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LA VERA EMERGENZA, LA MANCANZA DI MANODOPERA

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Ucraina attacco da nord

di Gianvito caldararo
 
La politica tutta ignora la vera emergenza, nella fattispecie la mancanza di manodopera, il che sta mettendo in ginocchio le imprese del Made in Italy.
Dal recente Rapporto di Confartigianato e Unioncamere, vengono evidenziate le difficoltà riguardanti il reperimento di manodopera da parte delle aziende.
Dal 2022 al 2023 la percentuale di difficoltà nelle assunzioni è passata dal 40,3% al 47,9%. Una situazione che preoccupa i nostri imprenditori e che mette a rischio molte aziende in generale e del made in Italy in particolare.
i settori aziendali più in difficoltà risultano essere le seguenti:
– installazione e manutenzione ( 64,2%  ;
– progettazione e Ricerca & Sviluppo ( 61,2%);
– sistemi informatici ( 52,9%).
 
Il Rapporto ha individuato, peraltro,  le professioni più “introvabili”.
I settori in cui si riscontrano le maggiori difficoltà sono diversi. In particolare le professioni più difficili da trovare sono:
– tecnici specializzati in carpenteria metallica ( 70,5%);
– costruzioni ( 69,9% );
– conduzione di impianti e macchinari ( 56,6%).
Secondo il borsino delle professioni del Sistema Informativo Excelsior, i più difficili da reperire sono:
– operai specializzati addetti alle finiture delle costruzioni (72,8%);
– fonditori, saldatori, lattonieri , calderai, montatori di carpenteria metallica ( 71,1% );
– fabbri ferrai costruttori di utensili ( 70,1%);
– tecnici in campo ingegneristico ( 69,3% );
– ingegneri ( 63,3% ).
Secondo il citato rapporto di Confartigianato, le regioni dove le aziende riscontrano le maggiori difficoltà a reperire la manodopera sono :
– Trentino – Alto Adige ( 61,6%);
– Valle d’Aosta ( 57,1% );
– Umbria ( 54,6%);
– Friuli Venezia Giulia ( 53,3%);
– Emilia Romagna ( 52,7%);
– Piemonte ( 52% );
– Veneto ( 51,4%).
Ma la situazione sta peggiorando in tutta Italia: per il 32,4% dei casi è dovuta alla mancanza di candidati per i posti ricercati e per un 10,8% per la scarsa preparazione dei candidati.
Le strategie che sono state poste in essere per reperire personale qualificato, consistono in una maggiore collaborazione delle aziende con gli istituti tecnici e professionali, con una diffusione di stage, tirocini e percorsi per le competenze trasversali. Inoltre, le aziende stanno offrendo pacchetti di welfare aziendale, flessibilità nell’orario di lavoro, smart working e interventi per migliorare il clima aziendale.
Secondo Marco Granelli, Presidente di Confartigianato, l’emergenza manodopera è una delle principali emergenze italiane. Il dibattito sul salario minimo e lavoro povero deve necessariamente allargarsi ed affrontare con urgenza il vero problema del Paese: “la creazione del lavoro di qualità”. Sempre secondo Granelli, è necessario una operazione di politica economica e culturale che avvicini la scuola al mondo del lavoro per formare i giovani e rilanciare con maggior vigore il Made in Italy.
La intuizione dell’alternanza scuola – lavoro va ripensata e aggiornata alle nuove esigenze in ordine alla manodopera specializzata e qualificata che necessita al sistema produttivo italiano.

Autore

  • Redazione

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