi”. I servi, sacerdoti, vassalli del “pensiero unico”, quelli della politica “corretta” o woke, la élite progressista che si riconosce come novello ufficio della Motorizzazione Civile a poter rilasciare le “patenti democratiche”, quelli a cui tutto è permesso e concesso come offendere con minacce verbali gli avversari politici, forti delle protezioni di un settore forte della magistratura che ha regalato al Parlamento fior di deputati e senatori che con la “loro” polizia giudiziaria sono gli unici ad esercitare l’ uso spesso distorto della forza malgrado le inutili pubblicazione di Palamara e Sallusti a cui in ultimo aggiungere i giornalisti a “puntuale servizio”, si sono scatenati contro il Generale esprimendo ogni forma di offesa fino a richiedere un formale processo immediatamente assecondati da chi avrebbe dovuto difenderlo ma in questo Paese non poteva andare altrimenti.
Negli ultimi 30 anni la Democrazia in Italia è scomparsa, oscurata da “oligarchie” (il termine è stato anche utilizzato per questo scopo dal Prof. Barbero in una recente trasmissione), in perenne lotta fra di loro per una supremazia esclusivamente economica. Ed il popolo? Niente panico con “corna, calcio e ferie” si governa in automatico.
Si conclude. Torniamo a rileggere Raymond Aron, approfondiamo i Suoi temi. Sarà una “guerra ideologica” senza esclusione di compiti. La madre dello scrivente, oggi dinanzi a Dio, insegnava in un alloggio di servizio di una stazione Carabinieri questo principio “..Savino il diavolo fa le pentole ma mai I coperchi..”. La bella notizia verso il totalitarismo del pensiero unico e dei suoi sodali è che chi scrive e tanti altri che magari avranno anche loro letto Aron siamo della  “ditta che fa i coperchi” e quindi se ne facessero una ragione…”non prevarranno”.

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  • Redazione

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